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Varese mette la sesta: espugnato anche il PalaDozza

Varese mette la sesta: espugnato anche il PalaDozza
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Passava un treno importante quest’oggi al PalaDozza, destinazione playoff.

A giocarsi non tutta, ma sicuramente buona parte della stagione, la Virtus ci è arrivata corta, anzi cortissima e stanca, mentre Varese con la grande fiducia data da 5 vittorie consecutive. Sul parquet è stata battaglia d’altri tempi con una Segafredo mai doma piegata solo all’ultimo dalla fatica e da un tap-in beffardo. Onore agli uomini di Caja, autori dell’ennesima grande prova che profuma molto di playoff, ma tanti applausi anche ai bianconeri che con grinta e cattiveria agonistica hanno sopperito alle tante assenze, salvo cedere di schianto quando la benzina era ben oltre la riserva. Ora il post season della Virtus è appeso ad un filo davvero sottilissimo e per questo, forse, la Società una piccola autocritica potrebbe farsela. 

Segafredo Virtus Bologna    69

OpenjobMetis Varese             71

Parziali: (22-18 14-10 16-19 17-24 )

La Gara

I bianconeri con rotazioni ridotte a soli 7 giocatori più Lawson influenzato devono forzatamente giocare di velocità ed intensità difensiva, mentre Varese può rispondere con maggior stazza e tiro da fuori. Pajola, partente a sorpresa nel quintetto di casa,  è abilissimo a guidare una difesa aggressiva ed impenetrabile vicino al ferro, mentre dalla parte opposta la Openjob riesce a chiudere bene i rifornimenti a Slaughter nel colorato; ne esce quindi un bombardamento dall’arco (3/5 Virtus 3/6 Varese) ma, mentre i padroni di casa trovano presto il bandolo della difesa lombarda anche all’interno dell’area, i biancorossi annaspano cercando quasi esclusivamente soluzioni da lontano (10 tentativi da 3 contro soli 3 da 2 punti). Con Okoye non pervenuto (0/3) ed una mira divenuta improvvisamente sbilenca, Varese perde colpi e la Virtus prova a scappare sul 17-11 a 3′ dal termine, break frutto soprattutto di un letale Baldi Rossi, alla terza prova molto convincente consecutiva. L’immediato time out di Caja sembra ridestare Varese ma l’ottimo impatto di Stefano Gentile entratoa l posto di Pajola, contiene il ritorno ospite ed il quarto si chiude sul 22-18 bianconero.

Ancora difesa asfissiante Virtus in avvio di secondo quarto ma in attacco iniziano a farsi sentire la stanchezza ed i centimetri dei difensori Varesini. La Openjob non ne approfitta a dovere e si blocca in attacco, continuando a forzare da 3 e perdendo tanti palloni (9 sin qui). Il gioco di conseguenza ristagna per qualche minuto con attacchi divenuti asfittici e privi di fosforo; E’ Varese la prima a sbloccarsi grazie ad un gioco da 3 punti di Avramovic e, complici le disattenzioni offensive casalinghe, i biancorossi possono tornare anche a contatto sul 26-26 di metà periodo, prima di essere ricacciati indietro dalla tripla di Baldi Rossi e dal tap-in nel traffico di Slaughter . In un quarto dal punteggio bassissimo basta questo alla Virtus per allungare su margini di relativa sicurezza , con Varese che trova fieno in cascina solo da Cain e Vene. Una macroscopica disattenzione difensiva dei lombardi regale anche 3 giri in lunetta ad Aradori a 2” dalla fine del quarto, che si chiude sul 36-28 per i padroni di casa.

Alla ripresa continuano le forzature su ambo i lati sbloccate dalla tripla di Pajola a cui risponde però prontamente Avramovic. La Virtus tenta un nuovo strappo guidato da Aradori e Baldi rossi e vola fino al +10, con l’inerzia dell’incontro che sembra tutta per gli uomini di coach Ramagli. Un antisportivo (quantomeno di difficile interpretazione) al n°21 di casa ed 11 punti consecutivi di un indemoniato Larson riportano però Varese in parità con 3′ abbondanti da giocare sul cronometro. Sono le alterne fortune difensive ora a far pendere l’ago della bilancia a favore dell’una o dell’altra squadra ed in questo caso sono nuovamente i bianconeri a stringere meglio le maglie ed a chiudere il quarto sul 52-47.

La partita diventa estremamente godibile con bella circolazione di palla e grandi difese ma la Virtus, che non aveva sfruttato la possibilità di fuggire quando i tiratori ospiti si erano bloccati,  comincia a subire la fatica del grande sforzo difensivo profuso e subisce 5 consecutivi da Tambone più la tripla di Okoye, con  Varese che rivede per la prima volta il vantaggio quando mancano 7′ al termine. Al controsorpasso Virtus risponde ancora una volta  Avramovic, con tripla da 8 metri per il nuovo +2. La stanchezza in casa Segafredo ora è palpabile: i giocatori rientrano in ritardo dai raddoppi difensivi ed in attacco manca lucidità. In queste condizioni Avramovic diventa letale e martella la retina bianconera. A 2’49” poi,  sull’ennesima dormita difensiva di un Lafayette assolutamente insufficiente oggi, Okoye firma il +5 (61-66) che da tanto ossigeno e morale a Varese. I bianconeri barcollano, trovano solo tiri forzati e mai il fondo della retina: quando Varese sigla il 61-68 con poco più di un giro di lancette alla conclusione, la parola fine sembra ormai scritta. Mai sottovalutare questa Virtus però: una tripla di Stefano Gentile, gli errori ai liberi di Varese ed i canestri di Slaughter permettono alla Virtus di giocarsi gli ultimi possessi con sole 2 lunghezze da recuperare. La tensione e la stanchezza di un match tiratissimo pesano come macigni su entrambe le squadre, che sprecano diverse occasioni per la spallata decisiva. Su quello che parrebbe l’ultimo possibile attacco del match, Lafayette commette l’ennesimo errore di una partita decisamente negativa  e permette agli uomini di Caja di rimettere il pallone in gioco con soli 9 decimi sul cronometro. Partita chiusa? Nemmeno per sogno: errore grossolano di Larson che lancia direttamente fuori campo e così i bianconeri hanno un’ultima rimessa da metà campo per giocarsi il supplementare. Il lancio perfetto di capitan Ndoja serve magistralmente Slaughter che deve solo appoggiare al tabellone ma, ultima beffa di una partita incredibile, la palla gira sul ferro ed esce. Esplode la gioia di Varese, mentre è tanto il rammarico dei padroni di casa, pur autori (in 7) di una partita di grande cuore.

Magic Moment

Così come per il titolo di MVP anche per il momento chiave del match vi è un arrivo al fotofinish: se è vero che la partita è stata pressochè chiusa sulla doppia persa Virtus e la tripla di Okoye del 61-66, è anche vero che il break decisivo per Varese è stato quello interamente firmato Larson nel terzo periodo. 11 punti consecutivi per rimettere in partita la Openjob e, probabilmente, per tagliare le gambe ad una virtus in riserva.

Man of the match 

Larson e Avramovic grandi protagonisti della vittoria, ma è al secondo che va il titolo di MVP: 17  punti, 6 rimbalzi e 4 assist per l’uomo ovunque di Caja.

Numbers 

Varese chiude i primi 2 quarti con 6/10 da 2 ma 5/17 da 3 e 10 palle perse, numeri che spiegano abbastanza chiaramente il perchè del vantaggio Segafredo. Nella seconda parte di gara Varese chiude con 9/13 dall’arco contro il 4/16 della Virtus. Ecco spiegata la vittoria OpenjobMetis.

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