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Bergamo- Rieti, la disamina dei tecnici Marco Calvani e Alessandro Rossi

Bergamo- Rieti, la disamina dei tecnici Marco Calvani e Alessandro Rossi
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Delusione da una parte, forte soddisfazione dall’altra. Sia Marco Calvani, tecnico di Bergamo sconfitta, sia Alessandro Rossi, coach di Rieti vittoriosa, ispirano la loro disamina postpartita a un’estrema onestà d’analisi come da loro costume.  “Rieti ha meritato la vittoria perchè ha giocato a pallacanestro – esordisce il tecnico giallonero – noi non abbiamo saputo essere in partita tranne che in situazioni momentanee, nei primi due quarti abbiamo subito ma fatto qualcosa portandoci sul 40-40 poi nella seconda parte di gara Rieti ha meritato di vincere”. Calvani quantifica l’andamento della partita anche in termini percentuali provando a indossare i panni dell’osservatore esterno: “Rieti si è confermata la squadra che è – prosegue- altrimenti non avrebbe vinto le partite che ha vinto, se io dovessi essere un osservatore esterno direi che, in percentuale, Rieti ha giocato il 70 per cento della gara e Bergamo l’altro trenta, evidentemente non sono riuscito a trasmettere quello che era essenziale per interpretare al meglio questa partita,  se con la palla in mano siamo sotto di uno e poi perdiamo la diciassettesima palla qualcosa non va per il verso giusto”. Su sponda opposta, Rossi è chiaramente il ritratto della felicità dopo questa seconda affermazione consecutiva dei suoi successiva a quella del derby con Latina. “Oggi in campo abbiamo visto una vera e propria battaglia- sostiene- e, tolti i primi minuti della partita dove la squadra ha avuto un approccio distratto , successivamente siamo riusciti a calarci nella realtà giocando nel modo giusto con energia e buttandoci su ogni palla”.  Per  Rossi, il punto di svolta della gara è stato “l’inizio del terzo quarto dove abbiamo difeso forte nei primi cinque minuti impedendo che l’attacco di Bergamo potesse trovare il ferro”. Il tecnico dei reatini conclude con un ringraziamento collettivo ai suoi ragazzi “perchè dopo le prime due trasferte -dice- non era facile venire a giocare con questa grinta”.

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