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NBA – La lunga sfiga del Gallo arriva anche ad Atlanta.

NBA – La lunga sfiga del Gallo arriva anche ad Atlanta.
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Non sono certo uno hater in servizio permanente, o uno di quelli che tacciano gli sportivi professionisti di essere mercenari (ma non se firmano con la squadra per cui fanno il tifo)…

Tuttavia, all’ultimo snodo contrattuale, avevo sperato che Gallinari accettasse magari meno soldi pur di andare a giocare in una contender. L’inizio di stagione sta dicendo che gli Hawks sono molto più avanti del pronosticato nel processo di ricostruzione e che, se non una contender, sono una formazione da sicuri PO, con margini di miglioramento inesplorati. Purtroppo, è il Gallo che non è andato in direzione opposta a gran parte del suo cammino NBA. Ad oggi Gallinari è andato in campo solo in 613 delle potenziali 984 gare della carriera: ha perso per infortunio quasi il 40% dei match. Poca fortuna ed azioni sconsiderate ne hanno minato il cammino, sfortuna evidente anche nell’ultimo caso, di 4 giorni fa: caduta sul piede di Kyrie e distorsione. Finora ha giocato 14 mins in questi Hawks (con pochissime foto, conservate cara la foto di testa..), che sono formazione assai interessante e che potrebbe avere grosso boost dall’impiego di Gallinari, sapendo che per ora il suo posto è stato preso da Solomon Hill, positivo gregarione, ma nulla di paragonabile alla progenie di Vittorio.

Atlanta è per molti aspetti la capitale della borghesia nera USA, è città poco praticata da cinema e letteratura mainstream, almeno dagli anni ’60 del ‘900 in poi, ma è punto di grande concentrazione economica (CocaCola, Delta, HomeDepot vi hanno il loro QG) e culturale (Morehouse College, Spellman College). Non avrebbe quindi bisogno di molta spinta per far sentire il peso di un mercato simile sul lato sportivo, con beneficio delle sue squadre. Gli Hawks sono arrivati un paio di volte a un cm dal diventare davvero qualcosa nella NBA, fallendo l’ultimo passo. La versione che sta nascendo potrebbe essere quella capace della svolta. Il coach, Lloyd Pierce, è ancora poco illuminato dal glamour ESPN, ma al momento è uno dei primi 10 della NBA, anche per capacità di scegliere giocatori e di farli progredire. Il suo nucleo è giovanissimo, età massima dei 5 pezzi centrali: 23 anni. Trae Young, dopo alcune difficoltà iniziali, è ora uno dei top 20 della NBA: più piccolo di Steph, al momento meno completo, ma ha le stesse visioni, una meccanica più veloce e maggiore raggio di tiro in gara; John Collins durante il lockdown ha lavorato sul tiro da 3, ed ora è una pf che prende rimbalzi come un centro e spara come una guardia; Cam Reddish era schiacciato dalla rilevanza nazionale di Zion e RJ a Duke, è stato scelto solo al N.10, ma è un giocatore di primo livello, tatticamente più malleabile e maturo dei suoi ex compagni; Kevin Huerter sta dimostrando di non essere solo un bianchetto con tiro, ma un giocatore completo; DeAndre Hunter, che a Virginia faceva tutto e arrivò lo scorso anno nella NBA venendo considerato anche una pg, ha ricevuto indirizzo tattico e margini di sviluppo da coach Pierce, che lo usa solo da sg o sf. Aggiungendo pezzi dal mercato come Capela, Bogdanovic, Gallinari e Rondo, gli Hawks attuali sono molto più di una formazione che spera di incrementare il numero di W della stagione precedente. Buon per il Gallo, che potrà togliersi non poche soddisfazioni in Georgia, rendendo la scelta compiuta validissima non solo per l’ammontare del contratto. Se la sfiga lo lascia in pace.

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