VACIRCA: SARA' UNA A COMBATTUTA PER TUTTI GLI OBIETTIVI

 

L'ex  direttore sportivo di Capo d'Orlando parla dell'attuale momento del basket

 

a cura di Guido De Felice

 

Ci sono persone che nella vita nascono con un solo preciso obiettivo: migliorarsi continuamente, e stupire, sempre. Ci sono persone, inoltre, che troppo spesso vengono sottovalutate, ma che quando hanno l’occasione, magari anche unica, di far vedere il loro valore, non falliscono. Ed è proprio questo che si potrebbe dire di Gianmaria Vacirca, uno dei personaggi emergenti (ma in questo momento, con tale definizione, probabilmente gli stiamo facendo torto) del mondo dirigenziale cestistico italiano: uno che partito da Castelletto Ticino, ed aver iniziato quasi per scommessa, dopo aver costruito due salvezze inizialmente da molti additate come insperate, è stato reclutato con molta lungimiranza dal presidente orlandino Sindoni, arrivando a costruire delle ottime squadre fino al top dello scorso anno, quando la sua Capo d’Orlando arrivò fino a conquistarsi la prima storica qualificazione europea. Peccato, però, che ad oggi nonostante i risultati indiscutibili ottenuti sul campo, che hanno ampiamente promosso il suo lavoro, Gianmaria Vacirca sia a spasso, fulminato anche lui dalla bufera settembrina che ha investito Napoli e Capo d’Orlando, portando alla loro esclusione dal massimo campionato a solo una settimana di distanza dall’inizio del torneo. Ed è proprio da qui che parte la nostra chiacchierata con l’ex dirigente orlandino.

Quanto rammarico c’è per non aver potuto portare a termine il progetto iniziato con successo a Capo d’Orlando?

Parecchio, perché eravamo convinti di aver costruito una squadra ricca di giocatori di spessore dal punto di vista umano, che per me è la priorità assoluta nel momento di fare scelte estive. Tutti si sono comportati da grandi professionisti, perché ci tenevano davvero.

Napoli e Capo d’Orlando escluse una settimana prima del via, Rieti assolta ma a cui non vengono tolti punti di penalizzazione a quel punto attribuiti senza alcuna ragione…il sistema avrà sicuramente più di qualche bug, ma evidentemente anche la base non funziona granché, è d’accordo?

Per noi è stato un fulmine a ciel sereno, lo stesso per Napoli. Sono comunque d’accordo, il lavoro sulla base è prioritario oggi rispetto, ad esempio, alle regole sull’eleggibilità dei giocatori della Serie A.

C’era davvero bisogno del commissariamento della FIP?

Direi di si.

Lei che fino a poco fa viveva da dentro questo mondo, quante possibilità ci sono che la FIP faccia passi in avanti aldilà delle querelle di cortile?

Abbiamo la possibilità di azzerare e ripartire, servono unità di intenti e programmi seri a lungo termine.

Come vede la possibilità di un Dino Meneghin presidente FIP?

Credo che Meneghin, se accetterà l’incarico, sarà affiancato da persone in grado di supportarlo adeguatamente: ritengo che una persona del valore di Meneghin possa accettare solo in presenza di determinate garanzie.

E’ solo una sensazione che la LegaDue sia un torneo gestito in maniera molto più trasparente e con miglior coesione di intenti tra i diversi club rispetto a quanto avviene in Lega A?

Non posso rispondere con cognizione di causa a questa domanda, ma sono stato due anni in LegaDue e ho trovato una Lega e delle persone eccezionali.

Qual è il suo punto su queste prime due giornate di campionato?

E’ ancora troppo presto per esprimere un giudizio, l’impressione è però che sarà un campionato combattutissimo per tutti gli obiettivi.

Crede che Siena si confermerà il carro armato inarrestabile ammirato negli ultimi due anni?

Siena è la squadra più completa, attrezzata ed abituata a vincere: sarà difficile per le altre contrastarla, anche se Roma e Virtus Bologna hanno investito parecchio.

Un nostro personale ranking delle cosiddette “big”: Roma, BOV, Avellino e Milano sullo stesso piano…concorda? Ci può stare.

Intanto in casa Fortitudo non si ride di certo: dopo il "caso Barron", il "pasticcio Huertas" ora mancava solo la "nomination Forte" per uscire dalla casa biancoblù. Come vede la stagione della F contando anche le notevoli limitazioni che ci sono da quest'anno sul mercato?

La Fortitudo ha risorse economiche, tecniche ed umane più che buone per fare una grande stagione e tornare ad altissimo livello. Darà grande filo da torcere a tutti.

Teramo è la più accreditata tra le outsider, seguita un pelo dietro da Cantù...è d'accordo?

Teramo ha iniziato molto bene e se il buongiorno si vede dal mattino... Cantù l'ho vista spesso in precampionato: mi è piaciuta molto.

Lei che è un grandissimo conoscitore del basket USA, cosa può dire sui due rookie di Caserta, Butler e Foster, tanto attesi quanto "grandi assenti" di queste due prime giornate di campionato?

Butler ha avuto qualche problema fisico, il valore di Foster è indiscutibile. Con i rookie bisogna avere grande pazienza, migliorano con il lavoro in palestra, e sotto questo punto di vista il mio amico Frates è una garanzia.

Passiamo dall'altra parte dell'Oceano: che stagione prevede per i tre paisà nelle rispettive franchigie?

Sono molto ottimista, sarà forse per la legge del contrappasso: vedrai che i nostri tre andranno bene.

Si è parlato, anche in termini ufficiali con tanto di comunicati da parte della società, di una possibile collaborazione con la Sutor Montegranaro (posto vacante dopo il divorzio da Carenati): può dirci qualcosa di più preciso al riguardo?

Ci stiamo conoscendo: la partita con la Fortitudo è assolutamente prioritaria rispetto al resto per la Sutor, ragion per cui ragioneremo bene la prossima settimana. Posso però dire di aver trovato un'ottima società e un posto eccellente per fare pallacanestro.

In chiusura, cosa si sente di dire ai tanti appassionati che, delusi dal caos settembrino, hanno visto un po' raffreddare il proprio interesse verso il nostro sport?

Di amare il nostro gioco, a tutte le età e a tutte le latitudini: è il più bello del mondo!