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FORTITUDO DOV’ERI? CASALE NON PERDONA E VOLA IN FINALE

FORTITUDO DOV’ERI? CASALE NON PERDONA E VOLA IN FINALE
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Casale in finale. Con grandissimo merito. Ma, cara Fortitudo, dov’eri? Difficile poter pensare che sia solo merito di Casale una debacle di queste dimensioni dove di fatto, dopo cinque minuti la partita finisce. Fortitudo ad interrogarsi su una enigmatica stagione fatta di una compagine strutturata non benissimo ( solitamente i due extracomunitari dovrebbero fare la differenza) finita peggio dello scorso anno ( dove quantomeno la semifinale fini a gara 5) e nettamente peggio di due anni orsono dove il sogno promozione era stato davvero ad un passo. Una squadra forse da rivedere, forse da rifondare, dopo una stagione vissuta di alti e bassi, dove il “cambiare” ( come esorta una parte della tifoseria)è il verbo che piu’ rieccheggerà nelle stanze dei bottoni di Torreverde in questa estate che sta per cominciare.

Una Fortitudo troppo brutta per essere vera, che stecca in ogni passaggio in ogni possesso in ogni tiro ( inquietante la percentuale dalla lunga nei primi tre quarti). Di contro Casale che fabbrica un primo quarto nel quale forse farebbero fatica pure i Golden State con percentuali da favola frutto di possessi ben gestiti con pochi palleggi tanti passaggi e sempre a ricercare la mano ( libera ) da armare. Tomassini e Martinoni i mattatori di questa serata ben coadiuvati da Blizzard ( per lui una partita su due di grande livello, ma la carta di identità purtroppo non gli consente di piu’) e Sanders. Ma alla fine anche un ottimo Denegri e tutta Casale a perfezionare la partita perfetta nel momento giusto.

Nel dopogara Ramondino è naturalmente raggiante: “abbiamo vinto una partita di squadra in trasferta penso sia la giusta fotografia di quello che la squadra è. Raggiungiamo una finale che per noi e la nostra città è un obiettivo importate e di grande prestigio e credo che la qualificazione sia stata legittimata nel nostro gioco ed in quello che abbiamo prodotto lungo tutto l’arco della serie. Ritengo che sia in gara 3 sia in gara 4 abbiamo giocato nello stesso modo; certo è che non abbiamo permesso alla Fortitudo di esaltarsi sui nostri errori, commettendone meno e producendo una migliore percentuale in attacco”.

Tiratissimo il Pozz che rilascia dichiarazioni che sembrano di commiato, pervase da un “essere stato” e non di un “essere” allenatore della Fortitudo: “per prima cosa voglio ringraziare tutti i miei giocatori, gli sono affezionato e abbiamo cercato di fare il massimo di quello che potevamo fare. Sono sicuro che certe cose non mi capiteranno piu’. Il popolo della Fortitudo è incredibile. Oggi hanno dimostrato la loro grandezza perché continuare a sostenere la squadra in una situazione così difficile è solo da loro. E’ stato un percorso molto faticoso per me, però gratificante, emozionante e stupendo, e speravo finisse in modo diverso. Parlare della partita sarebbe stupido, oggi abbiamo finito la benzina, la qualificazione ce la siamo giocata negli ultimi dieci minuti di gara 1.

Il mio futuro e quello di andare dai miei ragazzi a abbracciarli e far due chiacchere con loro; non ho pensato a cosa sarà domani; penseremo al da farsi, non era mia intenzione dare l’impressione di non essere piu’ l’allenatore della Fortitudo. La mia espulsione? Posso solo dire che come siamo professionisti noi dovrebbero esserlo anche gli arbitri e non posso accettare che chi dirige una partita professionistica non conosca il metodo di gioco di chi va a dirigere perché sono dilettanti e giustamente hanno e fanno un lavoro diverso durante la giornata”

LA CRONACA

Pronti-via e capiamo sin da subito che Casale ha un’altra faccia, quella cattiva e al tempo stesso spavalda… primi quattro attacchi con il 100% al tiro. Fortitudo che prova a star lì sperando la buriana passi fino al 7-7 su un libero di Mancinelli. Poi arriva la doccia fredda, quella gelata, quella che ti lascia di stucco.. 18-0 di parziale con Casale che spadroneggia da tutte le parti con Tommasini a far male da fuori e Martinoni a prendersi gioco dei lunghi bolognesi. Dall’altra parte il nulla: palle  ( 6 alla prima sirena, 13 all’intervallo) e tiri senza senso conditi da un gioco d’attacco pressocchè inesistente. Pozzecco prova a chiamare due time out, prova a rimescolare le carte, ma non trova nessun quintetto in grado di arginare Casale e in grado di attaccare la solita ( ma stavolta assolutamente reddittizia) difesa a zona di Ramondino.

E’ una sequela infinita di massimi vantaggi piemontesi, 9-30 alla fine del primo quarto, 15-40 ( che non è un punteggio tennistico purtroppo), 24-48 fino al 24-52 con cui si chiude la prima frazione dopo una sfuriata che costa il tecnico ( e nell’intervallo l’espulsione) dell’allenatore della Fortitudo.

Dire che la Fortitudo è poca cosa è un eufemismo, pensare a una rimonta francamente improbabile.

Casale anche nel terzo quarto infatti non perde le redini del gioco, comanda le operazioni, tenendo i timidi tentativi di rientro della Fortitudo ben a bada. Così il divario ondeggia tra il -29 di inizio ripresa al -23 del 26’ quando un paio di spunti del capitano provano a rianimare un Paladozza che per la verità non si è mai sopito ( 35-58). 5-0 di controparziale e Casale rimette a triplice mandata partita e qualificazione. Il resto, ma probabilmente tutti i quarti ad eccezione del primo sono un lunghissimo “garbage time” dove vediamo però una prestazione di altissimo livello di Martitnoni ( 25 punti e 10/16 dal campo) e una altrettanta importante serata di Sanders ( 11 assist) al servizio dei compagni ( insolito per un USA) giocare con grande profitto da playmaker. L’ultimo quarto serve alla Fortitudo unicamente per ridurre uno scarto che stava realmente assumendo proporzioni inquietanti.

Nella Fortitudo si salva a stento il Capitano, per il resto una prestazione complessivamente da dimenticare. Per Casale una prova corale di spessore con un solista d’eccezione ( Martinoni).

Per la Fortitudo finisce una stagione ricca di controsensi che speriamo siano il monito per non ripetere piu’ gli stessi errori nella stagione 2018/2019 che dovrà ancora essere improntata alla ricerca del sogno.

PAGELLINE

Fortitudo Bologna: Cinciarini 4,5; Mancinelli 6; Okereafor 3; Fultz 5; Chillo 5; Gandini 5,5; Rosselli 5,5; Pini 5; Italiano 4,5; McCamey 6. All. Pozzecco 5.

Novipiu’ Casale Monferrato: Ielmini s.v., Denegri 6,5; Tomassini 6,5; Valentini s.v., Blizzard 7, Martinoni 8, Severini 6; Cattapan 5,5; Bellan 6,5; Sanders 7, Marcius 5,5. All. Ramondino 7,5.

Arbitri: Ursi, Di Toro e Wassermann 6 (solo perché non influenti sul risultato)

FORTITUDO BOLOGNA – NOVIPIU’ CASALE MONFERRATO               67-82 (9-30) (24-52) (42-68)

Fortitudo: Cinciarini 9 (3/6; 0/5), Mancinelli 19 ( 6/9; 2/6), Okereafor 3 (0/2; 1/8), Fultz 2 (1/1; 0/2), Murabito n.e., Montanari n.e., Chillo, Gandini 4 (2/4), Rosselli 12 (2/5; 2/5), Pini 2 (1/3), Italiano 1 (0/1), McCamey 15 (3/3; 2/6). All. Pozzecco

Casale: Ielmini, Denegri 9 (2/3; 1/6), Tomassini 12 (1/2; 3/7), Valentini, Blizzard 14 (0/1; 3/7), Martinoni 25 ( 8/12; 2/4), Severini 6 (1/2; 1/2), Cattapan, Bellan 5 (1/1; 1/1), Senders 9 (1/4; 2/5), Marcius 2 (1/5). All. Ramondino

Statistiche di squadra: Tiri da 2: Bo 18/34; Cm 15/30. Tiri da 3: Bo 7/32; Cm 13/33. Liberi: Bo: 10/15. Rimbalzi: Bologna 40 (24+16, Rosselli 9), Casale 38 (28+10, Sanders e Martinoni 7). Assist: Bologna 17 (Rosselli 4), Casale 23 (Sanders 11). Valutazione 66-99 ( Sanders 24).

Arbitri: Ursi, Di Toro e Wassermann.

Spettatori: 5.570 SOLD OUT

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