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EUROLEGA – Decalogo a 6 giornate dai Playoffs

EUROLEGA – Decalogo a 6 giornate dai Playoffs
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Inserisco un file di excel per la classifica della playoffs picture perchè la Eurolega pubblica una tabella che ritengo incompleta.

1 – La classifica con le % W-L (che Eurolega si ostina a non implementare, sarebbe ben semplice) evidenzia un certo distacco tra chi è dentro e chi è fuori. Credo che quelli attualmente nella PO picture lo saranno anche alla fine. Tenendo conto che lo Zalgiris vince quasi solo in casa e che le due spagnole di rincorsa non hanno mai trovato continuità vera.

2 – Milano a Kaunas: ca-po-la-vo-ro. Testimonia quanto possa essere difficile una W anche conducendo praticamente dall’inizio alla fine. Le condizioni in cui è stata ottenuta la rendono splendida. Senza il miglior giocatore (sì, Delaney), con il peggior Micov e il peggior Rodriguez della stagione in EL, e il solito, disperante Tarczewsky. Solo 4 terminali offensivi, e un giocatore, Roll da pg, palesemente fuori ruolo ma commovente per come ha saputo interpretare il gioco.

3 – La prova di Roll è una pessima notizia per Moraschini, n.e. nonostante l’emergenza. Ammesso che il ragazzo di Cento non avesse problemi fisici.

4 – Per la zona PO sono rimasti solo due recuperi in tutto: grazie EL per aver tenuto duro all’inizio e aver portato avanti una stagione da grande organizzazione.

4 – Pessimo KO del Valencia in terra Maccabea. Ora sono dietro al Baskonia anche per differenza canestri. Cultura del Esfuerzo è un bellissimo slogan, ma sul campo gli arancioni hanno spesso disperso un Kalinic immenso e talento globale superiore a un bilancio di semplice pareggio.

5 – A rompere un po’ le scatole all’Olimpia c’è la vera sorpresa della stagione: il Bayern di Trinchieri e Vertemati (mai dimenticare il coach valtellinese!!!). Per Milano una qualificazione nelle prime 4 sarebbe importante, non fondamentale. La squadra ha dimostrato di essere abbastanza impermeabile (in epoca Covid) al fattore campo.

6 – E’ tornato in Europa anche Mario Hezonja. Questi Europei non adattissimi alla NBA sono un patrimonio da tenere d’occhio. Il prossimo sarà Nick Melli, poi ci sarà, tra il prossimo anno e il successivo, una vera mareggiata di ritorni di Francesi (generalmente molto giovani e pg) davvero interessanti. Waiting for Gallo.

7 – Delaney: operato il primo marzo, tornerà il primo aprile, sarà a posto il primo maggio. Bello riposato per i PO della manifestazione. Al netto di facce annoiate, piccoli scazzi di mezzo secondo con Messina per come a volte non difende, proteste spesso sbagliate vs i pur pessimi refs, MD è il vero pilastro dell’Olimpia. La gestione del tempo dei possessi dell’ex Atlanta Hawks è semplicemente sublime. Dopo anni di EL si impara a vedere: lui ha lo stesso ritmo di Spanoulis, Papaloukas, Diamantidis, Sloukas.

8 – Considerate la sfortuna del CSKA e la volubilità del Real, capace di tutto e del contrario, in proiezione Final4 stanno crescendo le possibilità di Fener ed Efes, oltre a Barca, Olimpia e il solito infiltrato bavarese. Cinque per quattro posti.

9 – Maccabi ormai fuori. Mancano 6 gare, ma Ante Zizic, tanto celebrato da quasi tutti all’inizio, è in pole per il premio di Pacco of the Year.

10 – Jalen Reynolds da Reggio Emilia, invece, è a mio avviso la rivelazione assoluta. Architrave della costruzione di Trinchieri. Quanti centri, tra i migliori della EL, hanno iniziato in Italia ma trovato fortuna altrove? Tanti.

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