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«Vincere con questa atmosfera è bellissimo, non potrei chiedere nulla di più»

«Vincere con questa atmosfera è bellissimo, non potrei chiedere nulla di più»
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«Ho una grande squadra, un grande Coach, una grande proprietà. Lo adoro”. Queste sono le prime parole di Daye con lo scudetto cucito sul petto.

Austin Darren Daye viene premiato come MVP della finale scudetto; è il migliore per punti segnati della sua squadra con 109, una media di 15,5 ad allacciata di scarpe con l’aggiunta di 39 rimbalzi nelle 7 partite giocate.

Il californiano arriva a Venezia al posto dello sfortunato Gediminas Orelik che, il 14 gennaio 2018 al Forum contro l’Olimpia Milano, si frantuma il tendine rotuleo. La Reyer perde, di fatto, il suo leader tecnico, peraltro l’ala lituana era ormai entrato perfettamete nei meccanismi di gioco di De Raffaele. La Società Orogranata con grande abilità e in pochissimo tempo, riesce a mettere sotto contratto un nuovo giocatore di grande talento come appunto il figlio di Darren.

Dopo una prima fase di ambientamento l’ala americana comincia ad ingranare, soprattutto nasce un grande “feeling” con il suo nuovo Coach arrivando a dire in un post gara “De Raffaele è il miglior allenatore che io abbia mai avuto l’ho detto anche a mio Padre”. Alla fine della stagione 2018 Austin alzerà una Fiba Europe Cup, ma dovrà arrendersi in semifinale scudetto a Trento e alla fisicità di Sutton e Hogue.


Nella stagione 2018-19 il numero #9 dell’Umana è al centro del progetto tecnico, gli viene rinnovato il contratto con un biennale a cifre importanti. Un inizio stagione fatto di alti e bassi fino ad arrivare alla crisi di febbraio/marzo e alla esclusione dai 12, alla 20° giornata nel match del PalaDozza contro la Virtus Bologna, per scelta tecnica. Daye sembra un giocatore spento, svagato, distratto dalle voci di un clamoroso taglio, chiede garanzie alla Società, sembra finita.
Ed invece De Raffaele, il suo staff, con l’aiuto dello stesso Austin e dei compagni, cercano di ritrovare l’armonia persa. La squadra si ricompatta – proprio nel momento fondamentale della stagione, ovvero i playoff – cambiano gli assetti, Daye viene utiliazzato come sesto uomo di lusso, uscendo dall panchina è letteralmente devastante, è letale nei momenti decisivi, gioca una pallacanestro poetica, viene fuori tutto il suo smisurato talento, persino in difesa (da sempre suo punto debole), diventa decisivo, gioca per i compagni, è incontenibile, è un giocatore fuori categoria.
In questo modo Daye trascina Venezia e diventa Campione d’Italia.

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