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PESARO A
VALANGA SULL'IMBATTUTA VIRTUS BOLOGNA
Una bellissima
Pesaro interrompe la striscia vincente dei bolgonesi
di Giampaolo Capozzi
Scavolini Spar Pesaro – La Fortezza Bologna 99-65
(18-14; 23-17; 26-22; 32-12)
Scavolini-Spar: Tomassini, Zukauskas 8 (1/1,2/3), Stanic ne,
Curry 16 (6/8,1/4), Akindele 18 (7/10), Myers 13 (2/2,3/6),
Hicks 19 (6/8,0/4), Gjinaj ne, Shaw 4 (2/4), Amici ne, Van
Rossom 9 (2/2,1/1), Hurd 12 (6/11,0/1) All.Sacripanti
La Fortezza: Ford 12 (5/10,0/1), Koponen 4 (1/1,2/3),
Blizzard 10 (0/1,3/7), Arnold 4 (2/4,0/1), Righetti 2
(1/1,0/2), Boykins 15 (3/5,1/1), Giovannoni 8 (4/8,0/2),
Chiacig 6 (3/4), Langford 4 (2/3,0/2), Moraschini ne,
Malagoli ne, Vukcevic (0/2,0/1) All.Pasquali
Scavolini: 32/46 da 2, 7/19 da 3, 14/20 tl. Virus Bologna:
21/39 da 2, 4/20 da 3, 11/14 tl. 5 falli: Ford
Arbitri: Sahin, Pozzana, Crescenti
La miglior Scavolini-Spar contro la peggior Virtus di
quest’inizio stagione. Come già la scorsa stagione, forse
meglio. La Fortezza in difficoltà fin dall’inizio anche se
il crollo è arrivato solo nell’ultimo parziale, addirittura
doppiata in valutazione con il 120-60 finale. Nella Virtus
sono mancati sia l’attacco che la difesa, si giocava sul
campo della squadra con il peggior attacco e la miglior
difesa del campionato e in parte anche la Scavolini non si è
smentita. Ancora una volta bene dietro, per una volta ha
girato a meraviglia anche l’attacco. C’erano stati problemi
fisici in settimana, c’è stata soprattutto l’assenza di
Stanic, la preoccupazione di aver le rotazioni corte in
difesa su Boykins, su tutto questo ha messo la sua firma Van
Rossom, play belga candidato a rosicchiare minuti importanti
al titolare designato. La Fortezza ha trovato pochissimo
intorno a Boykins, troppa imprecisione, scarsa consistenza a
rimbalzo e un saldo negativo tra palle perse e recuperate.
La partita della Scavolini parla una lingua opposta, quella
del gioco di squadra, di 5 uomini in doppia cifra, belle
giocate e una panchina ritrovata, perché se Akindele, sempre
più sorprendente almeno nelle partite casalinghe, è
panchinaro solo nella tattica di Sacripanti, un contributo
importante è arrivato dai due grandi vecchi Myers e
Zukauskas. Il resto l’hanno fatto la classe di Curry, la
consistenza di Hicks e gli sprazzi di Hurd.
Ora Pesaro necessita di conferme, solo una settimana fa la
squadra era uscita sconfitta a Rieti con solo 59 punti
all’attivo (e 61 subiti), un attacco un po’ più vivo,
possibilmente senza sacrificare il forte marchio difensivo
fin qui mostrato, non dispiacerebbe agli oltre 5000 che
anche quest’anno affollano le tribune dell’Adriatic Arena.
La Virtus da parte sua fa gli scongiuri, l’anno scorso
proprio dopo il buon inizio e la trasferta pesarese iniziò
il declino, una storia da non ripetere. |
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