Con l’inizio delle semifinali dei playoff italiani Milano-Sassari e Siena-Roma il responsabile dei fischietti di A Fabio Facchini ha ristretto la rosa degli arbitri dei playoff che comprendeva inizialmente 28 nomi per dare un segnale ulteriore sul senso del rinnovamento: questo permette di capire che le scelte sono fatte sul merito, magari anche quelle meno riuscite, e far capire che nessuno è intoccabile.

Per le semifinali la squadra sarebbe di 20 fischietti poi in base alle prestazioni il “capo” vedrà se pescare altri o riproporre alcuni che hanno già arbitrato.

«Di sicuro, per le finali utilizzerò giovani ed esperti in un mix di esperienza e non» ci aveva detto prima dei playoff. E’ stato di parola, c’è più stima in giro per gli arbitri con questo superfischietto che ha trasferito la sua personalità nel nuovo ruolo senza sentirsi un padreterno o un burattinaio, men che meno il vaso di coccio fra vasi di ferro di manzoniana memoria.

Il problema è che il CIA non può puntare alla perfezione. Come i tutte le cose, bisogna migliorarsi e questo CIA non ha bisogno di un Commissario ma di un personaggio rappresentativo che dia un valore aggiunto, sappia parlare con l’esterno, sappia difendere gli arbitri ma anche motivarli, avere con loro relazioni umane e una sensibilità che oggi nella struttura manca. Perché, appunto, incompiuta. Aspettiamo.

Per quanto riguarda intanto la missione diplomatica in Bulgaria, Facchini ha trovato una soluzione brillante che consenta di mandare tre arbitri italiani a dirigere la partita per il titolo fra Lukoil Academik e Levski Sofia. Per consentire di tenere vivo un rapporto di collaborazione con la Federazione il cui presidente è Giorgione Glouchkov, portato in Italia dalla Juvecaserta negli anni di Oscar, e far fare esperienza ai nuovi arbitri internazionali, come Saverio Lanzarini (Bologna) e Lorenzo Baldini (Firenze) il figlio dell’ex arbitro che ha appena superato il corso per entrare nei ruoli europei. Il loro tutor in Bulgaria, in un certo senso, sarà l’esperto Roberto Chiari di Treviso.

Ci si aspettava anche di vedere in missione Tolga Sahin ma il turco diventato cittadino italiano si sarebbe detto non disponibile. Ha diretto due gare dei quarti fra Milano e Pistoia…

Sulla graticola alcuni fischietti, credo si tratti di ricambio e non di casi particolari: si parla di Sabetta (ha diretto Cantù-Roma gara2) ex presidente dell’Associazione Arbitri che col suo vice Paternicò sfiduciò il presidente del CIA LucianoTola impugnando il provvedimento di squalifica per aver violato le norme di correttezza e lealtà del codice federale, in seguito ad alcune intercettazioni “imbarazzanti” non poco nei verbali di Baskettopoli.

Avevo parlato di Sahin come unico possibile candidato fra gli otto delle Final Four di Euroleague al Forum, quando da Tel Aviv arrivò il non gradimento sugli arbitri italiani, una discriminazione come minimo poco simpatica se non pericolosa che Jordi Bertomeu ha dovuto accettare di buon grado, pur sapendo della svolta italiana. Cosa ha fatto Petrucci?  Si è messo davanti alla Tv col cartellino “non disturbare”. Comunque adesso vengo a sapere che l’unico in corsa, mi spiegano, era Cerebuch perché Sahin e Lamonica avevano già arbitrato la finale di andata e ritorno in Eurocup. Mi scuso con i lettori e gli interessati.

Intanto non è passato il limite d’età degli arbitri da 50 a 52 anni, pertanto a fine stagione chiudono il superpolizotto Cerebuch, che due anni fa è stato alle Olimpiadi, e Terreni.

Facchini è rientrato da Dubrovnik, dopo il clinic Fiba, ora è diventato Istruttore Fiba e dal 1 luglio potrebbe sostituire Teofili, una promozione ma anche un passaggio generazionale anche nel management.

Nel fargli i complimenti per aver realizzato questa svolta, vorrei chiudere con una sua bella frase per far sapere ai lettori quanto amore il ciclone-Fabio ha messo nel primo tratto di 10 mesi della sua missione da buon acquario assetato di imparzialità, sogni e senso del dovere.

«Ho la necessità per il bene della mia Federazione, di cui mi onoro di fare parte da 38 anni, di avere nel minor tempo possibile il maggior numero di arbitri con un po’ di esperienza, dove possono farla se non durante i play-off. Per tutti ci sarà un’occasione, perché dopo 10 mesi io mi fido dei miei arbitri!».

Vuoi vedere, come avevo previsto quando invocavo la riforma e il sorteggio, che quest’anno anche nel basket vincerà il Verona della situazione, quando il calcio ebbe il coraggio di passare al sorteggio e vinse una squadra simpatica e non di potere? Niente nomi, la parola al campo. Se poi c’è qualche raglio d’asino, pazienza, perché i ragli d’asino non salgono al cielo. Uso questo aforisma anche se non lo condivido, a me gli asini stanno simpatici, a parte che non vogliano fare i professoroni.

encampana@alice.it