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Urania Milano-Tezenis Verona 73-81: la Scaligera strappa di prepotenza i due punti nel finale

Urania Milano-Tezenis Verona 73-81: la Scaligera strappa di prepotenza i due punti nel finale
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Urania non riesce a centrare il terzo successo consecutivo dopo quelli con Piacenza e Imola

venendo sconfitta da una Verona sempre più in rampa di lancio. Dopo un brillante primo quarto, le due squadre sono salite di tono difensivamente proseguendo a contatto fino al terzo quarto quando Milano (senza Benevelli out per una lesione muscolare) ha dato la prima vera spallata alla gara. A quel punto però la Tezenis non è caduta, ha approfittato della mancanza di cinismo dei Wildcats e ha realizzato la propria rimonta completandola allo scoccare dei dieci minuti finali. Qui, di forza e ritrovando l’unità difensiva come il proprio tiro dalla distanza, i gialloblù sono riusciti a imporsi in maniera convincente, conquistando due preziosissimi punti per la corsa playoff e certificando il momento di splendida forma e alchimia dei giocatori gialloblù. Urania ora sarà chiamata a chiudere la regular season contro due squadre nella zona calda della classifica, in piena lotta per salvarsi e quindi pronte a vendere cara la pelle contro tutto e tutti.

La gara

L’inizio del match è all’insegna dell’equilibrio e dell’alta intensità messa in campo da due formazioni in ottimo stato di forma: sponda Urania sono Lynch e Raivio (sulla scia delle buone prestazioni contro Imola) i più costanti a trovare la via del canestro, mentre lato Scaligera è il duo composto da Hasbrouck e un caldissimo Tomassini (10 punti nel quarto) ad incaricarsi di rispondere alle fiammate milanesi. Le due squadre dunque procedono punto a punto sommando complessivamente un punteggio piuttosto alto considerate le abitudini di entrambe, tendenza che però si inverte negli ultimi possessi del periodo quando, tra palle perse ed errori al tiro, il tabellone resta a lungo inchiodato sul 20-19, score con cui si chiudono i primi dieci minuti.

La partita diventa molto più sporca e cattiva nel secondo quarto dove, alzandosi la fisicità, aumentano di conseguenza anche i fischi e le difficoltà nel trovare il fondo della retina. Tutti e due i team proseguono allora a braccetto colpendo, quando riescono, specialmente dentro i 6,75 e dalla lunetta: Verona, in questo momento della gara, si affida a Rosselli, Milano a Pagani e Piunti. Dopo un paio di time-out, le due avversarie tornano a sciogliersi e far canestro con ritrovata continuità, situazione di cui prova a giovarsi soprattutto la Scaligera che grazie alle triple di Jones tenta più volte a costruire un break consistente. Urania però pesca dalla panchina un jolly in Andrea Negri che, con cinque punti consecutivi, tiene a contatto i Wildcats, consentendo poi alla coppia Sabatini-Raivio di spingere i padroni di casa sul 47-45 all’intervallo.

Al rientro dagli spogliatoi Urania sprinta subito sul 58-49, producendo un parziale di 11-4 (protagonista un sontuoso Lynch su entrambi i lati de campo) che per la prima volta nel match dà un vantaggio consistente ad una delle due formazioni. Verona prova a rispondere affidandosi molto al tiro da tre punti ma le mani dei giocatori gialloblù dall’arco restano piuttosto fredde permettendo a Urania di rimanere davanti. Milano tuttavia non ne approfitta e, a causa di una gestione poco lucida e di alcuni affrettati, lascia aperto uno spiraglio al rientro degli ospiti i quali, piano ma costantemente, mangiano punto su punto e nelle ultime manciate di secondi disponibili si riportano in scia (60-58).

Nell’ultimo quarto la tensione sale a dismisura e attanaglia le mani di tutti i giocatori sul parquet. Entrambe le squadre segnano col contagocce ed esauriscono presto il proprio bonus falli per via del crescente nervosismo ma, a poco meno di quattro minuti dal termine, la Tezenis riesce a realizzare un mini-parziale di 4-0 che la porta ad avere cinque lunghezze di vantaggio (66-71). Raivio risponde ma è solo un fuoco di paglia perché, rinfrancata dal gap acquisito, Verona continua a spingere sull’acceleratore e di forza con Hasbrouck e Tomassini sale di forza fino al +8 (68-76). Urania a questo punto non riesce più a reagire e le triple di Candussi e un immenso Tomassini consegnano due punti e la settima vittoria nelle ultime otto gare alla Scaligera.

Man of the match

L’MVP del match è colui al quale Verona si è maggiormente affidata a inizio e fine partita: Giovanni Tomassini. Sveglio nelle letture, preciso dall’arco e cinico quando contava, il numero 7 della scaligera ha aperto e soprattutto chiuso le danze mettendo il sigillo su una vittoria esterna per niente semplice. Per lui alla fine 22 punti (con 8/10 dal campo), 4 recuperi, 3 rimbalzi e 3 assist per 28 di valutazione finale.

Magic moment

Decisasi con un finale punto a punto, la gara ha vissuto il proprio momento chiave negli ultimi quattro minuti quando Verona ha trafitto Urania dall’arco riuscendo al contempo a rendere molto impervia la via del canestro agli interpreti milanesi. Fondamentale è stato, lato Scaligera, ritrovare coesione difensiva dopo un primo tempo poco brillante sotto questo punto di vista e ribaltare così con fiducia una gara che, ad un certo punto, sembrava stesse prendere la via di Urania.

Numbers

La vittoria di Verona (“la più bella finora” secondo coach Diana) è il frutto di minuti finali approcciati con maggior fiducia e un miglior approccio difensivo. Più in generale, nel secondo tempo Verona ha costretto Urania al 39% dal campo (dopo il 58% dei primi venti minuti) e in particolare a un misero 9% da tre punti. Determinanti poi per decidere la contesa in favore della Scaligera sono stati, di fronte a percentuali simili, i tanti rimbalzi offensivi catturati (15-6) e le palle perse dei Wildcats (18) che hanno generato 14 recuperi per gli ospiti e quindi un numero superiore di possessi con cui poter far male.

Tabellini

Urania Milano: Piunti 3, Pagani 3, Negri 8, Benevelli ne, Montano 3, Lynch 17, Raivio 20, Bianchi 2, Sabatini 17.

Tezenis Verona: Tomassini 22, Loschi 5, Candussi 11, Jones 15, Prandin 2, Rosselli 9, Morgillo, Udom 3, Hasbrouck 14.

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