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NBA PLAYOFFS – PORTLAND MIGLIORA, GOLDEN STATE DI PIU’

NBA PLAYOFFS – PORTLAND MIGLIORA, GOLDEN STATE DI PIU’
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Gara 2 delle Western Conference Finals è di quelle che fanno guadagnare alla NBA un milione di fans in 48 mins.

Nell’iniziale leadership di Golden State salvate questa scena: Jerebko in post basso, passaggio dietro la schiena per schiacciata di Jordan Bell. Sembrerebbe una cosa positiva, invece se conoscete gli Warriors sarà suonato un campanello d’allarme: quando anche le riserve giocano in quel modo, spesso significa che l’intensità è bassa. Infatti i Blazers nel primo tempo domineranno i Californiani pur non avendo quasi nulla da Lillard (primo canestro a 2 mins da the half), e a 9:29 dal termine del terzo quarto erano sopra di 16: 69-53. FFWW a 137 secondi dopo e troveremo il punteggio a 69-66: non esiste nessuna squadra oltre Golden State in grado di fare queste cose, elevare quasi a comando il livello di difesa e zittire l’avversario contemporaneamente tramortendolo in attacco in così poco tempo. Kerr ha dichiarato a proposito del primo tempo scarso che è nella natura umana avere delle pause, anche se non è nelle intenzioni e nei programmi; ha aggiunto di essersi arrabbiato molto nel locker coi suoi ragazzi, e di averli visti tornare in campo determinati e disperati, come era giusto che fossero. La chiava tattica della rimonta-aggancio-sorpasso è stata raddoppiare la palla sul pick and roll dei Blazers: raddoppi feroci e perfetti che chiudevano Lillard e McCollum tra riga laterale-riga di centrocampo-i due difensori, rendendo protagonisti in queste fasi non solo Steph e Klay ma anche Looney-Iggy-Bell-Draymond. La reazione di coach Stotts è arrivata smettendo di assistere Dame e CJ con il pick and roll e ordinando loro di andare direttamente per il 1 vs 1: non portare un bloccante vicino al palleggiatore toglieva un difensore dalla palla, e rendeva difficili i raddoppi, obbligando il secondo difensore ad arrivare da lontano. Questa mossa ha funzionato, perchè dopo essere finiti sotto di 5 i Blazers hanno impattato facendo in modo che le squadre arrivassero pari al quarto finale. I Blazers avrebbero iniziato il periodo conquistando subito un altro cuscinetto di vantaggio, grazie soprattutto al lavoro di Seth Curry e Meyers Leonard, che infilavano 4 canestri (di cui 3 triple). Era questo un ulteriore passaggio di gara in cui i Blazers dominavano gli Warriors, arrivando avanti 108-100 a 3 mins dalla fine. FFWW e dopo 120 secs si era 108-110: stavolta oltre alla difesa erano anche i reboff e le cose intangibili a fare la differenza; Iguodala ha di fatto recuparato 4 palloni toccando forse in quelle azioni al massimo 10 cm quadrati di palla: 2 rimesse di Portland rovinate, due palloni spizzati in attacco per un reboff di un compagno. Ci sarà spazio per le stats, anticipo che Steph è arrivato a 79-79 ai liberi nei quarti periodi+supplementari: non sbaglia dal 2015. Le giocate decisive anche in attacco non erano solo di Steph (37-8-8) o Klay (24-3-2, bravo ad alternare triple e incursioni nonostante da 2 abbia sofferto: 4/14): Jordan Bell (11+3 con 2 rec e 1 stoppata) diceva la sua, per non dire di Looney (14+7 con 6/6 dal campo) e anche Dray-G (16-10-7 con 5 stoppate, 5 perse, 5 falli): Iggy non ingranava in attacco, ma a quanto detto va aggiunto a suo merito l’aver derubato Lillard nell’ultimo possesso, quando i POR avrebbe potuto pareggiare. I Blazers hanno avuto poco da Lillard nel primo tempo (5 pti, alla fine 23-5-10 con 2 sole perse, ma anche quella finale) e poco da McCollum (22 ma con 23 tiri) nel secondo tempo: negli ultimi minuti ha sbagliato tre tiri aperti rivelatisi molto costosi; sono saliti Seth Curry (16 con 4/7 da 3) e Hood (12-2-1), mentre hanno sofferto i lunghi: Kanter non è difensivamente sostenibile, e Zach Collins quasi non è riuscito a sudare per aver accumulato 5 falli in 8 mins di campo. Ora tornando a Portland di certo molte cose cambieranno nell’arbitraggio, ma forse stanotte coach Stotts si è accorto di poter sfruttare un po’ di più Leonard (7-6-2 in 17 mins). Aggiornamento sulle condizioni di Durant: non si parla di ritorno almeno fino alla fine della prossima settimana, e le previsioni sono peggiorate dal fatto che ora KD compare nello stesso bollettino medico di Cousins, mentre prima i due erano tenuti separati.

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