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Uno sguardo alla pallacanestro elvetica con Mauro Regazzoni

Uno sguardo alla pallacanestro elvetica con Mauro Regazzoni
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La Svizzera del Basket conta con un campionato minore se lo confrontiamo con altre realtà europee, la Spagna come esempio principale. Non sempre però le cose sono andate in questa maniera, anzi. Durante i primi Campionati europei di pallacanestro nel 1935, la Svizzera fece un ottimo debutto classificandosi al quarto posto, mentre alle Olimpiadi dell’anno successivo arrivò nona. Soprattutto però conta il fatto che si tratta di una delle fondatrici della FIBA (Federazione Internazionale Pallacanestro). Malgrado un ruolo importante agli albori della storia della pallacanestro europea, la Svizzera non ha saputo dare la giusta continuità, al giorno d’oggi infatti è difficile anche solo immaginare che nel breve periodo una squadra svizzera possa giocare e competere a grandi livelli in Eurolega.

La nazionale, invece, aspira alla sua sesta qualificazione assoluta per i Campionati Europei del 2021, dopo oltre sessant’anni di assenza. Il prossimo obiettivo per la nazionale elvetica è vincere contro la Macedonia a giugno nella quinta giornata del primo girone di qualificazione: la strada quindi è ancora lunga.

Se invece analizziamo la seconda disciplina FIBA, il 3×3,  gioco che fará il suo debutto alle prossime Olimpiadi del 2020, possiamo dire che la nazionale elvetica si ritrova a sfoggiare dati più positivi, senza la necessitá di andare a sfogliare gli almanacchi di storia: tre partecipazioni negli ultimi tre campionati europei: ottavo posto nel 2014, quarto nel 2016 e nono nel 2017. Mentre a livello di Club, nella massima competizione mondiale di questa disciplina, il FIBA 3×3 World Tour, la squadra del Losanna ha concluso con un ottimo secondo posto la quarta delle sette tappe nazionali valide per la qualificazione alla finalissima di Pechino. La finale losannese si era conclusa con un risultato di 20-15 per il club di Abu Dhabi, il Novi Sad Al-Wadha.

Ma qual’è veramente la prospettiva futura per la Svizzera nella pallacanestro e nel basket 3×3? Ne ho discusso con Mauro Regazzoni, responsabile tecnico dell’Associazione di pallacanestro della Svizzera italiana.

Come valuta il livello del basket in Svizzera?

A livello giovanile il livello è buono, così come il livello tecnico degli allenatori. Tuttavia la pallacanestro è uno sport di minoranza in Svizzera e se consideriamo che – come in molti altri sport – molti giovani lasciano l’attività sportiva con l’inizio degli studi accademici, e ci ritroviamo con davvero pochi giocatori svizzeri d’élite capaci di competere nella prima lega nazionale e ancora meno all’estero, considerando che la Swiss Basketball league è meno esigente rispetto alle altre leghe. Per riassumere, i talenti emergono dai numeri e quindi la nostra realtà non è paragonabile con nazioni come la Spagna o l’Italia, dove la popolazione è molto maggiore e c’è più cultura cestistica.

La Svizzera si sta invece facendo conoscere con il basket 3×3.

Effettivamente la selezione svizzera ha raggiunto buoni risultati in questa nuova disciplina negli ultimi anni. Il basket 5×5 e il 3×3 sono comunque due discipline molto diverse tra loro. Hanno alcune similitudini nelle regole del gioco, ma l’esigenza fisica e l’organizzazione interna alla squadra varia molto tra le due discipline. Il 3×3 è uno sforzo più intenso ma di durata ridotta. Penso però che il livello globale del 3×3 aumenterà parecchio, e quindi non sarà facile per la Svizzera piazzarsi nell’élite di questa disciplina.

Vantaggi e svantaggi del 3×3? Il 3×3 dà l’opportunità ai giocatori al termine della loro carriera cestista di continuare a praticare il loro sport attraverso un formato che richiede meno sforzo fisico. Vedo inoltre positivo il 3×3 per i giovani, si tratta di una buona formula per avvicinarli alla pallacanestro. Pensando alla nostra realtà, il fatto che per creare una squadra di 3×3 sono richiesti solo tre giocatori e una riserva è positivo perché permette di creare una competizione più dinamica. In più, il 3×3 è spettacolare da vedere per il contesto e l’ambiente in cui è inserito.

Riguardo ai punti negativi, a livello d’élite in Svizzera c’è un problema a livello di pianificazione. I calendari di queste due discipline si sovrappongono e siccome in Svizzera molti giocatori di club di prima divisione vogliono dedicarsi anche al 3×3, si creano problemi di pianificazione per gli allenatori, e si verifica un aumento del rischio di infortuni. La nostra realtà non si può purtroppo confrontare con altre nazioni, che possono disporre di giocatori specializzati che si dedicano solo a una di queste due discipline.

Quale dovrebbe essere la priorità per la promozione della pallacanestro in Svizzera?

Creare più sinergie tra le società sportive del nostro territorio, puntare sui giovani e a livello ticinese, riportare il basket femminile alla competitività di un tempo. Purtroppo nella Svizzera italiana, per ragioni di regolamento, non possiamo creare una competizione contro squadre della Lombardia ma ci stiamo attivando per avviare maggiori collaborazioni con squadre della Svizzera interna, dove il livello della pallacanestro, specialmente di quello femminile, è più alto.

Per concludere, aumentare il numero di giovani svizzeri che si dedicano alla pallacanestro partendo dal basket 3×3, il coordinamento dei programmi di competizione tra gli appuntamenti FIBA 3×3 e il calendario della prima divisione e la promozione del basket femminile attraverso maggiori sinergie potrebbero essere le chiavi per far fiorire la pallacanestro anche su scala elvetica.

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