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Pesaro, che spettacolo!

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Tu chiamale se vuoi emozioni, quelle che solo un playoff o una final eight possono regalare. E pensate che meraviglioso spot per la pallacanestro se il Forum fosse stato gremito di pubblico come ai bei tempi, quelli pre-Covid che speriamo di tornare a vivere presto.

Emozioni infinite, dunque, tra Pesaro e Sassari con i marchigiani che tornano in semifinale, dalla quale mancavano dal lontano 2012, mentre Sassari abbandona ancora una volta anzitempo la manifestazione e può recriminare per aver sprecato ben 13 punti di margine.

Dopo aver visto le fiamme dell’inferno, la truppa di Repesa ha avuto la pazienza di risollevarsi, ricucendo lo strappo con le seconde linee e una difesa a zona capace di mandare in confusione l’attacco degli isolani. E’ stata una gara intensissima, priva di pause e conclusa con percentuali elevate da entrambe le squadre.

Avvio di partita bruciante per gli uomini di Repesa (4-16 al 3’), tra i quali si faceva notare un clamoroso Drell (13 nel solo primo quarto, saranno 23 alla fine), poi il Banco cominciava a giocare mettendo il naso avanti in chiusura di quarto. Anche la seconda frazione era molto equilibrata e combattuta (Happ e Cain con 3 falli a testa all’intervallo lungo) prima dell’allungo biancoblu, propiziato da Burnell e Bendzius (63-50 al 23’), che suonava quasi come una spallata decisiva.

Repesa però non si scomponeva nonostante i problemi di falli, giocava la carta della zona e optava per costanti raddoppi vicino al ferro raccogliendo i frutti anche grazie a Gerald Robinson, che da lunedì si trasferirà in Francia; l’ex regista della Virtus Roma emulava le magie dell’omonimo Justin caricandosi l’attacco pesarese sulle spalle, Pozzecco presagiva la beffa e nel protestare per un contatto dubbio su Bendzius, incappava nel secondo fallo tecnico e veniva espulso.

La gara non conosceva padrone ed il clamoroso finale, con tripla di Filloy per il 96-99 a 14″ dal termine ed pareggio all’ultimo secondo di Gentile con un tiro totalmente fuori equilibrio, regalavano un graditissimo overtime, appendice vibrante fino al 110 pari siglato da Bendzius, poi la tripla di Tambone, appena entrato, spegneva definitivamente le velleità dei sardi, fuori ai quarti di finale per il secondo anno consecutivo.

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