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NBA – Uno sguardo altamente scorretto al prossimo AllStar Game

NBA – Uno sguardo altamente scorretto al prossimo AllStar Game
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E’ iniziata questa settimana la votazione per lo All Star Game 2019, destinato a Charlotte.

La mobilitazione dei fans è annunciata, e ognuno può votare una volta al giorno o persino di più, se ha diversi account da diversi dispositivi. Ci sarà chi vota per base nazionalistica, Italiani Serbi Francesi Spagnoli per esempio; chi vota tutto il roster della propria squadra del cuore; le procedure di voto dovrebbero aver impedito di votare My Uncle o Barack Obama, ma la fantasia dei fans è sempre in evoluzione. E’ vero, quindi, che tutto il processo che prepara e porta allo ASG è una grande “festa del popolo” NBA. Impossibile sottrarsi, anche perché impossibile è resistere alla tentazione di dire la propria, nel proprio modo.

Io infatti ho pensato di scrivere chi NON vorrei vedere allo ASG, creando una lista di giocatori che sicuramente saranno scelti, ma dotandoli di un commento politicamente decisamente non corretto; insieme ad esso troverete anche un giocatore che secondo me meriterebbe di andare al posto del designato, sperando che in qualche caso l’impossibile accada.

KAWHI LEONARD. Sì, fortissimo, quasi inarrivabile considerando le prestazioni su entrambe le metà campo. Ma: è vivo? Lo caricano solo per entrare in campo e poi torna in un sarcofago? Il meno comunicativo giocatore di sempre, che ormai ha davvero rotto con la storia sulla riservatezza, la timidezza…faccio vendere più scarpe io di Kawhi. Al suo posto vorrei vedere Domantas Sabonis, il figlio di Arvidas che, lui sì, sta scrivendo una storia di cui nessuno sembra accorgersi: avere successo NONOSTANTE il peso di quel cognome, e senza ricorrere al barile della vodka.

JOEL EMBIID. Sì, decisamente e senza dubbi il miglior centro dell’Est. Però anche lui ha rotto. Foto e video con i leoncini, tweet di ogni tipo, provocazioni in campo e fuori: nessuno gli ha ancora spaccato la faccia solo perché è grosso e famoso. Ma arriverà quel giorno, arriva sempre nella NBA. Per alcuni (Sasha Danilovic) molto presto, per altri più tardi. Al suo posto vorrei Hassan Whiteside, che 5 anni fa nessuno voleva nemmeno accettare per un provino, che era obbligato a pagarsi da sé l’assicurazione per entrare nelle palestre e dar mostra delle proprie capacità. Che non tira da 3, ma l’unica volta che è stato sfidato a farlo in pubblico, da un video-blogger di Miami, ha fatto 1/1.

ANTHONY DAVIS. Sì, talento da paura. Talmente forte da essere il più forte giocatore di sempre a non riuscire a fare della propria squadra una squadra vincente. Vero, Nola ha molti infortunati: ma si chiamano Mirotic ed Elfryd Payton. Karl Malone, per dirne uno, o Charles Barkley, si sarebbero preoccupati di avere Mirotic e Payton infortunati??? Forse sono un po’ da rivedere le aspettative sulle facoltà del Monociglio. Al suo posto vorrei andasse Willie Cauley-Stein, che non ha la metà del talento di Davis, ha tatuaggi anche sugli zigomi ed è il meno Kentuckiano giocatore uscito da Kentucky negli ultimi anni: ma è parte di un miracolo (i Kings) ed è migliorato in ogni anno da quando è entrato nella NBA.

JAMES HARDEN. Sì, la Barba. Che barba. MVP? ASG? Di sicuro è un ottimo triatleta, perché invece di giocare solo a basket gli consentono di correre maratone (terzo tempo a 6 tempi), darsi allo sci di fondo (arresti scivolati con tecnica classica) e al football americano (stiff-arm per spazzare via il difensore guadagnando anche il fallo). Un eccellente attore, anche, e tutto ciò dentro un rettangolo che dovrebbe ospitare solo il basket. Vorrei Lou Williams, al suo posto, perché Lou già così è il miglior realizzatore da quarto periodo della NBA, e tira un notevole numero di liberi: se gli fosse garantito un arbitraggio à la Harden andrebbe in lunetta 30 volte e staremmo parlando del primo giocatore a 55 di media (le stats di WIlt non sono pienamente certificate..).

RUSSELL WESTBROOK. Sì, forse sono eccessivo nella severità nei confronti di RW, perché quest’anno ci sta provando davvero a far giocare la squadra invece che solo sé stesso. I risultati parzialmente si vedono, ma la % W/L dei Thunder resta migliore senza di lui, e lo sforzo per evitare di giocare a RussBall lo sta penalizzando. Giocando a BasketBall, Russ tira malissimo da 3, malissimo i liberi, perde le solite vagonate di palloni e si tiene a galla essenzialmente grazie al suo fisico pazzesco (lui è il primo giocatore dopo MJ che potrebbe essere capace di dominare la NBA partendo dal fisico: ma Jordan in 2 anni di carriera aveva inserito anche la testa, lui dopo 8 ancora no). E anche grazie al fatto che quel che ad Harden viene concesso in attacco a lui è concesso in difesa: tackles da stopper uruguagio, contatti da MMA, e sulle sue stoppate le parabole avversarie sono sempre e solo ascendenti. Al suo posto il suo opposto: Luka Doncic. Talento incredibile, fisico per nulla da sottovalutare, e soprattutto una visione-tunnel (basket only) simile a quella di RW, però incanalata nel binario della comprensione del Gioco e nella predicazione del suo Verbo. Non sarà mai LukaBall, ma sempre il Basket secondo Luka. In ogni caso, farà lo ASG dei Rookies.

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