Prima delle gare della notte, andiamo ad analizzare quelle precedenti. Nella notte del 7 Marzo parecchie certezze hanno vacillato, tanto per cominciare i Memphis Grizzlies sono usciti vittoriosi dalla Quicken Loans Arena, senza Gasol, Conley e Randolph con solo 3 uomini a scendere dal pino. Nella stessa notte gli Spurs tiravano peggio di quanto si possa umanamente fare e lasciavano una W ad Indianapolis. I Bulls di nuovo senza Butler battevano in casa i vicini di Milwaukee rimanendo ai margini della po picture, un po’ più su nella suddetta gli Hornets vincevano la loro ottava su 10 a Minneapolis trascinati da uno splendido Kemba da 34. A New Orleans the Brow e compagni la spuntavano contro i Kings, mentre a Dallas i clippertoniani uscivano vittoriosi. Warriors impegnati invece contro i Magic, partita che verrà ricordata per la tripla numero TRECENTO di Stephen Curry, che ha intenzione di distruggere il record di triple in stagione già suo.

Passiamo ora a quanto avvenuto in nottata:

AIR CANADA CENTRE, TORONTO. BROOKLYN NETS 99 – TORONTO RAPTORS 104

Padroni di casa con le rotazioni cortissime, solo 4 uomini subentrano al quintetto base. Toronto sembra controllarla dall’inizio, salvo perdersi clamorosamente nel secondo quarto, quando usciti Lowry e DeRozan si attaccava male e si difendeva peggio (35-14 il parziale per i Nets). DeRozan non rivela esattamente le parole di coach Casey all’intervallo, ma lascia intendere non siano state esattamente al miele. Si rivelano comunque efficaci: nel terzo periodo gemello Brook (35) smette di fare ciò che vuole, il back-court più bello del Nord si sveglia e comincia una rimonta che verrà completata e consolidata durante l’atto finale, portando i canadesi a scongiurare una sconfitta casalinga che avrebbe avuto del grottesco visto l’avversario. 25 del cecchino DeRozan al servizio del subcomandante da 23 con 9 assist. Per i Nets oltre a Lopez poca roba: 14 di “Trade-me” Young e 12 di Bogdanovic.

TARGET CENTER, MINNEAPOLIS. SAN ANTONIO SPURS 116 – MINNESOTA TIMBERWOLVES 91

Quarta gara in 5 giorni per i T’Wolves che perdono la seconda in back-to-back. Gli speroni guidati eccezionalmente da Ettore Messina, sostituto di Pop alla prese con problemi familiari, portano a casa agevolmente la W dopo essersi eccessivamente complicati la vita contro Indiana. I padroni di casa troppo giovani e troppo stanchi sembrano non avere armi per contrastare i texani. Come contro i Pacers, gli Spurs tirano male da 3 punti (21%), ma la protezione al ferro dei lupacchiotti è inconsistente. Senza Parker e Duncan, toccano gli straordinari a prof. Miller, e se Kawhi (15) sonnecchia è Aldridge a dare gli strappi decisivi, 29-7 con un poster su Towns che dice tutto dell’intensità fisica della partita. 19-9  per KAT e 23 di wiggins di puro orgoglio ma insufficienti.

PEPSI CENTER, DENVER. NEW YORK KNICKS 94 – DENVER NUGGETS 110

Solo Carmelo in scena a Denver… Per I Knicks, gran gara nel suo vecchio palazzo nonostante qualche fischio, ma purtroppo non basta. Nuggets ottimi dall’inizio, prendono il controllo prima dell’intervallo per non perderlo più, trascinati dal vero Manimal Faried (24-10 e +22 di valutazione). Kenneth efficacissimo in attacco e devastante in difesa, riesce a tenere Porzingis a soli 6 punti divorandolo fisicamente ad ogni possesso. 20-9 di Magic Jokic (ribattezzato così da Malone), 15 e 16 di Mudiay e Gary Harris. Per i Knics oltre a Carmelo (30-7-4) poco oltre ai 15 di Derrick Williams.

VIVINT SMART HOME ARENA, SALT LAKE CITY. ATLANTA HAWKS 91 – UTAH JAZZ 84

Atlanta porta a casa una vittoria tutt’altro che facille tra i mormoni, conquistata nei quarti centrali trascinati da Millsap e Teague stranamente più preciso al tiro. (24 con 6 pizze sfornate). Per Utah qualche disattenzione difensiva di troppo e poco apporto dalla panchina ai soliti Hayward (22) e Favors (16-8).

MODA CENTER, PORTLAND. WASHINGTON WIZARDS 109 – PORTLAND TRAIL BLAZERS 116

Avere il pane e non I denti e viceversa, questo potrebbe essere da solo il riassunto di questa gara. Partita tirata all’overtime, negli ultimi secondi del quarto periodo CJ McCollum rispondeva con un jumper dalla media alla tripla che John Wall pensava fosse della vittoria. Subito dopo Gerald Henderson cancella un lay-up troppo morbido (ma pensa…) di Gortat e prolunga le ostilità sul 104 pari. Durante il supplementare Washington è sulle gambe e Lillard vede rosso, la sesta posizione della Western era lì e Dame non poteva non afferrarla. Col 12-5 di parziale del tempo decisivo i Portland Trail Blazers compiono un altro importantissimo passo verso un primo turno di playoff che a Ottobre tutti pensavano dovessero vedere dal divano. 20 con 11 portate per il factotum, 19-10 (cifre ingannevoli) per Gortat che lascia autostrade per le penetrazioni di Damian “continuate ad ignorarmi” Lillard che chiude a 41 e 11 assist, accompagnato dai 18 di CJ e le doppie cifre di Henderson e Leonard.

STAPLES CENTER, LOS ANGELES. ORLANDO MAGIC 98 – LOS ANGELES LAKERS 107

Pessima a dir poco la prova difensiva dei Magic che lasciano il campo a dei Lakers galvanizzati, che sulle ali dei ragazzini terribili conquista una rarissima seconda vittoria consecutiva. Senza Kobe, 27 di D’Angelo Russel, 24 di Clarkson e 23-11 di Randle che continua ad essere il più convincente al di là dei numeri. Per i Magic 26 di Oladipo e 23 di Fournier nel deserto.