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Il Partizan è cinico e concreto. Virtus con un piede e mezzo fuori dall’Europa.

Il Partizan è cinico e concreto. Virtus con un piede e mezzo fuori dall’Europa.
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Serviva la partita perfetta per le Vu nere ed invece è arrivata un’altra lezione con tanto di “suicidio” finale.Il Partizan ha dimostrato di essere più cinico, più concreto ed “europeo”; in poche parole più forte. La difesa degli uomini di Trinchieri (a volte oltre il limite del fallo) logora la Virtus che negli ultimi 15′ è l’ombra di se stessa. Servirà l’impresa ad Istanbul per continuare una corsa che, ora, è molto vicina al capolinea.

La Gara

Il PalaDozza è una bolgia infernale, la posta in palio altissima ed i primi 3′ trascorrono all’insegna della tensione anche sul parquet. Difese spigolose (6 falli) ed attacchi freddi, con errori e perse da entrambe le parti e con parziale calcistico di 0-0. La chiave diventa ben presto il controllo dell’area, sia offensivamente che difensivamente: il Partizan sfrutta il gigante Jankovic come perno del gioco ma sbatte contro una grande difesa Bolognese che spreca, però, qualche fallo di troppo. La Virtus riesce a piazzare un mini break (18-13) ma il punteggio basso gioca tutto a favore dei Serbi, che hanno il vantaggio della differenza canestri. Sul campo è una continua partita a scacchi tra i due allenatori, con girandole di cambi che fruttano prima un +10 Virtus, sulle ali di un indemoniato Markovic, poi il rientro ospite a suon di triple. Jankovic, McAdoo e Bricevic blindano l’area serba ma, con Delia e Marble orchestrati dalla regia di Teodosic, la Virtus trova il modo di portarsi anche a +14 (42-28) prima di subire il prepotente ritorno di Walden (15). In avvio di ripresa la Virtus trova presto 3 falli per Gamble e Weems, entrambi ancora fuori ritmo e subisce la maggior energia ospite, soprattutto quella di Thomas (10) e Jaramaz. Il press costante dei ragazzi di Trinchieri logora la Segafredo che non regge difensivamente  e va fuori giri in attacco, trovandosi improvvisamente solo a +2. A corto di idee e subissati di falli (spesso davvero difficili da capire), gli uomini di Djordjevic si aggrappano alle giocate di Teodosic e Markovic per prendere, almeno i vitali due punti in palio. L’attacco delle Vu nere macina però davvero pochi punti e viene subito punito da Walden (25) per il -1 ad 1’50” dal termine. Bologna serve allora Gamble nel colorato e lui risponde con buone medie anche ai liberi ma qui arriva il suicidio sportivo. Walden va via facile sul primo passo, fallo ingenuo e  giocata da 3 punti per il nuovo -1.  La Virtus dovrebbe semplicemente  gestire il possesso, magari servendo Teodosic o Markovic ed invece arriva una persa con cantropiede che frutta un sanguinoso +1 Partizan a 18″ dal termine. La tripla di Teodosic questa volta si spegne sul secondo ferro: per i serbi è festa grande, per la Virtus probabilmente la fine del sogno europeo.

Magic Moment

La difesa coriacea e le rotazioni lunghissime dei serbi sono la chiave del match, ma anche l’incapacità Virtus di trovare alternative a Markovic e Teodosic. Ovvio poi che il momento chiave sia lo sciagurato finale.

MVP0

Walden. 29 punti (60% da 2, 75% da 3) e sempre la scelta giusta. Anche se la “non difesa” bianconera aiuta parecchio.

Numbers

6/10 da 2, 3/4 da 3, 8/10 dai liberi e 7 falli subiti per Walden. 19 palle perse per la Virtus. Inutili i 24 punti e 10 assist di Teodosic.

 

Virtus Segafredo Bologna       82

Partizan Belgrado                    84

Parziali (18-13, 29-22, 21-28, 14-21)

Virtus: Marble 3, Pajola 0, Baldi Rossi 3, Markovic 17, Ricci 9, Delia 2, Cournooh 3, Hunter 5, Weems 5, Nikolic N.E., Teodosic 24, Gamble 11.

Partizan: Walden 29, Zagorac 4, Paige 6, Gordic 1, McAdoo 0, Jaramaz 6, Velickovic 5, Bircevic 6, Jankovic 4, Thomas 10, Trifunovic 8, Mosley Jr. 5.

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