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Eurolega – Primo decalogo di EL: ottavo, Polonara domina

Eurolega – Primo decalogo di EL: ottavo, Polonara domina
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Quattro gare di RS, e dopo il primo doppio turno è il momento del primo decalogo di Eurolega della stagione.

1 – Tre KO in fila per il Maccabi: passivo totale -10. Dettagli come, ieri al Pireo, un fallo troppo rapido di Bender lasciando 4 secs all’Olympiacos per l’ultimo tiro. Meno dettaglio che il tanto conclamato super acquisto Zizic sia uscito sul -9 israeliano e non abbia più rivisto campo nei restanti 16 mins. Vita dura per i centri classici in Eurolega: non spostano, ma si sapeva. Dal novero escludo solo Jan Vesely, parzialmente Tavares e, anche se ancora in bacino di carenaggio, Milutinov.

2 – Nomi nuovi. Vyacheslav Zaytsev non è un ragazzo, ha 31 anni, ma non ha mai giocato al livello di questo inizio di EL: medie di 15-3-6.5 per il play del Khimkhi, con il 70% da 2 e il 44% da 3. Primo negli assists, quarto in % da 2, primo per valutazione (22.75). Prima che il Covid si impadronisse dello spogliatoio russo.

3 – CSKA. Ancora incompleto l’inserimento di Shengelia, usato, opinione personale, troppo vicino a canestro e troppo raramente ha la palla in mano. Sono le conseguenze dell’avere Mike James: Toko dovrà abituarsi a rendere di più con meno tocchi di palla, coach Itoudis dovrà fare in modo di piazzare il Georgiano più spesso sul perimetro senza far incazzare Mike, molto attento alla conservazione dei suoi spazi e tiri.

4 – Unica imbattuta: Zalgiris. Ennesimo miracolo lituano, con un coach pochissimo pubblicizzato come l’austriaco Schiller. La squadra è guidata in punti e rimbalzi da un centro poco classico come Lauvergne, e si giova del solito immortale mix di giovani e veterani autoctoni: parlano lituano 45 dei 79 pti e 15 dei 32 rimbalzi dello Zalgiris.

5 – Quintetto ideale di Milano: Delaney-Punter-Micov-Leday-Hines. L’Olimpia ha record 3-1 avendo giocato 4 gare senza Punter e Micov, l’ultima senza Delaney uscito a metà primo quarto, e da 2 partite Hines gioca con una caviglia in disordine. Trovatemi un motivo qualsiasi per criticare Messina.

6 – Sottosopra. Sarà che, come nella NBA, la stagione Covid scombina le gerarchie del puro talento, ma almeno 5 delle prime 8 dell’attuale classifica erano date come outsiders, e Milano-Barca-Efes-Maccabi-CSKA-Real sono tutte dal sesto posto in giù.

7 – Efes. Sono senza Larkin, che rappresenta ben più di 1/12 dei roster: dovrebbe tornare a fine Ott/inizio Nov. Micic non sta ripetendo la stagione scorsa, solo 2 giocatori sono nei primi 5 di una qualche stat: Simon insieme a Lucic e Zaytsev è primo per valutazione (22.75), Dunston secondo per % di tiro da 2. I Turchi sembrano ancora scioccati dal non essere riusciti a terminare la passata stagione. Non posso asserirlo con certezza, ma lo faccio lo stesso: avrebbero vinto la EL a mani basse, l’anno scorso.

8 – Non fa male. La partenza di Shengelia è stata un lutto, perché il giocatore aveva legato il proprio nome in maniera molto stretta al Baskonia. Però il nostro Polonara è uno dei protagonisti assoluti di EL con 11+8, 2.33 recuperi e 1.3 stoppate a gara (5’ assoluto in rebs e stoppate, 2’ in rec). Il lituano Giedraitis, sostituto di Toko, viaggia a 19.3+4 e il Baskonia, complimenti coach Ivanovic, ha 3 uomini nei primi 5 della lega nei recuperi: Polo-Giedraitis-Vildoza fanno 6.7 rubate/gara che diventano 8.4 sommando quelle di Henry, che è 3’ negli assist (6.3). Baschi 2’ in classifica.

9 – Situazione modello-Zalgiris per la Stella Rossa: sopravvive ogni anno alla canonica emorragia di talenti, grazie alla scuola slava ma anche a una sopraffina capacità di scovare il talento USA. Lo scorso anno avevano introdotto Lorenzo Brown, quest’anno sembrano aver ripetuto con Jordan Loyd. Non era uno sconosciuto, ma il suo arrivo (da NBA Champion coi Raptors) a Valencia lo scorso anno era passato un po’ in silenzio: 11 di media, MA nemmeno 2 rebs e meno di 1 ass; 43% da 3 MA il 40% da 2. Alti gli urli, ora: 21-5-3.

10 – Covid e buonsenso. Male: i contagi penetrano i protocolli di sicurezza delle squadre, e non può sempre essere sfiga. Bene: i veri focolai sono concentrati in 3 squadre, il che depone a favore della macchina allestita da EL. Malissimo: le ripicche delle squadre che appartengono a nazioni che non ammettono pubblico, si tratta di ripicche malmostose e da perdenti. Benissimo: la decisione di rinviare e giocare le gare invece di assegnare lo 0-20 a tavolino.

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