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Alberto Bucci ed il progetto Virtus tra lotta playoff e futuro

Alberto Bucci ed il progetto Virtus tra lotta playoff e futuro
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A pochi minuti dalla palla a due di Virtus Bologna – Scandone Avellino abbiamo avuto l’onore ed il piacere di intervistare, in esclusiva per Baskettiamo.com, uno dei grandi protagonisti del Basket Italiano degli ultimi decenni: Alberto Bucci.Partendo da considerazioni generali sul movimento cestistico nazionale, passando agli umori di casa Virtus ad 80 minuti (di fuoco) dal termine della regular season ed arrivando al futuro prossimo della Segafredo, pensieri in libertà di un Presidente ambizioso ma allo stesso tempo con i piedi ben saldi a terra.

Buonasera Presidente, abbiamo da poco festeggiato il ventennale della prima Eurolega Virtus, forse il punto più alto del Basket Italiano degli ultimi 25/30 anni ma, aihnoi, seguito da un periodo nerissimo. Per la prima volta da allora troviamo quest’anno una  finale europea tutta italiana in Europe Cup: può essere il segnale di una tanto attesa crescita del movimento?

Beh, parliamo di una competizione a cui partecipa chi è stato eliminato dalla Champions, quindi  sicuramente un obiettivo importante e da vincere, ma di certo non parliamo dell’elite del basket Europeo. Arrivare la in alto, in Eurolega, è molto difficile basti pensare che li ci sono ad oggi 5/6 squadre con budget che sfiorano i 40 milioni di euro. In Italia siamo molto lontani da questo e diventa molto difficile competere con certe realtà, almeno sino a quando non ci sarà un miglioramento generale, non solo economico, di tutto il movimento. Oggi i buoni giocatori, come Datome o Melli, vanno a giocare dove possono essere garantiti stipendi inimmaginabili per le società italiane. I soldi contano ancora tanto e noi dobbiamo lavorare per far crescere buoni giocatori che, forse, serviranno più alla nazionale che non ai club.

La Virtus ha sposato fortemente la “linea azzurra” quest’anno, selezionando campioni affermati, già protagonisti in nazionale, ma dando anche fiducia a giovani prospetti come Pajola. 

Noi pensiamo a quello, pensiamo a Pajola ma anche a dare un seguito a questo progetto. Tutti i giovani protagonisti dell’anno scorso giocano in Legadue come Penna, Oxilia e questo vuol dire che abbiamo fatto un passo importante e siamo nella giusta direzione.

Una società dichiaratamente ambiziosa come la Virtus, che ruolo vuole giocare all’interno della massima serie e come può aiutare nella sua crescita l’intero movimento?

Innanzi tutto vogliamo crescere noi e conseguentemente che la nostra crescita faccia parte di uno sviluppo di tutto il movimento. Purtroppo una società da sola non può fare molto, ma può dare un esempio importante che possa essere seguito. In tanti si può pensare di portare ad una crescita di tutta la lega.

Ad oggi mancano 80 minuti al termine della stagione regolare, come valuta la prestazione della Virtus sin qui? Se, malauguratamente, non dovessero arrivare i playoff, sarà un parziale fallimento come detto da Baraldi qualche settimana fa?

Abbiamo avuto tantissimi infortunati quest’anno, raggiungendo il record di giocare con la squadra al completo forse solo 9 partite e questo è un fatto importante; poi entrare o meno nei playoff è dato da tante variabili. Alcune squadre sono ricorse in maniera importante al mercato e nonostante ciò rimarranno escluse dalla post season. Noi abbiamo lavorato con fiducia sul nostro gruppo, abbiamo creduto nel nostro progetto e nelle nostre idee ed ora siamo qui a giocarci due partite importanti. Io ho fiducia e mi auguro che da giovedì prossimo noi saremo a giocare i playoff.

Detto dei tanti infortuni, può esserci un rimpianto da parte della società nell’aver tardato il completamento del roster? Queste situazioni possono aver creato alibi per rendimenti talvolta sottotono?

Sai, si possono fare tanti discorsi ma credo che la cosa importante sia non pensare mai alle scuse ma ragionare solo su quello che puoi fare per migliorare ed alla fine si faranno tutte le analisi.

Nell’ottica del suddetto miglioramento si è inserito Wilson per questo rush finale; che tipo di giocatore é, perché proprio questa scelta?

Un giocatore che ha un gran tiro, veloce, dinamico, buon rimbalzista e gran passatore. Potrà, oltre ad allungare le rotazioni risicate, dare qualche punto e maggior stazza a rimbalzo.

Rumors parlano di una possibile permanenza del giocatore anche l’anno prossimo, è vero?

Vedremo, il suo obiettivo è quello di tornare ancora in NBA ma noi proveremo a fare bene assieme a lui ora, a farlo trovare bene e magari a farlo rimanere con noi.

Tornando al roster vorrei chiederle un parere su quello che è stato definito da parte della stampa e del pubblico come croce e delizia di questa annata bianconera: Alessandro Gentile.

Alessandro è un giocatore che, quando disponibile al 100%, ha dato alla squadra un grande contributo, noi siamo contenti ed è un bravissimo ragazzo.

Possibilità di rivederlo in maglia Virtus la prossima stagione?

Su quello intervengono tanti fattori, gli agenti, i contratti, chi gli corre dietro…alla fin fine è un giocatore che ci ha dato tanto ed abbiamo un bel occhio nei suoi confronti.

Si è parlato tanto anche di un ritorno in auge della Unipol Arena, almeno per una parte della prossima stagione:  quanto c’è di reale?

Adesso siamo al PalaDozza e siamo concentrati qui, poi il prossimo anno non so cosa succederà. Per il momento il nostro campo è questo e vogliamo stare qui.

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