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NBA – il punto sulla stagione più social di sempre

NBA – il punto sulla stagione più social di sempre
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Ora che la NBA inizia a metà ottobre lo AllStar Game non segna più il limite di metà stagione. Nella settimana che va a chiudersi tutte le squadre hanno superato le 41 gare giocate: inizia la Playoffs Rumble 2019.

Non sono un nostalgico, non approvo chi rimpiange di continuo gli 80’s o i 70’s, tuttavia la NBA contemporanea presenta aspetti che anche a me danno fastidio. Il primo riguarda il modo in cui vengono arbitrate certe Stelle (es: James Harden), il secondo la velocità con cui certe Stelle vengono prima innalzate oltre i loro meriti e ancor più velocemente scaricate (es: Russell Westbrook), il terzo riguarda il peso che ha acquisito l’elemento social, per cui qualsiasi sciocchezza diventa importante. Bisogna, fare la tara ad ogni tweet e slalomeggiare per trovare e riportare le 3 o 4 notizie settimanali davvero importanti. Nell’ultima settimana ne sono arrivate alcune.

La telefonata di Kyrie a LeBron: scusa Bron, riconosco che mi sono comportato da ragazzino a volte con te, sono stato insopportabile. E’ il succo della confessione che Irving ha rivolto all’ex compagno e leader. Lo ha raccontato ai cronisti dopo la W dei Celtics vs Toronto, possibile punto di svolta (in meglio) della stagione bostoniana. Ovvia ridda di ipotesi: Kyrie tornerà insieme a James nei Lakers + James mollerà LaLa Land e andranno insieme a NY + Kyrie ha voluto criticare i giovani leoni di Boston (Tatum, Brown) che non stanno avendo una gran stagione, ed altre costruzioni simili. La cosa certa è che una serie di riflessioni sono state operate da Irving sul passato, in relazione anche al suo presente ai Celtics: il prodotto è, sul campo, 65-12-29 in due gare, 25/40 dal campo di cui 7/12 da 3. L’altro protagonista della telefonata è assente dalle tavole da ben 3 settimane, e ne passeranno almeno altre due. LBJ infatti dovrebbe ricominciare ad allenarsi senza pallone la prossima settimana, e tornare a toccare la palla quella dopo: non è fantascienza ipotizzare che lo stiramento all’inguine lo terrà fuori per 6 settimane, alla fine. Oltre che a difficoltà inattese per i Lakers questo significa anche che: il mito di Robocop è stato infranto. Le reazioni del fisico di James alla fatica e all’usura, tanto eccezionali da esser state definite ad un convegno medico-sportivo “impronosticabili per un essere umano”, sono tornate umane. E questo preoccupa alcuni. Pensate: le notizie appena scritte sul recupero di James sono quasi tutte contenute in un normalissimo, banale comunicato dei Lakers, cosa che periodicamente tutta la NBA fa a proposito della injured list del momento; la reazione del Cerchio Magico di LeBron al banale aggiornamento è stata (parole di Rich Paul che vi traduco letterali): “non ce ne sbatte nulla di quel che pensano gli altri (sarebbero i Lakers, che sarebbero Magic Johnson), faremo (il Cerchio Magico e LeBron) quel che è meglio per LBJ (come se i LAK non volessero). Quando si sentirà al suo meglio (non “pronto”, non ” a posto”) giocherà, noi non siamo legati all’agenda di nessuno (nemmeno dei Lakers), LBJ è sul campo da 16 anni e non deve nulla a nessuno”. Pesante e sproporzionata reazione, come voler mandare a Guantanamo il vostro miglior amico perchè ha detto che Alessandria d’Egitto è un bel posto. Che James non stia bene come si aspettava a L.A. è noto, ma il motivo non è nella forza del team. Semplicemente si è reso conto che Lonzo, Kyle, Brandon e gli altri ragazzi non sono così soft rispetto alla sua supremazia come erano i compagni a Cleveland, nè è uno zucchero coach Walton, ed infine la franchigia è retta non da un manager qualunque, ma da Magic Johnson. Meno bambagia e qualche chiodo in più del previsto, e poi la caduta del mito dell’invincibilità fisica del Prescelto: sarà divertente la seconda parte della stagione ai Lakers, che restano, James in campo, una mina vagante dei Playoffs nella Western Conference. La terza notizia è il ritorno in campo di DeMarcus Cousins, stanotte nella W di Golden State vs i Clippers (in cui si è fatto male…guess who? Il Gallo: spasmi muscolari alla schiena, esami seguiranno). DMC in campo significa che da stanotte in poi possiamo guardare il quintetto base più forte mai schierato su un campo da basket a parte l’Original Dream Team e un paio di edizioni di TeamUSA. E’ Storia che accade davanti ai nostri occhi, è l’impossibilità di difendere sul pick and roll quando Cousins è il bloccante: stanotte la prima volta i Clippers han coperto il pop, e lui ha schiacciato, poi han provato a concedere il perimetro e lui ha imbucato 3/4 da 3. Gli Warriors han balbettato a volte finora, ma l’impressione che avevo manifestato, cioè che avessero programmato la preparazione per entrare in salendo di forma a cominciare dal rientro di DMC pare esatta.

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