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Venti di… Guerra

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Sulle colonne del Mattino in edicola oggi, un’interessante intervista al nuovo coach di Catania Massimo Guerra. L’esordio per l’ex guardia veneziana contro quella Juvecaserta con cui ha giocato nel 2006-07 e che gli è rimasta nel cuore.  

Sabato sulla panchina di Catania la Juvecaserta affronterà un ex che, a dispetto dell’unica stagione all’ombra della reggia, ha lasciato il segno. «Caserta mi è rimasta nel cuore» confessa Massimo Guerra. Il nuovo coach di Catania ha giocato con la Juvecaserta nel 2006/07, stagione fantastica ma con un triste epilogo. «Quell’anno ci mancò solo la ciliegina sulla torta – riprende Guerra – e ricordo ancora la tristezza tornando da Pavia». Sul parquet pavese, infatti, s’infranse all’ultima giornata della stagione regolare il sogno della serie A, svanito poi definitivamente con l’eliminazione al primo turno playoff per mano di Jesi. «Al termine del campionato andai via per motivi personali anche se la società voleva a tutti i costi confermarmi. Tornassi indietro resterei in bianconero» sottolinea il coach di Catania che ammette: «Da allora tifo per Caserta, una piazza che, come Treviso, Bologna e Pesaro, merita il palcoscenico della A. Sabato, tuttavia, proverò a dare un dispiacere ai casertani».

Nonostante siano trascorsi ormai 11 anni, il legame con Caserta e la sua gente non è svanito. «Sono rimasto in contatto con tanti amici casertani – sottolinea Guerra – e quando tornerò al Palamaggiò, per la partita di ritorno, sarà un piacere riabbracciarli. Purtroppo da allora non mi è più capitato di tornare». Da lunedì, intanto, per il nuovo tecnico di Catania è iniziata l’avventura siciliana. «Penso che la mia squadra non meriti la posizione che occupa. Siamo una neopromossa ed abbiamo perso alcune partite nel finale, così ora c’è il tarlo della paura di vincere».

Sin qui i catanesi hanno vinto solo in casa con Palermo ed in trasferta a Battipaglia, poi hanno incassato ben 10 sconfitte e sono relegati in penultima posizione. «Siamo una squadra con un discreto talento nelle guardie anche se molto giovani, mentre abbiamo esperienza sotto canestro. Il nostro problema sono i punti subiti, oltre 80 a partita ed il salto di qualità passa proprio dalla difesa». Come molti ex bomber anche Guerra, passando dal parquet alla panchina, ha focalizzato l’attenzione sulla difesa, aspetto del gioco che ha sempre studiato per trovare il modo di batterla.

Intanto sabato (palla a due alle 17) per la retroguardia catanese c’è subito un probante test contro l’attacco della Decò, il terzo del girone D della B con 81,1 punti a bersaglio per allacciata di scarpe. «Ho visto la Juvecaserta nella vittoriosa gara con la Iul ed ha un roster con tanti giocatori di talento ed in grado di fare la differenza. Ha una bella batteria di tiratori, predilige le conclusioni da fuori e, se noi vogliamo avere qualche speranza, non potremo concedere tiri aperti, costringendoli ad bravi ad abbassare la loro percentuale di realizzazione da tre» lancia il guanto di sfida Massimo Guerra che si congeda provando a caricare i suoi uomini. «Servirà una prestazione di grande aggressività difensiva, invece se lasceremo giocare Caserta non avremo scampo».

Intanto ieri il presidente onorario Maggiò, l’amministratore unico Nevola, lo staff ed i giocatori della Juvecaserta sono stati in visita alla Multicedi, società proprietaria del marchio Decò, accolti dal responsabile marketing Angelo Merola. Successivamente i bianconeri si sono recati al reparto di Pediatria dell’Ospedale S. Sebastiano e S. Anna di Caserta. Capitan Sergio e compagni, ricevuti dal primario Felice Nunziata, si sono intrattenuti con i piccoli ospiti della struttura, distribuendo tanti giocattoli.

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