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NBA RECAP – Houston 16 in fila, Pels e Sixers avanzano, il ritorno di Emeka Okafor

NBA RECAP – Houston 16 in fila, Pels e Sixers avanzano, il ritorno di Emeka Okafor
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Nove gare stanotte, con la conferma di alcune tendenze emerse da dopo la pausa per lo ASG.

Si confermano i Toronto Raptors. DMDR, grazie ai 22 pti e 6 ass di media uniti alle 4 W della squadra, è stato nominato Player of the Week ad Est, e stanotte ha contribuito a mettere sotto gli Hawks (116-90) con 25-3-4. Atlanta ha posto ottima resistenza: il distacco elevato è maturato tutto nell’ultimo quarto (30-13): a metà terzo periodo i Falchi erano ancora sopra di 1.

Continuano a vincere anche i Sixers, che vìolano (128-114) il campo degli Hornets grazie anche a una gran serata di Robert Covington (22 con 5 triple su 9). Un paio di azioni di Embiid fanno vedere come sia a volte un giullare, ma anche uno che migliora ogni partita. Uno dei suoi punti deboli era la capacità di leggere il gioco e passare la palla dal post-basso: ha esibito un paio di uscite skip-pass da angolo ad angolo da antologia. Beli molto dedito al gioco di squadra e molto abile anche lui a passare la palla quando tutta al difesa gli piomba addosso intimorita dal suo tripleggiare (11-4-3). Purtroppo per loro l’han fatta grossa i Nuggets perdendo a Dallas (118-107): solo grazie ai risultati delle concorrenti Denver rimane ottava nella Playoff-Picture dell’Ovest. Lo scivolone contro una delle ultime è stato evitato da Golden State, che ha regolato alla Oracle i Nets (114-101), con 34 di Steph. Portland continua a vincere: contro NY la ottava in fila(111-87), e 8 sono state le triple imbucate da Lillard stanotte. 4 nel primo quarto quando la squadra inseguiva, 3 consecutive per i punti da 21 a 30; lui finisce a 37 con 8/11 da 3, ma anche i suoi compagni oltre l’arco non hanno scherzato: McCollum 5/7, Aminu 2/2, Blazers 20/33 totale. E’ finita in OT tra Wizards e Heat nella Capitale: vince WAS 117-113, una gara complicatasi fino a un -3 nel quarto periodo dopo essere iniziata sul velluto (+17 a metà primo quarto, Beal inizia con 5/5 da 3, alla fine 30-6-7, ma chiudendo i regolamentari ha fallito il sesto game-winner o tier su 6 stagionali). Gortat e Whiteside, i due rispettivi centri, panchinati tutto il quarto periodo, e riemersi nell’OT, e gran prova di Tomas Satoransky (19-3-7) che tornerà sul pino fra poco al ritorno di Wall, ma ormai ha svoltato per sempre la propria carriera NBA. ClipperTown, pur nella ottima annata che sta conducendo tra partenze eccellenti ed infortuni, non cambia davvero mai. Era nona ad Ovest, poteva agganciare i Nuggerts sconfitti all’ottavo posto, e aspettava la visita dei Pelicans (4 Ovest): gara casalinga dunque da non perdere. Ovviamente i più diretti parenti umani di Paolino Paperino hanno perso l’occasione, fin da subito. Han lasciato che Nola scappasse 12-2 dopo 2 mins (Pels 5/5 per chiarire le cose) e 21-7 dopo 6 mins. I Clippers sono tornati in partita e anche avanti in due occasioni, ma la traccia della gara era segnata, ribadita dai 41-13-2 con 3 rec e 3 stoppate di Anthony Davis (Player of the Week ad Ovest con media di 34+15 e quasi 3 stoppate nelle 3 W settimanali); gara importante, Rajon Rondo quindi ne aveva voglia: quando RR esordisce tirando da 3 e imbucando è sempre un brutto segnale per gli avversari, abitudine confermata dal 3/5 oltre l’arco per 13-3-9, 2 rec, nessuna persa in 29 mins. Gallinari sempre out, miglior Clipper Tobias Harris 27-11-2. Da segnalare che dopo lo shock per l’infortunio di Cousins, Nola ha reagito benissimo. Aveva acquisito un giocatore di tipo differente, Mirotic, per provare a giocare allargando il campo e Davis da 5, ma era una formazione costruita per avere le Due Torri, e quindi si sono ri-adeguati dando il quintetto al talento vintage ed oltraggiato di Emeka Okafor. 35enne, grandissimo giocatore, centro puro da Connecticut, seconda scelta assoluta 2004 e anno da rookie a 15+11 di media, per chiarirsi: carriera funestata da molteplici infortuni, il più grave proprio a New Orleans nel 2011: smesso di giocare almeno ad alto livello, felicemente recuperato ora per una ventina di mins a partita con dignitosa presenza: 5+5 e quasi 2 stoppate di media. Chiudiamo con la sedicesima W in striscia dei Rockets, che battono fuori casa OKC. I Thunder se non difendono sono davvero poca cosa: 122 incassati e 7 avversari in doppia cifra dicono di una gara mai davvero esistita, e come sempre vi raccontiamo le gesta di Russell Westbrook nel momento in cui ha iniziato a guidare i suoi alla sconfitta. A metà secondo quarto Houston è +2, con RW in panchina; lui torna in campo e immediatamente perde due palloni e lancia due piccioni senza casa: Rockets +11; breve pausa con 5 pti di Melo, poi altre 2 perse di RW e Rockets +14. E’ stata la notte in cui Melo a metà del primo quarto ha segnato il suo punto 25195, superando Jerry West nella classifica all-time dei realizzatori NBA. OKC ha ingaggiato, da poco, Corey Brewer, guardia che ha giocato e vinto due Titoli NCAA a Florida U. quando era allenata dall’attuale coach di OKC: Brewer è una discreta addizione, ma non è una pg, che è ciò che manca ai Thunder; immaginate Lillard al posto di Westbrook.

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