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Energia e senso di appartenenza: così nasce la nuova Vanoli Cremona

Energia e senso di appartenenza: così nasce la nuova Vanoli Cremona
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A una settimana dalla fine di luglio, la Vanoli Basket Cremona chiude le operazioni di mercato, consegnando a coach Sacchetti un roster innovato, ma con una buona base rimasta dalla scorsa, entusiasmante annata sportiva. 

Roster profondo – I detentori della Coppa Italia passano al 6+6 nella composizione della squadra. Questa è una importante novità per la società presieduta da Aldo Vanoli. La rinuncia del sodalizio biancoblu alla partecipazione a competizioni europee, non ha lasciato troppi mali di pancia nell’ambiente. D’altra parte, a Cremona e non solo, è sempre più apprezzata la mentalità del non fare il passo più lungo della gamba, per cui la consapevolezza che una Champions League avrebbe comportato un importante incremento di budget, senza certezze di “forze fresche” a supporto economico, ha fatto accettare ai più la rinuncia alla vetrina europea. Certo, è auspicabile che il processo di crescita della società permetta in tempi ragionevoli di potersi confrontare oltre i confini nazionali, ma è scelta di buonsenso non sacrificare la continuità nella massima serie italiana sull’altare dell’ambizione europea. Dunque, Meo Sacchetti ha condotto i suoi a gara5 di semifinale play-off, impiegando tutti gli effettivi a disposizione, che sono arrivati stremati all’epilogo della stagione. Da lì è partito un messaggio chiaro, recepito dalla società: per arrivare lontano serve un roster profondo, una panchina non solo lunga numericamente, ma quanto più tecnicamente intercambiabile con lo starting. Il passaggio al più oneroso 6+6 è stata la risposta dei vertici societari.

Le conferme – Persi l’MVP Crawford e il centro Mathiang (attratti dalle sirene turche), rinunciato a confermare l’ala Aldridge (disciplinato, ma parso un po’ acerbo nei momenti clou della stagione), preso atto della volontà di Ricci di approdare all’ambiziosa Virtus Bologna (regina del mercato), la Vanoli riparte da Diener in regia (tassello fondamentale nella costruzione della squadra), supportato da Ruzzier e, all’occorrenza, da Sanguinetti. La vera sorpresa della scorsa stagione è stata Saunders, giocatore duttile se ve n’è uno e inamovibile dallo starting five. Completano lo zoccolo duro della Vanoli 2019-20 il serbo Stojanovic e il lungo Gazzotti (beniamino della tifoseria cremonese).

Travis Diener – Vanoli Cremona

Gli italiani – Il non facile compito di rimpiazzare Ricci toccherà a Nicola Akele, che tanto bene ha fatto a Roseto, in A2. Giocatore dai mezzi fisici esplosivi, nasce come guardia, ma con i suoi 203 cm può giocarsela in atletismo contro “4” ben più pesanti. La società punta forte su di lui, che non per niente ha firmato un triennale. Sacchetti è pronto a scommettere anche su Niccolò De Vico, in uscita da Reggio; una guardia/ala predisposta alla “garra”, che forse ha raccolto meno del previsto in Emilia e per questo ha accettato con entusiasmo la proposta pluriennale fattagli dalla società lombarda.

Gli stranieri – Il primo firmato è stato il finlandese Topias Palmi, guardia MVP del campionato finnico e membro della sua Nazionale. Gianmaria Vacirca, consulente della società per il mercato, lo ha descritto come giocatore di grande personalità, combattente e con la mentalità da scorer: insomma, uno dei cardini della nuova formazione biancoblu. Nella batteria degli esterni è stato aggiunto l’USA Jordan Mathews, guardia esplosiva, reduce dal campionato danese, dove ha fatto registrare una media di quasi 20 punti a partita. Il settore lunghi è quello dove la Vanoli ha cercato fisicità e duttilità, a spese – pensiamo – dei centimetri. Così si inquadrano le addizioni del trentenne Darrel Williams (proveniente dal campionato francese) e di Matt Tiby, ventisettenne ala grande, reduce dal campionato turco. I due lunghi non vantano forse un pedigree prestigioso, ma portano in dote muscoli, chili nel pitturato e anni di esperienza in vari campionati del Vecchio Continente. Dunque, vanno a colmare idealmente quel gap di esperienza che lo scorso campionato è stato ben mascherato dalla straordinaria chimica di squadra.

La preparazione – Dato l’impegno di Meo Sacchetti con la Nazionale (già in ritiro a Pinzolo), la preparazione graverà sulle robuste spalle degli assistant-coach Flavio Fioretti e Simone Bianchi, con il confermatissimo preparatore Jacopo Torresi. Come da tradizione, il ritiro montano si svolgerà a Carisolo, a pochi passi da Pinzolo. Coincidenze? Io non credo. La circostanza, però, non permetterà al Meo nazionale di gettare un occhio interessato al suo nuovo giocattolo, come avvenuto lo scorso anno: Italbasket, infatti, resterà in patria sino a prima di Ferragosto. Concluso il Torneo di Verona, gli azzurri voleranno ad Atene, per il Torneo dell’Acropoli. Intanto, a Cremona è in pieno svolgimento la Fase 2 della campagna abbonamenti denominata “Incredibilmente Un(d)ici“, ricordando che la Fase 1 (lanciata a play-off pienamente in corso) ha già fatto staccare 1.100 tessere. L’ambiente è come sempre carico: a Cremona c’è fame di basket, con la Vanoli a far da traino al movimento cestistico dell’intera provincia (360.000 abitanti, 4 squadre in Serie B maschile, 2 in C Gold e una in Sere A2 femminile). Il primo trofeo in gioco è la Supercoppa LBA 2019, in programma a Bari il 21 e 22 settembre. La Vanoli dovrà affrontare in gara secca la rinnovata Sassari di Pozzecco. La vincente affronterà in finale chi la spunterà tra Venezia e Brindisi.

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