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Milano soffre più del previsto, ma ritrova la vittoria contro Avellino

Milano soffre più del previsto, ma ritrova la vittoria contro Avellino
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AX ARMANI EXCHANGE Milano – Sidigas Avellino 85 – 79 (22-14; 18-29; 27-12; 18-24)

MILANO: Della Valle , James 13, Musumeci ne, Fontecchio , Tarczewski 15, Kuzminskas 12, Cinciarini 5, Nunnally 16, Burns , Brooks 5, Jerrells 17, Omic 2. Allenatore: Pianigiani.

AVELLINO: Udanoh 15, Young 10, Nichols 7, Filloy 6, Campani ne, Sabatino ne, Campogrande 7, Harper 13, D’Ercole 4, Sykes 15, Spizzichini ne, Ndiaye 2. Allenatore: Maffezzoli

ARBITRI: Rossi, Sardella, Belfiore

La gara
Milano dopo la sconfitta del turno precedente Pasqua, ospita la Sidigas Avellino di Coach Maffezzoli, che, dopo l’eliminazione dalla coppa, è ancora in piena corsa playoff a due giornate dal termine, ma a farla da padrone questa sera, almeno all’inizio, è un grande ex milanese, Joe Barry Carroll, l’americano che nella stagione 1984/85 fece conquistare ai biancorossi Coppa Korac e campionato ad una media di oltre 24 punti a gara, presente questa sera sul parquet di Assago e omaggiato prima dell’incontro da alcuni ex tra cui Coach Peterson, Casalini, Premier, Meneghin e Pittis.

Olimpia Milano a ranghi ridotti, con il rientrante Jerrells, ma priva di Nedovic, che sarà out almeno fino al primo turno di playoff, e Micov, acciaccato, mentre Avellino si presenta al completo con gli ex Filloy e, solamente a livello di tesseramento, Young.

Coach Pianigiani parte con James, Jerrells, Nunnally, Brooks e Tarczewski, mentre Coach Maffezzoli schiera Udanoh, Young, Nichols, Harper e Sykes, in un primo quarto che vede il quintetto base milanese farla da padrone con un 3 su 3 iniziale dall’arco firmato James, Nunnally, Jerrells in contumacia Tarczewski che firma 7 punti nei primi minuti, dando un primo allungo ai suoi che si portano prontamente in doppia cifra di vantaggio, chiudendo sul 22 a 14 il primo periodo di gioco.

Con le rotazioni e la scelta dello staff tecnico milanese di schierare contemporaneamente 3 guardie (Cinciarini, Della Valle e Jerrells) nel secondo tempo, con sotto canestro Omic, Avellino riesce a recuperare lo svantaggio, sopratutto grazie ai centimetri e chilogrammi prima di Ndiaye e poi di Young, che, con 2 schiacciate a testa, riportano i biancorossi a contatto e firmano anche il primo vantaggio esterno della gara, portandosi avanti di 3 lunghezze sul 40 a 43 all’intervallo lungo.

Terzo periodo di gioco che assomiglia molto al primo, con Milano che sfrutta il proprio quintetto base per ricucire lo svantaggio e portarsi nuovamente avanti in doppia cifra, grazie soprattutto a un ottimo Tarczewski e alla coppia Nunnally-Jerrells dal perimetro, mentre Avellino non ha nessun giocatore in grado di segnare più di un canestro dal campo nel terzo periodo che si chiude sul 67 a 55 per i padroni di casa.

Nel quarto periodo, sempre complici e rotazioni milanesi, seppur accorciate rispetto al secondo quarto di gioco, Avellino riesce nuovamente a ricucire lo svantaggio, portandosi anche a un possesso di distanza, sfruttando anche il probabile errore di lasciare in campo Omic per troppo tempo ai danni di un ottimo Tarcezwski e la dimenticanza in panchina del top scorer fino a quel momento Nunnally, prontamente rimessi entrambi nell’ultimo minuto di gioco, con Avellino che ha la palla per pareggiare da 3 punti in due occasioni separate, ma che spreca andando a sbagliare dall’arco, regalando una soffertissima vittoria a Milano, che ritrova il referto rosa dopo alcune uscite a vuoto tra campionato e l’ormai conclusa eurolega.

Magic Moment
Il rimbalzo offensivo di Omic nel quarto quarto, acclamato dal pubblico di casa con una vera e propria ovazione che ha del miracoloso, per questo giocatore che è stato firmato per sopperire all’infortunio di Gudaitis, ma che sta viaggiando a 3 punti e 3 rimbalzi di media nonostante i suoi 216 cm.

Man of the Match
Joe Barry Carroll, non in campo cambiato, ma ospite speciale della partita, apparso visibilmente emozionato e commosso nella premiazione ed intervista del pre partita.

Numbers
66 a 19, come i punti segnati dal quintetto base milanese e dalla propria panchina, divario che sarebbe ancora più impietoso se Kuzminskas non avesse dato prova delle proprie doti offensive sfruttando i mismatch avversari e mettendo a referto 12 punti.

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