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Montegranaro chiude, spiraglio per Verona in A. Basket rosa senza Priolo, subentra Napoli

Montegranaro chiude, spiraglio per Verona in A. Basket rosa senza Priolo, subentra Napoli
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Altro tormentone alle spalle, qualcosa che suona come un autogol annuciato: Montegranaro retrocessa fra problemi economici non si è iscritta alla A. La Sutor era la prima avente diritto a prendere il posto della Mens Sana Basket dichiarata fallita dal Tribunale di Siena per il dissesto economico definito dal giudice, dottoressa Serrao, con un aggettivo lapidario: “abnorme”. Le lettere lasciano il tempo che trovano, i fatti raccontano di cose gravi e si prospetta invece una lunga storia in tribunale.

Da un primo controllo delle società iscritte già di prima mattina del 10 luglio il nome della Sutor non compariva, la Fip ha dovuto però ragionare con la dovuta cautela perché l’iscrizione ai campionati può avvenire in automatico, utilizzando il Mav, oppure col bonificio bancario che implica anche i 2-3 giorni della prassi bancaria che può essere eseguita anche un minuto prima della mezzanotte del 9 luglio.

Evidentemente non si è arrivato a un accordo per la buona uscita dei titolari del diritto sportivo e il Consorzio che aveva garantito l’anno scorso il budget di gestione, anche se poi sembra fosse stato utilizzato dai tre proprietari per coprire vecchie pendenze. Da qui le frizioni fra le due anime del club. Spariscono anche le Marche, il regno dei “Todsiani “Della Valle che potrebbero non essere insensibili in futuro, mentre la Toscana torna ad avere una sola formazione di vertice (Pistoia) e Firenze parte col progetto Fiorentina che piaceva a Renzi e Nardella ma non realizzabile dopo troppe retrocessioni-delusioni perché i dindi son pochini, per ora.

A norma di regolamento anche il ritardo di un solo giorno negli adempimenti (pagamento della prima rata della tassa di servizio, liberatoria da debiti e pendenze, etc.) costa il ritorno dal livello più basso, anche se si sono liberati dei posti nella DNB dove non si è iscritta anche lo Sporting Montecatini, altro ex club di Serie A e dove riparte Siena, salvo ratifiche del consiglio federale della prossima settimana, che ha presentato il general manager Lorenzo Marruganti che si ritrova a gestire le macerie di una gloria sulla quale darà il giudizio definitivo solo la storia, per ora c’è l’agghiacciante realtà e un senso di vuoto profondo. E la domanda: ma come è potuto succedere in questo sport innovativo, fresco, intatto?

Tornando al quotidiano stretto: prima ammessa al posto di Montegranaro sarebbe Capo d’Orlando ma la smobilitazione di alcuni protagonisti della scorsa stagione fa supporre che l’impegno economico sia troppo gravoso per la A. Si parla nella fattispecie – come raccontano – di 630 mila euro a trovare sull’unghia, 250 mila di iscrizione, 350 mila di cauzione bancaria e un atri 30 mila euro di varie. Se non trova le risorse il diritto passa a Verona-Tezenis che ha già fatto richiesta e si ritroverebbe in A-1. Poi la fila si chiude con Torino, ma dovrà aspettare ancora un anno anche se ha cambiato il tandem dei manovratori, non più un gm classico e un coach, ma due allenatori uno dei quali giemme sui generis: si sa che i cambiamenti non sempre danno risultati scontati, è certo il potenziamento sul gioco con due tecnici di comprovata esperienza.

Nella Golden (A2) ripescate la lombarda Casalpusterlengo e Forlì, aveva pagato anche Matera che i giornali indicano come une delle città più virtuose d’Italia e concorre al titolo di capitale europea della cultura 2019, ma non è riuscita a entrare.

In Silver entrano con mezzi Latina che era stata battuta dai Legnano Knights nelle finali di Cervia per il 3° posto e Piacenza ma c’erano altre 3-4 domande di riserva. In DNB, quarta serie, corrono circa una sessantina di squadre, l’Italia geografica anche nell’anno uno di Renzi è ben rappresentata, il basket rimane uno sport di trend e andrebbe quindi meglio gestito, soprattutto in tempi di spending review.

La femminile ha perso (peccato) la mitica Priolo alla quale subentra Napoli, la A-2 e A-3 sono onerose e carenti di squadre, meglio una regionalizzazione di qualità, magari con un torneo finale per le promozioni. Idea al vaglio del consiglio federale. Questo il quadro delle partecipanti alla massima serie femminile: CUS Cagliari (Sardegna), Carispezia (Liguria), Azzurra Orvieto  e Acqua & Sapone Umbertide (Umbria), Fila San Martino di Lupari-Padova, Reyer Umana Venezia  e Famila Wuber Schio (Veneto), CUS Chieti (Abruzzo), Gesam gas Lucca (Toscana), Lavezzini Parma (Emilia), Passalacqua Ragua (Sicilia), Dike Napoli (Campania).

Per la Fip non è stata una giornata di gloria ma nemmeno di disfatta, il basket ha tenuto nonostante la lettera sibillina fatta passare dall’avvocato di Minucci all’Ansa che l’ha ridotta a una notizia di quattro righe, più generosi i media territoriali e il web aree da sempre curate da Minucci, che si vanta di esperienze di editore,

Da parte sua la Lega non ha fatto una piega davanti a quello che appare come una sorta di warning, nell’angolo dei twitter nessun cenno. Marino era forse impegnato a studiare come organizzare l’Istant Reply. I due principali sostenitori della candidatura del senese alla presidenza erano invece molto impegnati a godersi una giornata di meritata gloria a Barcellona, il luogo dove un anno fa Minucci sedeva nel board: Proli è stato premiato col Trofeo Porelli, executive dell’anno, Sardara ha immortalato in un selfie il suo debutto nel grande basket presentandosi con l’acquisto di un giocatore del calibro di Dyson.

Da parte sua Petrucci forse era tentato di rispondere con una delle sue battutine ciniche, ma ha deciso di soprassedere lasciando parlare i fatti. “Perché replicare, per noi non è più un tesserato”, questa la voce raccolta da via Vitorichiano. Gli unici commenti senesi si leggono sul blog dell’Eretico di Siena querelato fra gli altri da Minucci, il blogger Raffaele Ascheri, competente appassionato di pallacanestro ed ex radiocronista di basket, passa oltre facendo i suoi vivi “complimenti a chi l’aveva eletto (6 mesi fa) presidente della Lega Basket”. Invece in borsa il titolo Banca Mps, se non sbaglio, ha perso il 4 per cento ma quando ho chiesto agli analisti la ragione, mi hanno risposto che “si tratta di una fase di oscillazioni verso una nuova stabilità” Nessuno sapeva dell’attacco ai vertici del Monte che secondo l’ex amministratore della Mens Sana Basket avrebbe determinato l’inizio di tutti i suoi guai.

E’ proprio vero: Sic gloria transit mundi.

encampana@alice.it

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