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NBA RECAP 06/04 – Eastern Conference On Fire, nella Western nessuno vuole essere sesto

NBA RECAP 06/04 – Eastern Conference On Fire, nella Western nessuno vuole essere sesto
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13 partite nella notte NBA, quelle importanti tutte incentrate sulla lotta per i PO ad Est; e poi c’era il derby di Los Angeles.

Mancano 3 secondi, gli Hornets sono sotto di 1 a Toronto e hanno la palla per una rimessa offensiva; perdere significherebbe dire addio alle ultime (e poche son rimaste) chances di fare la post-season. Rimessa e casino, la palla scivola, Lamb la raccoglie un metro dentro la propria metà campo e deve sparare per forza, un triplone di parabola arrotatissima che resta in aria un’eternità: Hornets win the game! Sono sempre decimi e possono al massimo arrivare a 40 W, però almeno non hanno abdicato, non stanotte. Delle altre 4 in lotta per fare i PO riposavano i Nets, DET e MIA han perso, ORL ha vinto. I Pistons hanno lottato per tre quarti a OKC: la cosa più significativa della gara è stato il fallo terminale di Westbrook su Pachulia costato solo un Flagrant1 a RW. Poca severità dei refs: al di là della violenza o gratuità del fallo, era evidente che si trattava di una vendetta postuma per tanti screzi tra i due e le scorrettezze “modello fallo su Kawhi 2016” di Zazzone quando giocava a GS e le due formazioni si incontravano spesso. Solo Blake (45 con 9/14 da 3 e 14 lunette su 16) e il mio amato Ish (12-3-4 in 21 mins) davvero efficienti per DET, mentre con il tabellino di stanotte (19-8-15) Westbrook si è in pratica assicurato per la terza stagione in fila di chiudere in tripla-doppia di media: lo dico a beneficio di chi apprezza queste cose; grande gara anche di DennisDeutscheland (14-7-10, 1 rec e 1 sola persa in 31 mins). Ora DET è ottava, con vantaggio di mezza gara su MIA. La sconfitta degli Heat a Minnie è più grave di quella dei Pistons: li condanna a un max di 41 W, mentre Orlando ora sesta è già a 40 e può fare 42: stanotte per i Magic solo tappeti rossi vs gli Hawks che hanno concesso a Gordon (10-11-7), T-Ross (25 con 6/10 da 3) e compagni il 61% dal campo e il 48% nelle triple. Lottavano anche Pacers e Celtics, in una sorta di spareggio per il fattore campo regalato a chi arriva quarto, almeno per il primo turno. Hanno vinto i biancoverdi, privi di Brown mentre i Pacers erano senza Darren Collison. Indy è forse la squadra con più fosforo di tutta la NBA, basta guardare, ranghi completi, a chi possono schierare in pg: Collison, Joseph, il Prof. Evans, il giovane Holiday; aggiungete il cervello fino di Sabonis e l’esperienza di Young e Matthews. Non è servito stanotte contro una versione non fighetta dei Celtics, che oltre a Brown han perso per strada anche Rozier (aveva provato a giocare, ma ha vinto l’influenza). 11 pti di Kyrie nel primo quarto (ma almeno 15 subiti perchè non difende nulla, ma proprio NULLA, nè sull’uomo diretto nè sui recuperi, nè sulle chiusure e raddoppi), 11 di Tatum nel secondo quarto (22-7-2 con 3 rec e 1 stopata: lui invece difende molto meglio di quel che si dica) e apporto costante di Hayward (21 vecchia maniera e perfetti: 9/9 senza triple), Horford (11+7) e Baynes (11+11); Indiana è crollata nel secondo quarto, passando da 0 a 5 palle perse nei primi 6 minuti del periodo, -10 at the half e mai più tornata in partita: il loro miglior realizzatore dopo l’infortunio di Oladipo è Bogdanovic il Croato, che è stato tenuto a 1/8 dal campo indovinate da chi, principalmente? Jayson Tatum. Passando sull’Ovest troviamo velocemente le W di Houston vs NY (Harden 26-8-8), Memphis su Dallas (il Grizzly Delon Wright in tripla doppia a 26-14-10 con 2 rec e nessuna persa), Utah su SAC (Gobert 17+11 con 3 rec e 4 stoppate) e Phoenix sui resti dei Pelicans (Dragan Bender 11-10-6, finalmente!!). Più serie le contese di Warriors, che dovevano vincere il più possibile per mantenere il primato del West ed hanno battuto con patemi i Cavs: lo dicono i minutaggi tra 36 e 37 mins di Curry-Klay-KD-Green, obbligati a un lavoro super non solo dalla resistenza di Cleveland, ma anche dai riposi/malanni di Cousins-Iggy-Livingston; alla fine +6 GS e 40-6-7 di Steph, cui bruciano 4 perse. Per lo stesso motivo di prima (primato ad Ovest) era importante anche il confronto tra Portland e i secondi di Conference, i Nuggets. Dopo 10 mins  Blazers erano +11, ma non hanno avuto la continuità necessaria, e i Nuggets sono usciti nel quarto periodo da una situazione difficile, trovando un punteggio finale anche troppo generoso nei loro confronti. Il trio di pepite Murray-Millsap-Jokic ha avuto 70-24-17, con la pg capace di 0 perse e il centro serbo a un assist dalla tripla-doppia (22-13-9). Era anche la gara “anniversario” del terribile infortunio, sul campo di Portland tra le due stesse franchigie, di Nurkic: i Blazers sono stati in un certo senso traditi da Lillard, che è incappato in una notte da 3/14 al tiro, troppo poco per resistere all’assenza ulteriore di McConnell. Infine parliamo dei due giocatori NBA italiani: Belinelli non ha partecipato alla W di SA a Washington a causa di un dolore all’anca, mentre il Gallo è stato il MVP perdente nella sconfitta dei Clippers nel derby di L.A.: dopo aver matematicamente agganciato i PO i Velieri si son rilassati perdendone due in fila, ed ora sono nel posto che nessuno vuole nella Western Conference, il sesto che porta ad un primo turno vs i Rockets, ovvero una roba infinita di fischi assurdi a favore di Harden. Nessuno vuole passarci in mezzo, nè sopra nè sotto.

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