Una partita sulla carta scontata, tra una corazzata (o presunta tale) ed una neo promossa ridotta ai minimi termini senza Jefferson e Dyson. La spunta Bologna si, ma con una sofferenza finale non preventivabile e parecchie ombre, con molti giocatori “rimandati a settembre”, Gamble su tutti. Grandissimo carattere invece per i ragazzi di Bucchi che pagano due quarti e mezzo giocati dai soli Buford e Pini e tanta, comprensibile stanchezza nel finale.

La Gara

Primi minuti di campionato con gambe ancora imballate e meccanismi tutti da rodare per entrambe le compagini ma, mentre Bologna attacca in maniera davvero confusionaria perdendo tre palloni consecutivi sanguinosi, Roma costruisce giocate semplici ed efficaci che fruttano un mini-break di 2-7 (con tripla di un ottimo Pini).  Djordjevic deve già correre ai ripari inserendo Gaines per tentare di animare una Virtus asfittica in avanti e proprio il numero 0 trova la tripla che, dopo ben 5 minuti, sblocca i padroni di casa. Vista la scarsa vena dei tiratori è la difesa bolognese a cercare di prendere il controllo del match, arginando una Roma a rotazioni cortissime e costringendola quasi unicamente a tiri dalla lunga distanza (2/3 da 2 3/8 da 3). La prolungata sterilità offensiva (5/12 da 2, 2/6 da 3) ed il ritmo basso più congeniale agli ospiti, non permettono però a Bologna di scappare e Buford può così infilare addirittura la tripla del 12-13 . Si continua a segnare col contagocce, con tante forzature e poca lucidità ed un match che non si sblocca nemmeno col dominio sotto le plance dei bianconeri (26-11 a rimbalzo). I capitolini si aggrappano con le unghie al match ma trovano punti solo da Buford e Pini, capace di piazzare 12 punti in 16′. La Segafredo tenta anche un quintetto iper difensivo con Pajola e Cournooh insieme sul parquet ma è Ricci a trovare la chiave di volta del quarto. I suoi 5 punti consecutivi di metà periodo scuotono la Segafredo che prende coraggio, stringe le maglie difensive e piazza un break importante considerato il basso punteggio sin qui e vola sul +15, 40-25. Roma vacilla shockata dalla fiammata di intensità dei padroni di casa ma anche decisamente a corto di fiato e fatica nuovamente a trovare soluzioni facili in attacco. Buon per i ragazzi di Bucchi che Kyzlink trovi una tripla incredibile da metà campo sulla sirena dei 24″, per ricucire un minimo il distacco in chiusura di tempo.

In avvio di ripresa i bianconeri alzano leggermente i giri e per Roma è notte fonda. Gli attacchi in velocità orchestrati da Markovic e conclusi da Hunter e Weems non trovano opposizione mentre la difesa, chiusi Pini e Buford ha vita facile. In un amen e senza eccessivi sforzi, Bologna si ritrova sul 56-34 e Bucchi deve, necessariamente, parlarci sopra. Il dominio Segafredo è totale ed i numeri impietosi: 37-17 a rimbalzo e 17/34 da 2 contro 8/15. Bucchi prova allora Alibegovic e Pini insieme ma trova pochissimo dal primo e Bologna veleggia comoda sul ventello. Pecca eccessivamente di presunzione però la Segafredo e, complice qualche forzatura di troppo e la poca benzina ancora nelle gambe, permette a Roma di ricucire mattoncino su mattoncino, grazie in particolare ad un redivivo Kyzlink. A 9′ dal termine Roma non è affatto morta e, nonostante le grandi difficoltà fisiche, si ritrova a sole 10 lunghezze di distacco. Bucchi prova anche ad alternare la zona alla uomo, togliendo riferimenti agli attaccanti bolognesi con ottimi  risultati. La rottura prolungata della Segafredo ha tutta l’aria di chi ha staccato la testa troppo presto e Roma lo capisce, dando fondo alle ultime energie e difendendo duro sul portatore. Il grande sforzo profuso in difesa non permette però ai capitolini di essere altrettanto lucidi e precisi in attacco, dove graziano ripetutamente una Bologna irriconoscibile, mancando un aggancio non più cosi improbabile. Gli orrori assortititi degli uomini di casa (10 soli punti nell’ultimo quarto) ed il grande cuore dei contatissimi ragazzi di Bucchi, permettono agli ospiti di portarsi a -5 con palla in mano ad 1’ed ancora a 30″ dal termine mancando però di un soffio l’impresa storica.

Magic Moment

Il break nato sulle ali di Ricci e del dominio sotto i tabelloni a metà secondo quarto è quello che, di fatto, indirizza la partita salvando Bologna da una incredibile figuraccia nel finale.

MVP

Numeri alla mano è Kyle Weems 19 punti e tanto fieno in cascina nel break decisivo, ma anche per lui ci sono molte ombre.

Numbers

Dominio Bolognese a Rimbalzo 47-32 (si arriva al 36-17), nonostante il centro titolare Gamble chiuda con 3. Foto impietosa della qualità del match il plus/Minus di squadra: 7 a -7.

Virtus Segafredo Bologna 74

Virtus Roma                        67

Parziali(17-16, 23-12, 24-23, 10-15)

Virtus Bologna: Gaines 14, Pajola 2, Baldi Rossi 8, Markovic 1, Ricci 9, Cournooh 4, Hunter 12, Weems 19, Nikolic n/e, Gamble 5.

Virtus Roma: Moore 4, Alibegovic 7, Rullo, Dyson n/e, Baldasso 10, Pini 12, Farley, Spinosa n/e, Buford 17, Kyzlink 17.