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Virtus, c’è tanto da lavorare

Virtus, c’è tanto da lavorare
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Probabilmente a coach Bucchi non basterà sudare le fatidiche 7 camicie per centrare l’obiettivo salvezza. Il compito a cui è chiamato è di quelli da far tremare i polsi ma l’esperto allenatore bolognese non si scompone davanti alle responsabilità e, pur se giustamente infuriato per il pessimo atteggiamento avuto dai suoi ragazzi, predica calma e lavoro per invertire la tendenza: “Siamo stati condizionati dai problemi fisici (Kyzlink out per un problema alla schiena e Dyson in precarie condizioni ndr), ma questo non deve essere un alibi, dobbiamo aumentare i giri del motore perché l’impegno da solo non basta, ci vorrà maggior concentrazione e una mentalità differente”.

Certo, la pesante sconfitta con Brindisi non aiuta a vedere il bicchiere mezzo pieno, sensazione che invece più di qualcuno aveva percepito all’indomani dello stop a Bologna, nella prima giornata di campionato. Cosa ha funzionato? Nulla, a parte un lieve sussulto nato dalla difesa a zona, arma che ha bloccato per qualche minuto i pugliesi quando però erano già saliti sul + 29.

La partenza forte degli uomini di Vitucci è stata la chiave per indirizzare subito la contesa (0-8 dopo poco più di 2 minuti); troppo ampia la forbice di esperienza e fisicità in favore dei pugliesi per poter pensare di ricucire lo strappo. E infatti, nemmeno un doppio time out nel giro di pochi minuti è servito al coach capitolino per svegliare la sua truppa, travolta da Martin, giocatore intelligente e dalle grandi doti atletiche, e dall’ex virtussino Brown, che ha stravinto i duelli con tutti gli avversari, piazzando anche un paio di stoppate da applausi.

Di positivo soltanto la prestazione di Pini e, come detto, la piccola reazione avuta nel terzo periodo di gioco quando, dal 34-63 del 25′ si è passati al 51-69 del 28′; in quel momento, col possesso di palla, si poteva cercare una soluzione semplice per provare a scalfire le certezze degli ospiti ed invece una rivedibile scelta di Rullo, per un improbabile alley-oop di Moore, vanificava ogni residua speranza e il divario tornava a dilatarsi grazie alle successive giocate di Thompson, molto positivo dopo il negativo esordio di giovedì scorso.

“Come si dice ad uno studente – ha commentato coach Vitucci in sala stampa – Thompson si è impegnato ma può fare di più. Bene Brown e Martin, il tipo di giocatore che a me piace e che ho fortemente voluto dopo l’addio di Chappell. Dove possiamo arrivare? E’ presto per dirlo ma siamo nel secondo gruppo di squadre, quello che deve lottare e soffrire per emergere e dare del filo da torcere alle prime della classe”. 

Per Brindisi una bella iniezione di fiducia dopo il deludente avvio di stagione (sconfitta in Supercoppa con Venezia e stop casalingo con Cantù) e soprattutto in vista dei difficili impegni con Brescia e a Milano, che faranno da antipasto al debutto europeo in Champions League sul campo del Neptunas Klaipeda, un trittico di gare che darà più di una risposta sulla reale consistenza della squadra biancoblu.  

Virtus Roma – Happy Casa Brindisi 63-87 (14-27; 27-43; 47-69)

Virtus Roma: Cusenza ne, Moore 2, Alibegovic 8, Rullo 8, Dyson 5, Baldasso 5, Pini 8, Farley, Spinosa ne, Jefferson 10, Buford 17, Kyzlink ne. All. Bucchi.
Happy Casa Brindisi: Brown 14, Banks 17, Martin 14, Radosavljevic 7, Zanelli, Iannuzzi, Gaspardo 8, Campogrande 5, Thompson 21, Cattapan 1, Ikangi. All. Vitucci.

Arbitri: Biggi, Quarta e Dori.

Note: Tiri liberi: Roma 9/10, Brindisi 16/21; Percentuali di tiro: Roma 15/39 da 2, 8/22 da 3, Brindisi 25/47 da 2, 7/19 da 3; Rimbalzi: Roma 33 (24 + 9), Brindisi 31 (22 + 9). Spettatori: 3.124

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