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NBA FINALS – Durant OUT. ANCORA. Looney OUT. ANCORA. Warriors VIVI. ANCORA.

NBA FINALS – Durant OUT. ANCORA. Looney OUT. ANCORA. Warriors VIVI. ANCORA.
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Gara 5 poteva essere l’ultima, ma i GS Warriors sono riusciti a regalarsi Gara 6 che, comunque vada, sarà la gara di chiusura della Oracle Arena.

C’è ancora tempo quindi per i saluti ma è sempre tempo per le lezioni. Forse alcuni crederanno che queste Finals siano in tono minore per l’assenza di LeBron, o per i tanti infotunati, ma sbagliano. Prima di tutto perchè TOR è una grande macchina da pallacanestro, guidata in panchina da un mostro di sagacia come Nick Nurse e in campo dal miglior giocatore NBA contando entrambe le metà del campo: Kawhi Leonard. Più ancora perchè gli Warriors stanno insegnando a tutti cosa significhi essere Campioni, stabilire e mantenere una dinastia, diffondere un’idea e una cultura. GS arrivava a TOR con la notizia del ritorno in campo di Durant: 32 giorni segnavano il metro della contrattura dal recupero più lungo e difficile della storia dello sport. Perchè non si è mai trattato di una semplice contrattura, ma ormai questa cosa non verrà ammessa più. KD ha giocato bene i minuti in cui è rimasto in campo: 12 con 11 pti (3/3 da 3) per fare paurissima al pubblico canadese, che infatti ha reagito in maniera agghiacciante esultando e applaudendo quando (9:50 left nel secondo quarto) lo ha visto a terra di nuovo infortunato nello stesso punto del campo e alla stessa parte del basso polpaccio dx in cui si era fatto male a Houston. L’incidente diplomatico rientrava in fretta per l’intervento dei giocatori stessi dei Raptors e della parte di pubblico sana di mente, ma rientrava anche KD negli spogliatoi urlando la F-word. Era accompagnato anche da Steph e Iggy: segno che Durant si era sacrificato per tornare, che non era davvero pronto (ha tirato bene da 3, e preso un paio di rimbalzi, ma giocando essenzialmente solo in verticale, alla seconda vera accelerazione laterale si è accasciato). L’idea iniziale di coach Kerr era di sacrificare per la causa l’orgoglio di Cousins, fuori dal quintetto e fuori dalle rotazioni per colpa della inefficacia difensiva: GS partiva con Dray-G centro e KD da 4, il primo cambio dei lunghi era Looney, e il riposo a Looney era dato dall’Australiano Bogut, con DMC muto e seduto. Il quintetto super-small funzionava bene offensivamente (5/5 da 3 per partire) ma subiva a rimbalzo e nel pitturato, concedendo tanti reboffs e tanti punti a Marc Gasol (11 di primi 19 dei Raptors erano suoi, 5 dalla lunetta: si sgonfierà finendo a 17+8). Era evidente il messaggio offerto da GS: se dovevano soccombere lo avrebbero fatto alla loro maniera, e alla fine hanno preso 42 triple su 82 tiri totali. Nonostante l’uscita di scena di Durant, che psicologicamente avrebbe messo al tappeto il 99% della popolazione mondiale, GS ha reagito trovando in sua assenza il massimo vantaggio del primo tempo (+13), volando sulle triple ma anche su una difesa efficace, che tuttavia costava parecchi falli: a fine primo quarto 2 falli per Klay, Looney, Durant e Green, il solito improvvido Lowry (18-4-6) ne avrebbe avuti 3 a fine primo half e 4 ben presto nel terzo quarto. Tante anche le palle perse, e se GS ne aveva una in più dei Raptors a metà gara (9 a 8, 15 a 13 alla fine) era più contenta di quelle che riusciva togliere ai canadesi di quanto fosse triste per le proprie. Delle due, la squadra che ha nella disciplina il punto forte è Toronto, e minare le sicurezze degli avversari era uno dei primi obbiettivi di GS. Al di là delle montagne russe emozionali di una gara dentro-o-fuori, in aggiunta minata dalla riccaduta di KD (e poi anche di Looney), gli Warriors hanno guidato per tutta la gara a parte un minuto nel primo quarto e 3 minuti nel quarto periodo, quando un rush di Kawhi Leonard (10 pti in fila in due minuti da 5′ a 3′ alla fine, 26-12-6 ma 5 perse). Il momento peggiore è stato quello, perchè Cousins (14+6) era dovuto entrare in un momento in cui Steve Kerr lo avrebbe tenuto in panca, se Looney fosse stato sano: ma a fine terzo periodo era ricaduto  sulla spalla infortunata e non ha potuto tornare in campo). A 2:30 dalla fine GS pareva spezzata: era finita sotto di 6 dopo esser stata anche +14, era nel mezzo di un tornado da 16-4 favorevole ai Raptors: ma 6, per gli Warriors, altro non è che il doppio di tre, quindi con due triple (Klay, e poi Steph, 31-8-7) pareggiava la gara a 103, e un’altra (Klay, 26-6-4 con 7/13 da 3) portava i Californiani avanti. Lowry accorciava (interferenza di Cousins) e Toronto aveva anche l’ultimo tiro perchè Cousins commetteva fallo in attacco. Le due sciocchezze appena raccontate, unite a un’interferenza offensiva (dubbia) portano a 3 le boiate di DMC negli ultimi 90 secs della gara: sufficiente a capire perchè sia necessario Kevon Looney nei meccansimi di GS. TOR aveva quasi 16 secs per vincere la gara: il primo capolavoro Warriors era far ricevere la palla a Kawhi quando ne mancavano già 9, il secondo è stato raddoppiarlo in modo perfetto per costringerlo a scaricare su Powell (e non su VanVleet), il terzo è stato una conseguenza, perchè Powell non ha avuto sufficiente personalità e ha scaricato su Lowry in angolo; mancava solo 1 secondo e l’angolo non è la posizione preferita del Subcomandante: la tripla scheggiava il tabellone, forse smorzata anche da un tocco di Dray-G (10-10-8). Pensando a Durant nessuno tra gli Warriors ha festeggiato, il loro GM Myers ha addirittura pianto in conferenza stampa ammettendo che stavolta non è un problema al polpaccio l’infortunio di KD. Ma si torna dove tutto è iniziato: la Oracle Arena finirà comunque con tutti gli onori la propria vita.

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