Si è concluso il giro della Gara 3 del primo turno: ad Est i 3-0 di Boston, Miami, Toronto sono quasi verdetti…ma anche il 2-1 dei Bucks.

I Lakers estraggono da sé stessi la miglior gara dalla ripartenza: finalmente obbligando Anthony Davis a giocare da centro. I 31 mins totali di Howard+Javalone sono tra i minimi stagionali della coppia di centri, e i 2 tiri da 3 presi dal Monociglio testimoniano che forse coach Vogel si è accorto di aver detto una boiata sancendo la necessità di almeno 5 triple a gara da parte di AD. Dopo Gara2 da minimo in carriera nei PO, LeBron ha messo insieme 38-12-8; sono (vagamente) perdonabili le 8 perse: i volumi di gioco che passano per le mani di gente come lui, Doncic, Lillard rendono un po’ differenti i paletti per giudicare quante perse son troppe e quante accettabili. La minor presenza in campo di Howard e McGee è stata permessa anche dal rendimento di un gruppo di esterni ed ali che, senza picchi, è riuscito a giocare una partita efficace: è il minimo che ai Lakers serve per essere competitivi, ma non sempre i gialloviola hanno KCP-Green-Kuzma-Caruso contemporaneamente sopra la sufficienza. Il motivo è che, appunto, si tratta di KCP-Green-Kuzma-Caruso. Ci sono stati minuti per JR Smith, che ha trovato la via per un’altra pericolosa sciocchezza nel finale, quando, sopra di 6, ha mandato Lillard in lunetta per 3 liberi. Dame ne avrebbe sbagliati 2. Dei Blazers si deve ammirare la lotta e il continuo tentativo di trovare efficacia. Stanotte coach Stotts ha messo in quintetto il doppio centro Nurkic+Whiteside, e per i primi due quarti gli è andata bene. Ma POR è davvero ridotta all’osso: solo Gary Trent si è alzato per minuti consistenti dal pino. Lillard, McCollum e soprattutto Nurkic paiono sfiancati, il più fresco sembra Carmelo, anche stanotte ha giocato con efficacia e voglia di sbattersi, stimolato dalla sfida con l’amicissimo LeBron: per Melo 20-6-2 con 1 stoppata (!) e 4 rec (!!!!), oltre a un decente 9/20 dal campo. 2-1 Lakers e forse è finita qui.

Houston è inguardabile: anche ora che, senza Westbrook, ha drasticamente ridotto i palloni buttati nella tazza, il modo di giocare dei Razzi resta una sofferenza estetica ed etica. Stanotte sono stati sconfitti da OKC, che ha ritrovato la compattezza del suo trio di guardie: CP3-SGA-Schroeder insieme fanno 78-18-16 e reggono la sfida fino oltre i tempi regolamentari. Nell’OT Harden subito out per falli: HOU tira solo 9 volte e ne infila solo uno. I finali, sia dei tempi classici che del supplementare, sono stati una Odissea di proteste e replay, per colpa dell’assillante atteggiamento, davvero poco sportivo, dei Rockets, che dovrebbero essere sanzionati e bloccati in questi comportamenti. OKC ottiene il 2-1.

“Irked”: lo trovate come “infastidito” nella comune traduzione, ma la parola usata da coach McMIllan dei Pacers è qualcosa di più; per esempio è il termine che definisce il porcospino incazzato che drizza gli aculei. McMillan si riferiva ai 52 liberi concessi ai Miami Heat, per battere i suoi ragazzi. 52 lunette (43 dentro) su 124 segnati dagli Heat sono una condanna a priori per qualunque avversario: contando che Butler ne ha avuti 20 (27 per lui, con 17 dai liberi), ecco che gli aculei del coach di IND paiono più che giustificati. Serie che prende, come tutte quelle dell’Est, una via ben precisa (MIA 3-0), ma questa è una sconfitta difficile da digerire.

Già finito pare il sogno di Orlando: Magic, massacrati dai Bucks, anche a -32 prima di sfruttare, per rimontare un po’, l’uso da parte di coach Budenholzer della panchina più profonda. Dopo 16 mins di gioco il miglior marcatore di ORL era DJ Augustine: quando accade, potete contare ad occhi chiusi su un KO dei Magic. Divertente scenetta di Brook Lopez: dopo un fallo in attacco è sostituito dal gemello, e invece di andare in panchina prende il tunnel, prende una sedia, gira l’angolo, si vede l’ombra di Lopez che scaglia via la sedia e poi lui che riappare, diretto “tranquillo” in panchina. 2-1 MIL e poche speranze per i Magic.