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NBA – Sfatando un mito ormai falso

NBA – Sfatando un mito ormai falso
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Una delle verità sempre accettate riguardo la NBA è che l’Ovest sia migliore, e di molto, rispetto all’Est: non è più cosìper

107 a 111: sono le sconfitte accumulate dalle squadre che al giorno 11-01-2020 sarebbero state nei PO rispettivamente per Western ed Eastern Conference. Una differenza minima, che rende lecita la domanda se il grande gap tra Est (debole) ed Ovest (molto più forte) si sia davvero ridotto. Ad Est, confrontando i bilanci W-L, sta non solo la migliore squadra NBA (Bucks), ma anche la terza e la quinta (Heat e Celtics). Sono pari le presenze tra le migliori 4 (Bucks e Heat vs Lakers e Nuggets); stessa cosa vale per le NBA OVERALL TOP 8: equamente divise 4+4. La percezione di un cambio di tendenza permane considerando che l’Est monopolizza il livello medio/alto aggiudicandosi le posizioni tra 9 e 11: Raptors, Sixers e Pacers. Questa leggera prevalenza della Eastern viene intaccata e controbilanciata dal fatto che solo una delle 8 migliori dell’Ovest ha record sotto al 50%: i sorprendenti Grizzlies di Ja Morant e Jaren Jackson; al contrario ad Est sia Nets che Magic hanno record con bilancio perdente: i Nets, però, hanno la grande scusante di stare giocando più o meno come lo scorso anno pur senza aver potuto schierare per quasi due mesi (16 Nov, per un totale di 25 gare) Kyrie Irving. 3 delle 4 sconfitte in più che la Eastern ha al momento nascono proprio dalla differenza tra settima ed ottava di Conference: Magic e Nets vs Thunder e Grizzlies. Quindi sì, al livello PO la Eastern ha recuperato il terreno che la separava dall’altra Conference. Per le 8 posizioni perdenti di ciascun raggruppamento la situazione è decisamente diversa: 179 sconfitte ad Est, 169 ad Ovest. Con una enorme differenza: ad Ovest tra le formazioni ora perdenti troviamo due franchigie che di certo non lo saranno per molto e che, se lo sono ora, è per motivi evidenti: gli Spurs in ricostruzione e gli Warriors, massacrati dagli infortuni, ultimi con 31 KO; al contrario ad Est troviamo programmi storicamente sonnolenti (Hornets, sempre a barcamenarsi tra ottavo e dodicesimo posto) e storici disastri come i Knicks, oltre a franchigie prevalentemente disastrose che hanno avuto esplosioni positive con per motivi precisi ed isolati nel tempo come la presenza di LBJ ai Cavs, ed altre che ormai da qualche tempo fanno fatica a ritrovare la strada come i  Bulls, o gli Hawks: stesso numero di sconfitte di Golden State ma con zero infortuni. E’ al livello medio-basso, quindi, che la Western risulta più in salute rispetto alla Conference rivale: questo rende meno necessaria la riforma del formato dei Playoffs che la NBA sta meditando da tempo, proprio perché pare essersi “curata da sola” la ragione principale; potrebbe tuttavia avvenire lo stesso per ragioni di calendario di regular season: troppo fitto, da ridurre e riformare, teoricamente potrebbe avere come conseguenza anche la riforma dei PO.

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