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NBA RECAP – di striscia in striscia, e grazie Javalone per le risate.

NBA RECAP – di striscia in striscia, e grazie Javalone per le risate.
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Stanotte 10 gare: parleremo di quelle che hanno visto finire o continuare una striscia di W.

Prima prendete nota di due seri problemi della NBA, recentemente aggravatisi. Alcune stelle sono troppo protette, e le partite durano troppo. Due esempi recenti: nella contestata e rubacchiata vittoria dei Rockets sui Celtics, Harden ha tirato più tiri liberi del quintetto di Boston (in cui gioca Kyrie, non mia nonna), 13 vs 12; un supplementare tra OKC e Dallas è durato 23 minuti (per chiarezza: l’intero quarto periodo 28). Uso eccessivo e incomprensibile del replay da parte dei refs, unito alle proteste iterate da parte di giocatori ormai abituati a lamentarsi sempre, contravvengono alla regola aurea di David Stern, il Commissioner NBA precedente a Silver: mai le partite dovrebbero durare più di 2 ore e 1 minuto.

 

Ora le strisce. Finisce a 16 quella dei Rockets, sconfitti a Toronto nonostante le ricordate cortesie che gli arbitri riservano a James Harden. I Raptors sono riusciti a resistere al doppio ritorno di fiamma Rockets+refs, chiudendo con 3 pti di vantaggio (108-105) in un finale in cui si sono poggiati sulle spalle di DMDR (23-7-2), dopo aver veleggiato su quelle di Lowry (30 con 7/8 da 3), ma dovendo anche dire un enorme grazie a Jonas Valanciunas (14+10), glaciale nell’infilare due liberi a meno di 4 secs dalla fine. Air-ball della Barba (40-2-4) sull’Ave Maria, nonostante tentativo fraudolento di infilare il proprio braccio d’appoggio tra le braccia di Siakam per lamentare un fallo inesistente ed anzi, al limite, provocato. Toronto allunga la propria striscia a 7, e ha dato lo sweep a Houston, avendo vinto largamente anche in Texas: quella Houston di Novembre era però priva di Paul. Nella fortunata notte dell’Est troviamo anche la W di Washington vs Nola: i Pelicans vedono interrotta dalla sconfitta casalinga la striscia vincente arrivata a 10. Nola era in un ottimo momento, il top stagionale probabilmente, e ha giocato senza Davis (caviglia a riposo), ma anche col Monociglio in campo gli Wizards sono globalmente una formazione migliore, e hanno fatto valere una volta ancora la compattezza (6 in doppia cifra equamente divisi tra quintetto e pino) e l’eccellenza difensiva che raggiungono quando giocano senza centri: solo 22 mins combinati per Gortat+Mahinmi. Otto Porter 19+7 e un onirico +31 di plus/minus in 26’, mentre tra i Pelicans nonostante il 3/11 dal campo segnaliamo il 9+12 di Mirotic e i 20 dal pino di Darius Miller. Ora WAS, che attende a metà Marzo il ritorno di Wall, è solo mezza partita dal terzo posto ad Est, perché i Cavs hanno perso nel loro viaggio ad Ovest contro ClipperTown, finendo subito sotto dopo 3 minuti di gioco senza riprendersi più. Ora i Velieri hanno agguantato il posto 8 ad Ovest. Che il problema di CLE sia il locker è ormai lampante. Che fossero individuabili come elementi di disturbo Thomas e Crowder è assai dubbio: anche senza di loro l’amalgama è lontano dell’esistere, la difesa idem. Stanotte il naufragio è iniziato dopo un rimprovero di James (25-10-6) a JR Smith (recentemente sospeso una gara per aver tirato una ciotola di zuppa addosso a un vice allenatore) per un errore difensivo. Risposta della guardia al proprio capitano? Tiro da tre di prima prima intenzione: imbucato, ma il dato di fatto è che da quel momento James ha fatto scontare la lesa maestà per parecchi minuti tirando solo quando obbligato (per esempio da solo in contropiede). Nei Clippers gran gara di DAJ (20+23 con anche il 50% ai liberi) e iniziano ad avverarsi, ora che viene fatto giocare, le belle previsioni che avevamo lanciato su Sindarius Thornwell, sg dal fisico enorme appena uscita da South Carolina U., che nelle ultime 5 gare ha giocato 121 mins contro i miserrimi 2 delle 9 precedenti: stanotte 14+4 con 5/9 dal campo. E’ ancora grezzo ma può diventare qualcosa di serio: immaginate un Marcus Smart ancora più grosso, poco meno dotato in difesa, ma dagli skills offensivi potenzialmente infiniti.

La gara più interessante di questa tornata era a Portland: in visita gli Warriors, privi di Steph con caviglia sinistra in disordine. A GS mancavano in realtà 5 dei soliti 12: anche West, Iggy, Bell e McCaw erano fuori, tanto che la squadra si è presentata con solo 11 cambiati per giocare. Entrambe arrivavano al confronto con 8 W filate, e alla fine, complice un po’ di fatica e confusione nelle fila di GS, l’ha spuntata Portland, con margine eccessivo rispetto all’andamento della gara (125-108). Il solco è stato scavato in concidenza di un passaggio orribile di Javalone McGee: due errori difensivi (non esce sul triplista in angolo e becca 3, rimproverato, l’azione successiva esce ma lo stende: altri 3 dalla carità) e due palle perse portano GS sotto di 10 (110-100) con circa 4’ da giocare. Durant 40 per i Californiani, ma, a riprova che persino lui è umano, dopo 33’ di gioco era già a 35, quindi è di fatto quasi sparito nell’ultimo quarto. Chi non sparisce mai è Damian Lillard, 14 salendo e 14 scendendo, 4 rimbalzi e 8 assists in aggiunta. Lo ha come sempre assistito il Gemello del Paniere, CJ McCollum, a 30, e una volta di più si è fatto valere Ed Davis. Protagonista di uno dei nostri approfondimenti My Hidden Secrets, conferma la sua silente ma enorme utilità: 10+15 e anche 4 ass stanotte per uno che viaggia a 7.5 rimbalzi di media con 19 mins di impiego; sui 100 possessi sfiora i 20 rimbalzi: nella statistica il migliore rimbalzista NBA, Jordan, è avanti di poco: 23. Non dite che vi diamo dritte da poco.

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