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Mi ricordo, si, io mi ricordo

Mi ricordo, si, io mi ricordo
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44 candeline oggi. Già, due volte 4, il suo ultimo numero di maglia, quella che la Virtus Roma ritirò per onorare al meglio la memoria di un Campione del quale il destino ci ha privato brutalmente e con inspiegabile anticipo.

Era l’eleganza fatta pallacanestro, Ancilotto, eleganza nell’accezione più trasversale che si possa immaginare; lo stile e l’armonia con la quale muoveva i suoi 201 centimetri lasciavano a bocca aperta pubblico e avversari, puntualmente in ritardo nel frapporsi fra lui e la retina. O meglio, era lui ad essere sempre in anticipo, a precorrere i tempi, a vivere intensamente ognuno dei secondi trascorsi su questa Terra, molti dei quali lo hanno visto danzare meravigliosamente sul parquet.

Portiere mancato grazie al fiuto di Pier Aldo Celada, che intuendone subito le doti lo portò, giovanissimo, a Desio dalla nativa Mestre, seppe incantare tutti fin dal debutto in serie A1, a Caserta, nel 1991. Sorriso coinvolgente e una gran voglia di vivere, leader predestinato a cui la morte ha rubato palla in un drammatico e prolungato “1 Vs 1” nell’agosto del ‘97, il gigante Davide fece innamorare tutta Italia, riuscendo a conquistare anche due maestri come Dule Vujosevic ed Ettore Messina prima di spiccare l’ultimo volo.

Buon compleanno Davide.

 

Foto tratta dalla pagina Facebook ANCI DAVIDE ANCILOTTO

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