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Gli Usa «scoprono» il talento di Mattia Acunzo

Gli Usa «scoprono» il talento di Mattia Acunzo
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Il sogno americano accompagna tanti ragazzi sin da quando, indossati canotta e pantaloncino, iniziano a far rimbalzare una palla a spicchi sul parquet e poi provano a gonfiare la retina del canestro. Mattia Acunzo è lì dall’altra parte dell’Oceano e sta vivendo questa fantastica esperienza. Dopo i primi passi americani con la Kennedy Catholic High School c’è stata la chiamata dei Toledo Rockets per frequentare il College e giocare nella NCAA.

Con la Kennedy Catholic High School Mattia ha vinto 2 titoli consecutivi e nella finale del 2018/19 contro Pennridge Mattia contribuito con 18 punti, 8 rimbalzi, 2 assist ed 1 recupero. Ma questa è ormai storia per l’ala nata a Caserta il 22 giugno 2000 e figlio d’arte ovvero di Claudio, pivot cresciuto cestisticamente nella Juvecaserta.

L’inizio dell’avventura universitaria non è stato dei più semplici per il buon Mattia a causa di un infortunio al piede che l’ha tenuto a lungo fuori gioco. A rendere tutto più complicato anche la pandemia, con difficoltà che avrebbero fatto mollare molti ragazzi, inducendoli ad un comodo come back. Ma il ventenne casertano ha subito mostrato la tigna paterna e ha tirato dritto per la sua strada, rimboccandosi le maniche per dimostrare le sue qualità. Partita dopo partita la giovane ala italiana sta così conquistando spazio e fiducia anche negli Usa.

Ritornato sul parquet a metà dicembre ha scritto 8, poi 0, quindi un doppio 9 nello score, ma soprattutto contribuendo, dopo la sconfitta contro Michigan, ad una striscia di 3 vittorie consecutive. Contro Northern Illinois Huskies Mattia, in 17’ sui legni, è finalmente andato in doppia cifra, mandando a bersaglio 15 punti con il 100% al tiro (3/3 da due – 2/2 da 3) ed il 75% dalla lunetta, e condendo la prestazione con 6 rimbalzi.

La stagione di Mattia racconta di 10 gare disputate, con 14,5’ di utilizzo, il 62,2% al tiro (59,3% da due e 70% da tre), il 60% ai liberi, 2,9 rimbalzi e 5,9 punti. Numeri e prestazioni già interessanti ma c’è da scommettere su questo ragazzo che, già a un paio d’anni, faceva impazzire mamma Assunta, costretta ad inseguirlo mentre correva a fare canestro in ogni cestino del Palamaggiò.

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