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NBA PLAYOFFS – Bucks OK, Celtics OUT, Warriors sul 3-2 MA KD OUT: più ACHILLE che polpaccio..

NBA PLAYOFFS – Bucks OK, Celtics OUT, Warriors sul 3-2 MA KD OUT: più ACHILLE che polpaccio..
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Notte in cui si sono manifestati sia il più facile dei pronostici che quel che è del tutto impronosticabile.

Non baserò il mio curriculum da guru sull’aver pronosticato che i Bucks avrebbero vinto facilmente Gara 5, ed eliminato i Boston Celtics. Il coach di Boston, Brad Stevens, ha ammesso la superiorità dei Bucks in ogni parte del gioco, soprattutto nella durezza con cui sanno stare in campo, ammettendo anche che, per tutta la stagione, essere rock-solid non è stata caratteristica dei suoi, e assumendosi le responsabilità. Stanotte partita aperta fino a circa 4 mins da the half (33-25 MIL), quando pet-player George Hill uscito dalla panchina ha infilato 9 in 8 minuti per un +13 da cui i Celtics non sono risorti. 8/23, 7/22, 6/21: dalla terza alla quinta gara sempre orribile Kyrie, e sempre un tiro e un canestro in meno; da aggiungere che il suo impatto difensivo è quasi sempre negativo (e tutto era già evidente dal ponte del 1 Novembre, quando lasciò segnare un game-winner agghiacciante ad Oladipo in Indiana). Coach Budenholzer ha potuto dare un po’ di riposo ai suoi migliori: minuti per Hill (16 con 6/10) e per quello che sta diventando il mio idolo dei PO, Pat Connaughton (7+11, 1 stoppata). Lui ha tutte le caratteristiche che nella mitologia NBA appartengono a un Celtic: uscito da Notre Dame (Fughting Irish), è una guardia ma anche stanotte è andato in doppia cifra a rimbalzo, difende e non molla un cm contro nessuno. COntro Boston media di 8+8.75, nei PO 2019 8.4+7.9 in poco meno di 28 mins per gara. Ora Milwaukee attende l’esito della serie tra 76ers e Raptors, quindi direi che attende i Raptors, a meno di infortuni.

Ecco: un infortunio è la notizia che ruba le luci alla W di GS alla Oracle contro HOU. Ruba purtroppo: ovviamente perchè l’infortunio a Durant è un peccato per i Californiani, i loro tifosi e tutti gli amanti del Basket, ma anche perchè toglie un po’ di vetrina a una gara che è finita con punteggio stretto, ma che, nei primi 16 minuti di gioco, ha fatto vedere qualcosa di eccezionale. La concentrazione e la velocità di esecuzione di GS in quei minuti che han permesso loro di arrivare a +15 è stata letteralmente NON UMANA. Anche per il fatto che i soli paragoni possibili sono con la GS di 4 anni fa, ovvero con tutti gli stessi giocatori (più KD) ma più vecchi di 4 anni, più infortunati/acciaccati di 4 anni fa. Nei primi 10 minuti di gara Green (8-12-11) ha dato 7 assists, Looney (5+9, 5 reboff) si è svegliato e ha preso 3 reboff in 3 minuti appena entrato in campo, Klay (12 dei primi 20 di GS, alla fine fine 27 con 5/10 da 3) ha segnato come un ossesso, e nessuno a parte KD aveva licenza di tenere il pallone in mano per più di un secondo. Volendo trovare un difetto: Steph è rimasto abbastanza assente e impreciso, prima di fare un passo avanti quando Durant è stato costretto ad abbandonare il campo; il figlio di Dell infatti finirà con 25-6-5 (9/23 dal campo) a dispetto di un inizio molto freddo. Houston ha avuto il merito di tornare in partita, perchè era a -1 al momento del KO di KD. Mancavano 2:11 alla fine del terzo quarto, Durant si è fatto male da solo, le info ufficiali finora parlano di polpaccio destro (contrattura o strappo) ma non sono l’unico che guardando le immagini ha pensato a Kobe e al tendine d’Achille.  Da quel momento cruciale sono iniziati i veri demeriti di HOU, incapace di affondare il colpo. E’ emerso, individuabile dallo score e dal fatto che negli ultimi 7 mins Harden ha avuto poco la boccia in mano e ha preso solo un tiro, che Chris Paul (11-6-6, 0/6 da 3, 3/14 totale) non è più una Stella e fisicamente non appartiene più al primo livello. L’esperienza lo fa stare a galla, il talento lo aiuta, le visioni anche sono spesso notevoli ma il fisico non c’è e se La Barba non vede possessi offensivi utili nel finale sarà colpa anche di CP3, che è il timone. Harden (31-4-8 con 4 rec, solo 16 tiri), a domanda sul come mai sia accaduto: “I’m not sure”, ma c’era Paul di fianco a lui in quel momento al tavolo delle interviste. Quindi scarsa lungimiranza di Paul,  eccessiva timidezza di Harden, ma anche il tentativo dei Rockets di dare spazio a giocatori che di solito ne vedono poco e in quel momento stavano andando bene: è il caso di Shumpert, emerso di nuovo a 16 mins di campo con 11 pti e 3/6 da 3. Ora si torna a HOU per la sesta, vinceranno i Rockets e Gara 7 alla Oracle sarà  molto meglio di David Bowie che resuscita e canta alla Scala.

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