Due gare nei PO NBA stanotte, ma prima, dato che gli infortuni contano eccome, un aggiornamento su Gobert.

Il centro francese dei Jazz ha accusato una iperestensione dei legamenti, e anche se gli esami hanno escluso lesioni, Gobert sarà fuori in Gara2 vs i Clippers, e probabilmente anche in Gara3, la prima a Salt Lake City. Normalmente infortuni di questo tipo richiedono minimo 7-10 giorni per essere assorbiti, e dunque, a seconda anche di come andrà la serie, il ritorno in campo potrebbe avvenire non prima di Gara5, a Los Angeles.

 

 

QUICKEN LOANS ARENA, CLEVELAND. INDIANA PACERS 111 – CLEVELAND CAVS 117

Il sunto è che i Cavs sono sopravvissuti per 7 punti globali a due gare in cui hanno preso dai Pacers 219 punti. Preoccupante. Anche la storia delle partite conferma elementi di debolezza emersi più volte durante la RS: prima tra tutti la tendenza dei Cavs a sottovalutare le capacità di reazione degli avversari. Solo se stimolati a mille LBJ e compagni sono capaci di inziare bene, continuare meglio e dominare alla fine: è successo per l’ultima volta alla fine di Marzo al TD Garden, nello scontro in cui annichilendo i Celtics pensavano di aver messo in frigo il primo posto ad Est. Stanotte vs i Pacers hanno sfiorato più volte i 15 di vantaggio, per poi afflosciarsi nel finale, regalando a Indiana due palloni per il -3 o -4. Sull’ultimo di essi è intervenuta una sontuosa stoppata di James (25-10-7 con 4 rec e 4 stoppate, ma anche 8 perse, la maggior parte delle quali quando dirige assurdamente il p’n’roll centrale) sul povero Myles Turner, convinto di avere un lay-up da depositare dopo una hesitation con cui aveva eluso il primo intervento della difesa Cavs. Il momento migliore per Cleveland nel terzo quarto, quando per una serie di attacchi consecutivi Lue si è messo in tasca le difese di McMillian, facendo applicare il p’n’roll in modo da avere sempre Lance il Matto (in ogni caso 13-2-4 con 2 rec e nessuna persa, bentornato) a difendere (e prenderle) da Kevin Love (27-11-3 con solo 7 tiri e 12/12 ai liberi, forse la migliore di sempre in maglia Cavs), oppure facendo in modo che Stephenson finisse su Kyrie (37-2-2) che, ancora, rendeva furibondo e frustrato il giocatore di Indiana con un paio di arresti on-a-dime, e canestro. La frustrazione di Lance aumentava quando imbucava dalla propria lunetta una tripla prodigiosa, purtroppo fuori tempo massimo rispetto la penultima sirena. PG13 è stato costante e commovente (32-8-7), ben assistito da Teague (23-4-4), che però manca di efficacia nei momenti in cui il gioco diventa iperfisico, una cosa che macchiava le sue prestazioni nei Playoffs anche in quel di Atlanta. Coach Lue ha usato moderatamente la sua panchina, e di certo non per dare sollievo ai Big3, che hanno giocato praticamente sempre (James su tutti con 42 mins, 3 più di Love, 8 più di Irving). Tegola: nel secondo tempo, per un risentimento al polpaccio, non ha giocato JR Smith, le cui condizioni sono ancora da valutare compiutamente. L’impressione è che, anche per via del vantaggio di 2-0 nella serie, i Cavs non lo rischieranno in Gara3.

 

AT&T CENTER, SAN ANTONIO. MEMPHIS GRIZZLIES 82 – SA SPURS 96

3-2 e 5-4, inizio della gara con meno di 4 minuti giocati: ecco le uniche due occasioni in cui i Grizzlies sono stati avanti. Poi anche 24 di vantaggio per Alamo, prima che gli Spurs decidessero di riposarsi giocando, consentendo a Memphis, che resta sempre una squadra di grintosi, per quanto anzianotti, s.o.b., si riportasse a – 5: 80-75 con quasi l’intero quarto periodo da giocare. Punteggio successivo, tre mins dopo: 88-75, tutti a nanna. A fine partita coach Fizdale si è lamentato dell’arbitraggio, in particolare del trattamento di favore riservato a Kawhi Leonard in attacco: 19/19 dalla lunetta è in effetti un dato che farebbe piacere a un grande raccoglitore di buoni omaggio per la linea della carità, ossia James Harden; in particolare, ha sibilato Fizdale, i liberi di Leonard sono stati 4 in più di quelli raccolti dalla mia squadra intera: vi sembra possibile? Impossibile no, ma difficile sì: però la protesta dell’allenatore di Memphis riduce la sua efficacia se osserviamo che ai Grizzlies son stati concessi pochi liberi, ma ancora meno sono stati gli uomini che sono andati in lunetta. Solo 3: Mike figlio di Mike, Gasol, Ennis, rispettivamente 4-5-6 viaggi. Significa che l’uomo che più di tutti ha tirato liberi è stato un panchinaro, verosimilmente capace di guadagnarsi i liberi vs i panchinari di SA, e che nelle porzioni di gara “quintetto vs quintetto” gli Spurs hanno difeso magistralmente. Considerando che nessuno degli starters di Memphis ha nelle sue corde il gioco interno, potremmo dire che il solo giocatore verso cui la protesta di Fizdale acquista un senso è Randolph, che ha scritto 18+10 dal pino senza andare mai in lunetta. Kawhi 37+11, Danny Green 12 da specialista con 4/5 da 3, Pau (10-5-2) meglio di Marc (12-6-3) anche individualmente. San Antonio guida 2-0 una serie che forse non è nemmeno iniziata.