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NBA RECAP 24/02 – Attenti ai BUCKS e a MAGIC Johnson

NBA RECAP 24/02 – Attenti ai BUCKS e a MAGIC Johnson
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12 gare nella notte NBA, obbligatoria la modalità un po’ veloce, senza dimenticare la profondità.

La sessione NBA inizia con una matinée a Philadelphia, dove all’arrivo i Blazers non trovano Joel Embiid. Il centro camerunense dopo aver giocato lo ASG è tornato a casa col ginocchio non in perfette condizioni, e l’annuncio del riposino ha destato rabbia nei fans per la durata: 2 settimane. Ma come, vai a fare la Partita delle Stelle e poi non giochi qui? La differenza tra una Stella integra e una dal fisico ballerino è enorme, e una riflessione serena dovrebbe abbassare i prezzi di giocatori come Embiid e Monociglio. Il break della gara in apertura di secondo half, quando i Sixers segnano solo in 2 dei primi 9 possessi, finendo presto da -3 a -10; il TO di Brett Brown non cambia nulla e quando mancano ancora 16 mins alla fine, la gara è già chiusa sul +20 Blazers. Lillard e McCollum (11/27 combinato dal campo) per una volta han ceduto il riflettore a Nurkic + Kanter: combinano per 15/27, 40 pti e 21 rebs. E’ stata la prima per Enes Kanter con Portland: i Blazers lo han preso, scommessa dettata dalla non esplosione di Zach Collins, per dare con costanza un terzo uomo al loro duo di guardie durante i riposi di Nurkic; il nodo della scommessa è che Kanter pratica alla grande due fondamentali, segnare e prendere rimbalzi, ma per tutto il resto è un buco nero: difesa e passare la palla sono sconosciute. Per Phila 29-7-10 di Simmons, nervosissimo: le gigionate di Embiid e le immancabili rotture di…da Butler stan facendo il loro effetto. Due sfide importanti per la PO Picture ad Est: i Nets hanno scioccato gli Hornets nel primo quarto, poi han difeso quel +14 fino a perderlo del tutto a metà del quarto periodo e infine vincere in volata; D’Angelo ha battuto Kemba 40 – 32 nei pti e 7 -3 negli assists. L’altra gara importante era DET vs MIA, ottava contro nona: hanno vinto corsari i Pistons con una grande prova di due dei miei mirtilli alzatisi dal pino; Ish Smith e Langston Galloway hanno combinato per 41 mins di campo, 39 pti con 14/16 al tiro, Ish anche 9 assists: la panchina intera di Miami ha totalizzato 37, di cui 15 dal solo Wade; tornava negli Heat Goran Dragic, partita incerta con 16 mins dalla panchina senza combinare molto. Ora la situazione delle ultime posizioni PO della Eastern vede BKN sesta poi Pistons e Hornets a chiudere, le due della Florida appaiate none a 1 gara e mezzo di distacco da Charlotte: le più in forma sono Detroit ed Orlando con 7 W nelle ultime 10, Miami è in caduta con 2-8. Dopo tanta tensione per gare fondamentali riprendiamoci un attimo con due match: Scapoli-Ammogliati è stato vinto dagli Hawks (John Collins 19+14) sui Suns, e Pazienti vs Psichiatri ha visto Cleveland trovare la W 14 della stagione battendo Memphis (Valanciunas 29+11): da quando Kevin Love è tornato ha giocato 4 gare (anche se la prima solo per 6 mins) e i Cavs ne han vinte 3: stanotte il Californiano a 32+12 con 6/9 da 3. I litigiosi e a volte imbarazzanti Celtics son riusciti a perdere a Chicago: Markkanen ha portato a scuola chiunque (35-15-2); costanza invece è il secondo nome dei Pacers, saldi terzi ad Est e vincitori sugli Wizards: in Indiana Wes figlio di Wes (14 con 5/9 dal campo) sta tamponando la voragine aperta dall’infortunio ad Oladipo, ma l’ago è sempre Sabonis che non posso più chiamare Minore (13-12-3 con 4 rec); per WAS solito Beal da 41 mins in campo e 35-3-6 con 2 rec e 12/22 al tiro. La sfida del Desiderio Perduto (Rimandato?), che avrebbe meritato la regia di un nouvelle vague à la Robbe-Grillet è andata invece banalmente su NBAtv e ha visto LeBron ma non Monociglio: troppo grande, si vede, il dolore alla schiena e troppo forti le emozioni potenzialmente generate dalla vista dell’amato. Senza le lacrime di Davis i Pels hanno vinto con quelli che a giocare ci stanno sempre: Jrue Holyday 27-3-7 con 3 rec, Julius Randle che vs i LAK ha sempre voglia di far la gara dell’ex 24-3-5, Cheik Diallo (18+10 con 8/8 da 2) ha quasi quintuplicato le sue medie e l’ex Warriors Ian Clarke (che non sarà un campione ma ha la cultura del Gioco necessaria) ne ha messi 17. Volete proprio sapere dei Lakers? Hanno giocato solo in 3, il migliore non è stato LBJ ma Ingram (29-6-3 in solo 26 minuti per problemi di falli), ancora fuori Lonzo che tanto male o inutile poi non è, ora sono lontani 3 gare e mezzo dai PO e dietro anche ai Kings, di 2 gare. Bella mossa, sputtanare mezza squadra e tutto l’ambiente per la caccia a Davis. I Kings appunto: hanno battuto di misura OKC, sulle ginocchia per il doppio supplementare di ieri, con Buddy Hield on fire, 34-5-4 con 12/22 dal campo; gli altri protagonisti del doppio OT, i Jazz, avevano cliente assai più morbido e son passati sopra ai Mavs ancora senza Doncic ma con 25 mins e 15 pti da DirkONE; gli Warriors hanno giocato solo 3 quarti e han perso di 6 contro i Rockets senza Harden scontando caro la sonnolenza che ha causato il -15 del primo periodo. Ed ora i Bucks: stanno crescendo sotto le cure di coach Budenholzer, in maniera esponenziale, aggiungendo pezzi sapienti senza cacciare Stelle. Hanno quasi lo stesso attacco di Golden State (segnano 1.8 pti in meno), ma difendono enormemente meglio: 5 pti subiti in meno. Vedrete presto qualcosa sulle loro difese in transizione su queste pagine. Stanotte i Cerbiatti (mannari) hanno messo in vetrina i due acquisti di Febbraio, secondo me fondamentali per rendere davvero antiproiettile questo roster, che vedo favorito nella corsa all’Anello: parlo dei due balcanici capitati per caso in altre nazioni, Mirotic (17+6 in 18 mins) e Ilyasova (13+6 in 20 mins, forse il giocatore most under-rated della NBA). Il destino di MIL in proiezione Finals sarà segnato dal più incerto, Eric Bledsoe: se lui tiene, Bucks Campioni.

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