NBA Recap a scorrimento veloce per dare ritmo al lunedì.

 

Gli Heat inziano bene in casa vs i Pacers, ma si perdono il rientro in campo: Indiana infatti piazza nel terzo periodo un 32-13 che chiude la partita, segnando contro difese di nessuno e palle perse di tutti da parte di Miami. Migliore in campo il Croato Bogdanovic (26 con 14 tiri, ha umiliato ogni difensore che coach Spoelstra gli abbia piazzato contro), cui aggiungiamo i 25-7-4 con 4 stoppate di Turner e i 10 assists di Collison; per gli Heat si salva Wayne Ellington, 21+2 con 1 rec. Toronto, in casa contro Washington, esercita una supremazia leggera ma costante, reggendosi su DeRozan (33-8-6, 2 rec e 1 stoppata) e sul calibro del gioco: solo 7 perse per i Raptors, esattamente il doppio per gli Wizards (5 di Beal), privi del loro leader John Wall, vittima di un fastidio al ginocchio sinistro: potrebbe perdere anche la prossima gara, visto che WAS ne ha in serbo 3 in 4 notti. Partita più bella ed interessante della serata: Minnie vs Detroit. I Pistons in trasferta hanno imposto la loro legge (quarto miglior record della NBA, zittizitti….) contro una squadra più talentuosa che si avvia ad essere simile a loro per costanza. I T’Wolves applicano la stessa filosofia defense-first dei Pistoni, ma sono ancora un po’ farfalloni. Partiti bene (18-7 con 8/12 al tiro) hanno presto lasciato rientrare gli avversari, che li hanno superati quando in campo li guidava Ish Smith (9 con 5 assists in 19 mins, in teoria pg di riserva ma in realtà starter aggiunto). Rientrati in partita e ripreso il vantaggio, di nuovo, nel finale, i ragazzi di Thibodeau si son fatti riprendere e superare dai più solidi pupilli di VanGundy, con in campo la pg titolare Reggie Jackson 16-2-8) che nutriva la rimonta dando da mangiare a Bimbone Drummond (20-16-4). Proprio il confronto in pg è stato decisivo: Teague (40 mins, 3-2-9 con 1/7 al tiro e 5 perse) è stato dominato dai due Pistons, anche perchè il suo cambio, Jones, ha avuto, sì, solo 8 mins di campo, ma del tutto incolori. Nel finale thrilling Jimmy Butler (26-10-4 con 5 rec) aveva la chance con 3 liberi (98-95 Detroit) di dare il supplementare ai suoi, ma falliva proprio l’ultimo libero; per Minnie grande gara in ogni caso: impareranno, e intanto hanno 27/46 dal campo, per esempio dal trio KAT-Wiggins-Butler. Golden State reduce da due battaglie (Boston persa, Philadelphia vinta) sperava di avere la prima notte tranquilla nel viaggio ad Est, nonostante l’infortunio alla caviglia che terrà fuori KD per un paio di gare: ci riusciva quasi vs i Nets, se non fosse stato che all’assenza di Durant si aggiungeva, per lunghi tratti di second half, quella di Steph (39-11-7 in 33 mins) gravato prima di quinto e poi di sesto fallo, entrambi in attacco. Il finale era in sofferenza, ma il vantaggio accumulato in precedenza e la differenza evidente tra le due formazioni facevano rimanere la lettera W dalla parte dei Californiani. I Suns, da quando sono in mano a Jay Triano (unico coach che sia riuscito a far giocare a basket davvero Bargnani, non dimentichiamolo), sono 7 vinte e 8 perse, a livello di OKC-MEM-LAC-NOLA; stanotte vs i Bulls hanno avuto conferma del grande miglioramento di TJ Warren (27+7), mentre per Chicago brilla la stella finnica di Markkanen (26+13). I Lakers battono i Nuggets in una gara che verrà ricordata per la seconda tripla doppia di Lonzo Ball (11-16-11) alla stessa età, precisa al giorno, in cui LBJ ottenne la sua seconda. In realtà c’è stato di più, a cominciare dalla grande partita di Julius Randle (sempre da sesto uomo, 24-7-5 in 32 mins con 11/18 al tiro e +27 di plus/minus) per finire con l’espulsione a metà secondo quarto, a danno dei Nuggets, sia di coach Malone che del centro Jokic. Ineccepibili dal punto di vista regolamentare, un po’ meno dal punto di vista di chi avesse ragione. In ogni caso Malone, che è un gran coach ma anche un notevole fiammifero, è irrotto in campo mettendosi davanti al ref causa un ENORME fischio mancato a favore di Jokic. Le solite 4 lettere ripetute più volte, accoppiate alla parola inglese per mamma, rincarate anche dal giocatore: espulsi entrambi e i Lakers, già in vantaggio, hanno poi dominato.