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La Virtus si riprende il PalaDozza: Cantù battuta 90-81

La Virtus si riprende il PalaDozza: Cantù battuta 90-81
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Parte malissimo Bologna per poi costruire una vittoria in rimonta di grande solidità mentale e tecnica. Per Pashutin, invece, seconda sconfitta consecutiva allarmante, non tanto per il break subito, quanto per il nulla che il tecnico russo ha ricevuto dalla panchina.

Virtus Segafredo Bologna     90

Red October Cantù                 81

Parziali (17-26, 30-16, 19-18, 24-21)

La Gara

Parte subito forte Cantù, grazie soprattutto al dominio sotto le plance (7 -0 a rimbalzo nei primi 1’40” per i lombardi) che regala secondi se non terzi tiri ad ogni azione ed è dapprima 0-9  e poi 2-12 ospite. La Red October legge le difficoltà Virtus nel colorato ed arma costantemente Jefferson sotto canestro (9 p.ti nei primi 4′) e Mitchell dall’arco (3/5 per lui) e così Cantù vola sul 4-17.  Nella confusione più totale la Segafredo si aggrappa alla difesa del neo entrato Baldi Rossi e ad un ispirato Aradori autore di 11 punti consecutivi, tentando di rimanere agganciata ad un match già terribilmente in salita per i padroni di casa. Il punteggio con cui si conclude il primo periodo di gioco è sintomatico di come la difesa bianconera sia stata troppo “morbida”: 17-26.

La Red October macina gioco, con tempi precisi e velocità di esecuzione, mentre la Segafredo annaspa continuando a forzare e buttando palloni. Sacripanti prova allora a scuotere i suoi inserendo Cappelletti, Taylor e cercando il dinamismo di Kravic sul pick ‘n’ roll: la mossa paga, soprattutto in termini di intensità ed i bianconeri rientrano sul 25-28, costringendo Pashutin a parlarci su. Non è un caso se, nel break di rientro della Virtus, anche la differenza sotto le plance si sia assottigliata, con le statistiche che ora parlano di un 14-10 per Cantù a rimbalzo. Aumentando la densità difensiva nel colorato e con gli ottimi giochi a due sull’asse Taylor-Kravic (ben 3 alley oop per la schiacciata volante del numero 11) la Virtus vola sino a trovare, dopo l’imperiosa stoppata di M’Baye, il gioco da 3 punti di Kravic che vale il sorpasso sul 30-29. Col rientro della Segafredo la gara cambia volto, diventando molto più incentrata sulla velocità e sul corri e tira, pur mantenendo una grande fisicità nell’area. La squadra di Sacripanti toglie improvvisamente ritmo e punti di riferimento in attacco a Cantù, mentre sul lato offensivo (pur con Punter in panchina per 15′ su 20) aggredisce meglio gli spazi ribaltando in maniera alquanto imprevedibile l’inerzia dell’incontro.  Il break finale firmato ancora Taylor ed Aradori permette addirittura a Bologna di chiudere sul personale massimo vantaggio i primi 20′: 47-42.

Molto significativi i numeri tra quintetto e panchina dei primi due periodi: Cantù trova punti ( 7 Gaines, 16 Mitchell, 8 Udanoh, 11 Jefferson) e rimbalzi solo dal quintetto base, mentre la Virtus spalma molto bene i punti e trova addirittura più rimbalzi con la panchina.

Il terzo quarto è un concentrato di energia pura, con lotta fisica e tanta corsa: mentre Cantù si affida ancora e solo a Jefferson ed Udanoh,  i bianconeri rispondono con Aradori ed un infuocato M’Baye. La Virtus scappa sino al +10 (66-56), frutto di un grande lavoro difensivo e di una rinnovata vena nel tiro dalla media,  ma sbanda nel finale di tempo e Cantù ricuce sempre grazie a Jefferson (18 punti con 7 rimbalzi sin qui e migliore per distacco dei suoi).

M’Baye, sino qui in stagione punzecchiato per il suo rendimento discontinuo tra primi e secondi tempi, apre subito l’ultimo periodo con un gioco da 4 punti, al quale Cantù risponde tornando a dominare a rimbalzo e trovando secondi tiri preziosissimi.  I bianconeri sono però rocciosi in difesa e, con il nuovo ingresso di Kravic (23 p.ti in 34′), trovano nuovamente belle soluzioni in velocità ritoccando il massimo vantaggio sul +12 (79-67). L’incapacità della Red October di trovare soluzioni alternative all’abuso di Jefferson, Mitchell ed Udanoh, complica la vita ai lombardi, che vedono perdere lucidità ed efficacia proprio alle loro armi migliori.  Sulle ali di un incontenibile Kravic e di un Taylor formato Eurolega la Segafredo completa una vittoria in rimonta importante per la classifica quanto insperata, visti i tremendi primi 10′. Per la truppa di Pashutin secondo stop consecutivo e tanto tanto lavoro da fare.

 

Magic Moment

Il break condotto in particolare da Aradori, M’Baye, Kravic ma più in generale da tutta la squadra tra fine primo e secondo quarto. Da -13 (4-17) a +5 (47-42).

MVP Aradori. Al di la dei numeri (26 punti col 60% da 2 ed il 75% da 3 e 5 rimbalzi) è stato lui l’anima della squadra. Si è caricato sulle spalle i compagni, si è preso tutte le responsabilità nel difficilissimo primo quarto ed ha sempre risposto presente.

Numbers

Per Cantù la partita è tutta nelle cifre tra quintetto e panchina: punti 78-3, rimbalzi 36-2. Pressoché il nulla dalle seconde linee. Importante anche la crescita nel colorato per i bianconeri: dallo 0-7 a rimbalzo dei primi 2 minuti scarsi, al 39-38 finale, oltre ai 26 punti di un incontenibile Kravic (10/17 da 2).

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