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NBA RECAP – Nel nome di Stephon

NBA RECAP –  Nel nome di Stephon
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9 gare nella NBA stanotte, alcune di fondamentale importanza nella corsa alla post-season.

C’erano anche due Regional Finals NCAA, che hanno eletto Kansas e Villanova come terza e quarta reginetta a raggiungere Michigan e Loyola-Chicago al gran ballo finale, con L-CHI nel ruolo di Cenerentola.

Michigan vs Loyola-Chicago

Villanova – Kansas

Sono dunque le due gare per accedere alla Finale NCAA.

 

Invece nella NBA continuano a moltiplicarsi gli infortuni e i conseguenti miracoli dei Boston Celtics, che non scendono mai sotto ai 5 infortunati, e vittoriosi sui Kings 104-93. Dopo 2 mins di terzo periodo SAC era a 64, ovvero la difesa di Boston si è svegliata negli ultimi 22 minuti tenendo gli avversari a 29 pti. Tornava dal concussion-protocol Jaylen Brown (esploso subito a 19 con 6/10 dal campo), ma rimaneva in borghese Marcus Morris, artefice delle ultime 2 W biancoverdi. Con Kyrie a riposo fino al termine della regular season, operato al ginocchio dopo aver raccolto tre pareri diversi sulle condizioni del ginocchio infortunato nel 2015, è stato Terry Rozier a vestirsi da Uncle Drew e, ironicamente, dire 33 per il massimo in carriera con 8/12 da 3 + 5 rebs, 3 ass, 5 rec. Orrenda la prova di Monroe, 2/10 al tiro e molto più fiato speso coi refs che a giocare; per i Kings gran gara del rookie Frank Mason Terzo (12-3-4 con 6/8), pg dei Kansas Jayhawks e dunque non digiuno di leadership. La partita è stata però più importante fuori dal campo: si è giocata in nome di Stephon Clark, padre 22enne di colore freddato da poliziotti bianchi che hanno deciso di vedere un’arma nel suo smartphone. Alcuni manifestanti avevano ritardato di una mezzora l’inizio della precedente gara dei Kings, ottenendo promesse di azioni significative da parte dell’owner di Sacramento, il miliardario indiano Ranadivè. Prima azione già da questa notte, dunque, e funerali di Clark a carico di DeMarcus Cousins, tuttora molto legato alla comunità della capitale californiana.

 

Tornando sulle tavole (ma non dimenticando) troviamo la difficile W esterna dei Cavs vs i Nets (121-114), maturata solo nel finale e grazie a 37-10-8 del Prescelto e al terzo ventello in 4 gare da che è ritornato per Love (20-15-4): il punteggio finale dice tutto delle condizioni della difesa dei Cavs; gara dell’ex per Joe Harris, che ha regalato a BKN 30-7-2 con 6/7 da 3 in 27 mins. I San Antonio Spurs si sono ripresi uno spot nei PO, ma quest’anno in trasferta non riescono a vincere quasi mai: battuti 106-103 a Milwaukee (lo Pterodattilo Greco a 25-10-3) nonostante un’altra grande gara di Aldridge (34-7-2) che viaggia a 33.9 di media nelle ultime 7 (tutte W a parte stanotte). I Pacers hanno battuto ai supplementari gli Heat: Miami a un soffio dalla W on the road grazie a 6 in doppia cifra e una gran difesa nel quarto periodo, capace di tenere a solo 14 pti Indiana; peccato poi che, dopo i 14 in 12’, i Pacers abbiano segnato 17 in 5’, con una tripla di Collison a togliere il coperchio dalla retìna: da segnalare la quasi tripla-doppia della pg di riserva (ma in realtà  vero possessore delle chiavi dei Pacers) Cory Joseph (9-10-8). Joseph, al primo anno in Indiana, è un ex Raptor: i suoi vecchi compagni hanno perso in casa dai Clippers, autori di una gran prova offensiva: non solo i 117 totali, ma anche i parziali dei quarti non sono mai scesi sotto a 25, fino all’esplosione del quarto periodo con 37; anche se gli ci son voluti 24 tiri, è impossibile non nominare MVP Lou Williams a 26-2-7; Toronto ne mette 7 in doppia cifra, ma non è riuscita a venire a capo della giornata storta del DinamicoDuo (7 perse e 7/22 al tiro per Lowry+DMDR). A proposito di coppie, gran sofferenza per i centri di Wahington: Gortat+Mahinmi ottengono fiducia per 22 mins totali di bruttezza assoluta, difendendo come Ciccio di Nonna Papera e contribuendo non poco al KO Wizards vs i Knicks (8 in doppia cifra e 10+11 di Enes Kanter). I Rockets domano facilmente gli Hawks 118-99 (Harden 18-10-15); mentre le ultime due gare sono state piuttosto nervose. Parliamo di rissa sul finire del terzo quarto tra OKC e Portland e di uno Steve Kerr spesso urlante nella sconfitta vs Utah degli Warriors privi di tutti (KD-Steph-Klay-Draymon Green: a parte Dray-G nessuno tornerà prima di giovedì). In particolare impressiona la capacità di suicidio dei Thunder. Dopo esser ritornati in vantaggio da -18, hanno buttato tutto nel quarto periodo e negli ultimi 3 mins con gestioni scellerate (Russell Westbrook NON è una pg) culminate negli ultimi 2 tiri affidati a Melo da 3 dopo che aveva avuto 0/4 e 3/12 dal campo. Dalla parte di Portland, risaltavano ancora di più i 14 pti nell’ultimo quarto di CJ McCollum (34-4-4) tutti tiri davvero difficili ma sensati, compreso un And1 da 4 pti, e la freddezza di Lillard nell’infilare il pugnale, una tripla a 40 secs dal termine: la prima della gara dopo 6 errori. Ripetiamo quanto detto dopo un’altra recente W di POR su OKC: immaginate le squadre a pg invertite…Ora la corsa ai PO ad Ovest vede sempre out Clippers e Nuggets.

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