Riassunto della nottata NBA caratterizzata dalla disputa di sole quattro gare.

WELLS FARGO CENTER, PHILADELPHIA. ATLANTA HAWKS 126 – PHILADELPHIA 76ERS 98
Altra sconfitta dell’era Smith per i Sixers, Atlanta che ultimamente aveva mostrato un particolare talento nel complicarsi la vita, stavolta passeggia. Un ventello di distanza si è riproposto per tutta la partita, fino ad un prepotente parziale di 13-0 dei padroni di casa (a complicarsela la vita ci riprovano gli Hawks non temete) viene interrotto da un ottimo Bazemore, che chiude a 22 punti ed è decisivo anche nel finale per chiuderla. 18 per uno per Millsap e Horford e 14 di puro ossigeno dalla panchina di Dennis Schroder. Atlanta sempre orfana delle triple di Korver che stavolta però ne fa volare solo 3 limitando i danni. Per Phila soliti venti sprecati di Okafor e buona prova a rimbalzo di Nerlens Noel che ne cattura 13.
UNITED CENTER, CHICAGO. BOSTON CELTICS 92 – CHICAGO BULLS 101
Vittoria per i Bulls in una classica dell’est contro i ragazzi di Brad Stevens, assente stanotte per essere andato a trovare un suo ex giocatore in lotta contro il cancro. Jay Larranaga siede in panchina ma i suoi non si scompongono ed offrono una prestazione convincente nonostante la sconfitta. Se i Celtics convincono i Bulls volano, stanno crescendo parecchio in questo periodo, ma quando sono tutti così coinvolti giocarci sembra impossibile. Rose segna 18 con parecchia energia che fa sempre piacere guardare, Butler guida con 19 e 10 assist, ma MVP della gara indiscutibilmente Pau Gasol che se vuole qualcosa tende a prendersela, 17 con 18 rimbalzi per il catalano. Lo stesso Gasol ispiratissimo conferma quanto detto prima: se tutti i migliori stanno bene i Bulls sono un “Big Team”. Praticamente tutti in doppia cifra per i Celtics, tra i miglioti Crowder 17 ed Olynyk 16, solida doppia doppia di Sullinger (13-11)
TOYOTA CENTER, HOUSTON. UTAH JAZZ 94 – HOUSTON ROCKETS 103
Gara caratterizzata dagli infortuni a Houston, Dwight Howard fuori per gli antichi problemi alla schiena, Gobert ritorna dopo più di un mese, e Rodney Hood si torce la caviglia tirando in faccia al Barba aggiungendosi a Favors ed Exum tra gli inutilizzabili. Proprio il barbuto trascina i Rockets con 33 punti e 8 rimbalzi firmando il terzo trentello nelle ultime 4 gare. Coach Snyder alla fine ammette che i Jazz non potevano fare nulla di più per fermarlo. Houston in controllo dall’inizio alla fine col solito sistema ad alto ritmo con soli tiri al ferro o da 3 nonostante Harden si conceda qualche licenza poetica dalla media distanza. Proprio dall’arco arrivano le sentenze nel terzo quarto di Terry e Ariza che confermano la doppia cifra di vantaggio, i mormoni non riusciranno più a risalire. 15 con 8 assist per Gordon Hayward e 12 per Terry e Thornton che accompagnano Harden. Gara da segnalare a Shaq per 2 errori comici di Harden che fa un gran passaggio in lob per il lungo seduto in quarta fila, e di Terry che passa la palla nell’angolo ad Ariza oltre la linea di fondo con l’asciugamano in mano.
SLEEP TRAIN ARENA, SACRAMENTO. LOS ANGELES LAKERS 115 – SACRAMENTO KINGS 118
Ultima di Kobe anche a Sacramento, dove saluta Vlade Divac con 28 punti da amarcord. Gara dominata dai Kings che nel secondo tempo rischiano di suicidarsi, gettano 27 punti di vantaggio a Kobe e Russel, che ne farà proprio 27 prima di uscire per un problema alla caviglia. Si decide tutto nel finale coi Lakers che senza i due citati in precedenza si arrendono dopo un lay up di Rajon Rondo. Quasi tripla doppia per DeMarcus Cousins (29-10-7) che sorprende Bryant… Divac da 3 non tirava. 18 per Gay ed Acy con Rondo che fa “soltanto” 9 e 12 assist. Per i Lakers protagonisti della rimonta anche Lou Williams e Jordan Clarkson, rispettivamente 20 e 15 di cui 12 di Clarkson solo nell’ultima frazione.