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La Virtus Roma tra Prandin e Capo d’Orlando

La Virtus Roma tra Prandin e Capo d’Orlando
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La Virtus Roma accoglie Roberto Prandin, play/guardia di 188 cm in uscita da Siena, dove ormai la situazione è al limite del tracollo visti i problemi economici e la conseguente fuga di gran parte del roster che ha iniziato la stagione agli ordini di coach Moretti.

Veneziano, classe 1986, Prandin ha disputato tre campionati con la maglia della Reyer, giocando successivamente ad Ozzano, Udine e Casalpusterlengo, prima di approdare a Treviso nel 2013. La stagione seguente firma per Trieste, squadra con cui ha vissuto 5 intensissime annate di cui l’ultima, la più importante, culminata con la promozione in Serie A. Ha iniziato questo torneo indossando la maglia della Mens Sana Siena per 18 gare, ora lo attende un’avventura nuova nella Capitale, per provare ad inanellare un’altra promozione dopo quella conseguita con i giuliani: ”Sono molto felice di essere arrivato alla Virtus – ha dichiarato l’esterno – voglio dare il mio contributo per raggiungere l’obiettivo promozione, non vedo l’ora di allenarmi con i miei nuovi compagni e di scendere in campo con loro”.

Anche il Direttore Sportivo Valerio Spinelli si è pronunciato sul nuovo acquisto: “Siamo arrivati alla fase finale del campionato, probabilmente la più importante, con un roster che ha confermato le aspettative, giocando un’ottima stagione. Complice qualche piccolo infortunio, abbiamo ritenuto necessario un innesto aggiuntivo per allungare le rotazioni. Roberto Prandin è un giocatore che già l’anno scorso a Trieste ha ottenuto la promozione nella massima serie, per cui conosce le dinamiche di questo momento e sa di cosa c’è bisogno. Lo considero un ottimo difensore che sa aiutare i compagni nei momenti di difficoltà, nella metà campo difensiva ma anche in attacco, nei momenti di necessità; è un giocatore sempre a disposizione della squadra”.

Un’aggiunta importante in vista del rush finale che parte domani sera, quando al PalaEur (palla a due alle ore 18) arriverà l’agguerrita Capo d’Orlando dell’ex Brandon Triche, con i siciliani che dopo il blitz a Bergamo proveranno a centrare un altro pesante successo “on the road”, una vittoria che li rilancerebbe definitivamente nel discorso della promozione diretta, tutt’altro che chiuso.

Roma ha una chance importante, verrebbe da dire unica. La fragorosa sconfitta di Rieti nell’anticipo di sabato a Latina, consentirà ai capitolini di scendere in campo con maggior tranquillità (la vetta della classifica resterebbe ai romani anche in caso di sconfitta), ma anche con la consapevolezza che un successo darebbe un bel colpo al morale dei sabini e delle altre inseguitrici, su tutte Bergamo, che ha appena inflitto un trentello a domicilio a Biella, non proprio una squadra materasso.

Nella partita di andata i giallorossi si imposero per 95-89 nonostante un Triche da 28 punti e 12 assist; fu decisiva l’ottima prestazione corale con 6 uomini in doppia cifra e il season high di Alibegovic e Chessa (19 punti e 17 di valutazione per il figlio di Teoman, 19 punti e 21 di valutazione per il capitano).

Perché la partita di domani avrebbe il sapore del match point? Senza volersi addentrare in prematuri calcoli e tabelle di marcia, tralasciando il cammino, comunque impegnativo, delle squadre più staccate in classifica e concentrandosi solo sul calendario di Rieti, prima delle inseguitrici, verrebbe spontaneo notare le 4 trasferte tutt’altro che agevoli che attendono Jones e soci: Capo d’Orlando, Bergamo, Scafati e Treviglio.

Partendo dall’attuale classifica, che vede i giallorossi al comando con 32 punti e gli amarantocelesti a quota 30, ma con una gara in più, e ipotizzando tutte vittorie interne per le due battistrada del girone Ovest (Rieti ospiterà Legnano, le due romane e Agrigento, la Virtus riceverà domani l’Orlandina e poi Tortona, Siena, Agrigento e Scafati), i sabini dovranno centrare almeno 2 colpi in trasferta e sperare che Roma perda sempre lontano dalla Capitale, uno scenario possibile, ma difficile da immaginare alla luce dell’ottimo rendimento esterno avuto finora della truppa di Piero Bucchi.

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