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Buonamici: “Investimenti e settore giovanile per un futuro migliore”

Buonamici: “Investimenti e settore giovanile per un futuro migliore”
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Una ventata di idee e grinta, un mix quasi sconosciuto per la derelitta pallacanestro italiana. E’ un Buonamici a tutto campo quello che si appresta a vivere con grande entusiasmo la seconda stagione in serie A2 dell’Eurobasket, l’ambizioso club capitolino di cui è orgogliosamente Presidente.

Il numero uno biancoblu non riesce e non vuole celare la voglia di far bene che trasuda dalle mura di via dell’Arcadia, sede della giovane società romana che, dopo un anno vissuto come matricola, quest’estate ha alzato decisamente l’asticella, rendendosi protagonista di un mercato roboante che la colloca a pieno titolo tra le favorite, non solo del girone Ovest ma dell’intera serie A2.

E’ stata una campagna acquisti condotta con decisione e idee molto chiare

“La nostra intenzione era quella di allestire una squadra che potesse essere stabilmente tra le prime quattro del nostro girone. Non ci dobbiamo nascondere, puntiamo alla final eight di coppa Italia e anche alla serie A, magari non subito ma nel giro di un paio di anni. Siamo decisamente soddisfatti per come abbiamo lavorato”.

La concorrenza non mancherà; le 4 promozioni in 2 stagioni favoriranno il ritorno di investimenti importanti?

Molti club hanno reperito nuovi partner commerciali, stanno tornando investimenti importanti ma tutti dobbiamo ancora lavorare molto. Credo che in serie A2 il segnale sia già stato forte ma dobbiamo sperimentare nuove strade, gli sponsor che si avvicinano al nostro mondo devono essere coinvolti ancora di più, per loro il nostro pubblico rappresenta una vetrina importante”.

La visibilità sui media e i palasport, due questioni centrali?

Assolutamente. Le strutture in Italia sono fatiscenti, a Roma la situazione è drammatica e, ad oggi, non sappiamo cosa accadrà e dove giocheremo il prossimo anno. Di contro vanno elogiate quelle realtà che hanno operato bene e che adesso raccolgono i frutti di questo lavoro; penso, ad esempio, a Trieste, al suo meraviglioso palazzo dello sport e alla perfetta organizzazione della Super Coppa durante lo scorso fine settimana. Devo dire che, in quanto a idee e iniziative, la LNP può dormire sonni tranquilli visto che il Presidente Basciano è sempre aperto alle nuove opportunità e pronto a percorrere la miglior strada possibile per riuscire a portare in alto la nostra Lega”.

L’Eurobasket è, in questo senso, un esempio da seguire. Tante promozioni in pochi anni, una stagione per studiare la serie A2 e ora un programma pluriennale molto ambizioso, c’è un aspetto che vi preoccupa?

Come dicevo prima, abbiamo operato bene e quest’anno abbiamo aggiunto fisicità ed esperienza. Speriamo di avere anche quel pizzico di fortuna che sposta sempre gli equilibri nell’arco di una stagione. Ci sono almeno altre 6 squadre che puntano al grande salto, tutte si sono attrezzate per centrare l’obiettivo e la buona sorte sarà alla base di tutto. Cosa mi spaventa? Gli infortuni, senza alcun dubbio”.

Cosa ne pensa dell’idea del neo allenatore della Nazionale di tenere sotto osservazione i giocatori della serie A2?

L’idea di Romeo Sacchetti è ottima perché i giovani sono il futuro della nostra Nazionale e, oltretutto, in serie A non è che trovino molto spazio, vuoi per le formule con cui le squadre sono obbligate a comporre i roster, sia per gli elevati costi di formazione che i club devono sostenere a fronte di premi NAS decisamente bassi, cosa che spinge le società a cercare giocatori già pronti. E’ giusto investire nei settori giovanili, anzi, bisognerebbe premiare di più le società che lavorano sul territorio cercando di crescere i talenti locali. Quest’anno ho dato un input preciso al mio staff, quello di lavorare molto su playmaker e guardie, due ruoli nevralgici in cui l’Italia, in passato, ha prodotto tanti giocatori forti. In giro ci sono giovani molto bravi ma che non riescono a trovare spazio per emergere; il lavoro sul territorio favorisce proprio quest’aspetto e, contemporaneamente, aiuta anche i ragazzi stessi nel loro percorso di formazione e crescita, non essendo più costretti a lasciare la loro comunità per poter continuare ad inseguire il loro sogno”. 

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