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La Toscana perde i pezzi, non c’è solo Siena

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E’ finita con una rinuncia. Fortuna vuole che non si tratti di una chiusura ma una rinuncia a un ripescaggio di cui molti si erano già riempiti la bocca pavoneggiandosi. E che, gradito dall’alto, per la cassa di risonanza che assicura Firenze aveva fatto circolare nomi su nomi, il Progetto Fiorentina con i Della Valle e Guido Borghi. Ques’ultimo l’imprenditore degli anni dell’Ignis oggi produttore cinematografico, di angle, commercial Tv con uffici a Los Angeles e in Italia, grande appassionato e competente di basket al quale si devono in gioventù gli arrivi a Varese di americani importanti, come Toby Kimball e Tony Gennari. Per stile di famiglia, ha sempre smentito di essere pronto a uno sbarco sull’Arno riconoscendo tuttavia quanto sia importante creare una squadra nella capitale del Rinascimento.

Nell’impossibilità di trovare uno sponsor da 600-700 mila euro, il sogno di inizio estate è evaporato con la scadenza dei tesseramenti lasciando posto al back-ground che il basket fiorentino si è “costruito” con troppe retrocessioni e “mancate promozioni” negli ultimi anni. Al proposito leggere i risultati più avanti.

Un ammainabandiera nel regno di Renzi, però, può essere anche visto come un positivo segnale di spending review, a ragionare da cittadino. Il basket deve imparare a fare da solo.

La notizia che Firenze rinunciava alla Silver con le parole dell’AD Giotti l’ha data per prima Toscanabasketlive.it che copre l’informazione regionale e nel commentare questo brusco stop – che dopo tante aspettative crea pure un cauto allarme per l’iscrizione alla DNB – ha indicato tre cause: la mancanza di promozione e pubblicità, l’indifferenza dei rappresentanti di Palazzo Vecchio alle partite invece sempre in prima fila allo stadio per la Fiorentina e il poco pubblico. “Nemmeno l’Euroleague portata da Siena ha fatto da traino, Palamandela pieno il giovedì poi il week end sempre i soliti noti, spesso confusi fra i tifosi ospiti”.

Si riparte quindi (forse) dalla DNB e non dalla Silver a tavolino che potrebbe invece arrivare per Latina che vanta un presidente impetuoso e motivato e nonostante la sconfitta dai Knight Legnano per la terza promozione in Silver e sta trattando Perdichizzi, il coach delle promozioni, l’ultima a Brindisi.

E può consolare che l’anno prossimo non mancherà almeno l’attrazione col derby fra Firenze e Siena se questa il 4 luglio verrà dichiarata fallita dal Tribunale fallimentare di Siena con 8 scudetti, tanti altri trofei ma un ex presidente che secondo i capi d’imputazione della Procura non può lasciare Siena, una segretaria agli arresti domiciliari e sotto interrogatorio entrambi da oltre un mese e mezzo per l’indagine Time Out.

Povera magnifica Firenze, che oltre al patrimonio d’arte e cultura uniche è anche una delle città più “cestistiche” d’Italia. Possiede il Palamandela, il Palazzetto nel quale pochi mesi fa il Comune e la Regione hanno investito nel restyling centinaia di migliaia di euro per far giocare l’Euroleague alla Mens Sana. Certamente anche loro non erano a conoscenza dello stato di dissesto, sappiamo quali siano stati i risultati sportivi. Credo tuttavia fosse cosa buona e giusta anche per stimolare i dirigenti delle squadre locali ad attrezzarsi. L’anno passato Palazzo Vecchio ha favorito anche i contatti con uno sponsor interessante (Enegam) che preferirà legare il suo nome al basket di Pistoia oggi in auge, quel che rimane dell’orgoglio toscano. Ah, naturalmente rimane anche il CT di Azzurrabasket il senese Simone Pianigiani.

Non sono serviti gli aiutini e gli aiutoni della Fip, che di più non poteva fare, da ultimo l’abolizione ad hoc della norma che vietava qualsiasi risalita d’ufficio oltre il doppio ripescaggio e la presenza di due professionisti navigati che hanno operato nel basket di vertice graditi al Palazzo: il coach Attilio Caja (che ha trovato subito una vetrina come coach della sperimentale, nonostante questo incarico fosse richiesto a furor di popolo per il CT Pianigiani, se non altro per ottimizzare il costo del suo ingaggio record per il basket italiano) e il general manager Faraoni. Il potente livornese, il gran vizir della Toscana il quale controlla i voti e porta cariche ai dirigenti fiorentini negli organismi federali.

Il primo a credere, con la ben nota lungimiranza, che Firenze fosse strategica per il successo del basket, fu Guido Carlo Gatti, fin da quando il Marchese di Gubbio era studente all’università. In seguito il campione e capitano dell’Ignis del secondo scudetto e della nazionale portò il primo scudetto a Pesaro supportando come manager Bianchini, una sua scoperta, ma ancor prima rilanciò il basket a Roma soprattutto con Buitoni come sponsor di Roma. E a Firenze riuscì a favorire l’ingresso della Neutro Roberts “anche questo sprecato, quando pure il palazzo era stato costruito, dal desiderio, un pò troppo frettoloso, di portare Firenze al livello delle grandi società di allora: come la città sembrava meritare, se non fosse stata esageratamente calcistica”

“Comunque oltre che in Lombardia ed a Roma – ricorda ancora Gatti quell’avventura – mi appassionò abbastanza attivamente anche Firenze, io stesso creai, con l’appoggio di alcuni appassionati amici fiorentini un gruppo nel tentativo, purtroppo vano, di rilanciare il “Basket di Vertice”. Fu allora che decisi di lasciare il pallone e il parquet per il green e la pallina”

Il declino del basket gigliato che adesso sarà viola per il nuovo colore delle maglie ha ormai sbiadito anche il ricordo della bella avventura in serie A oltre 20 anni fa con la Neutro Roberts di JJ Anderson, fra i giocatori più spettacolari mai visti in Italia, e l’impegno di Luciano Pedini con l’azienda della generosissima moglie.

E’ incredibile, rispetto alle percentuali interessanti di tesserati, che non abbia fatto riflettere il valore di quella storia. Ecco invece, in cifre, un rendiconto emblematico dei risultati delle ultime 6 stagioni sportive per cui la capitale del Rinascimento, prodigatasi per la cittadinanza onoraria, con Renzi sindaco, a Bargnani e Belinelli e l’invito a Palazzo Vecchio, è oggetto di uno sberleffo sapido, come quelli toscani: “Più la tiri su, e più lei va giù”.

Questo il diario della discesa:

Agosto 2008 – Alessandro Bastagli, Everlast, lascia la società dopo 5 stagioni molto contrastanti, grandi nomi sul parquet ma scarsi risultati, e Firenze lessi un progetto che avendo la A-2 si candidava per un girone dei Mondiali 2014

Agosto 2008 – La società viene rilevata e salvata da Luca Borsetti, ex Presidente del Pino Dragons.

2008-2009 Pallacanestro Firenze – Serie A dilettanti: 14.a in stagione regolare, retrocessa in B dilettanti

2009-2010 Pallacanestro Firenze – Serie B dilettanti: 10.a stagione regolare, non si qualifica ai playoff

2010-2011 Pallacanestro Firenze – Serie B dilettanti: 11.a stagione regolare – salva tramite i play-out

2011-2012 Pallacanestro Firenze – ottiene la wild card dalla Fip di Dino Meneghin – DNA – penultimo posto – salva tramite i play-out, sconfiggendo nello spareggio la Virtus Siena.

2012-2013 Pallacanestro Firenze – DNA – penultima in stagione regolare – non si iscrive alla Lega Silver per problemi economici

2013-2014 Affrico Firenze – Lega Silver (giocata in quanto ripescata) – penultima in stagione regolare – retrocessa in DNB

In 6 stagioni sportive un record da Guinnes dei Primati, uno spaccato del basket che dovrebbe far riflettere Palazzo Vecchio e tutto il movimento, perché il Grande Basket Firenze deve averlo, ma deve forse uscire da quell’accondiscendenza che le istituzioni hanno accordato di volta in volta ai “accampamenti”. Che portavano consenso.

Legabasket non può chiedere solo gli arbitri e una Convenzione, deve studiare con la Federazione l’idea della franchigie, creare centri di sviluppo, spalmare le risorse. Ad esempio, perché Armani che può detassare utili d’impresa enormi non fa una seconda squadra, come Giovanni Borghi fece con Varese e Napoli sponsorizzando anche Siena con l’Algor?

Comunque, le cifre di questa “implosione” parlano chiaro, sono risultati frustranti:

– 2 retrocessioni (2008-2009 e 2013-2014)

– 2 penultimi posti (2011-2012 e 2012-2013)

– 2 salvezze tramite play-out (2010-2011 e 2011-2012)

– 2 ammissioni per ripescaggio o wild card (2011-2012 e 2013-2014)

Se Atene non ride, Sparta piange. Un altro polo storico, lo Sporting Montecatini, potrebbe abbassare la saracinesca il 9 luglio. Si parla di Montecatini, la Cantù del basket toscana che ha dato giocatori come Massimo Masini (l’unico italiano che abbia ricevuto un’offerta dal Real Madrid!), Andrea Niccolai, i fratelli Natali e i fratelli Tessitori, con un gm-manager come Andrea Luchi il quale ha chiuso con la Virtus Bologna vincente e in seguito ha lavorato bene per i mondiali di ciclismo. Si parla di una città col suo bel palazzetto, il potenziale di grandi alberghi, del clima, del paesaggio e di terme che non hanno niente in meno di quelle dei Dauville o Baden Baden. Una ricchezza vera che aveva convinto l’avv. Riccardo Sensi a scendere in campo e farne la città internazionale dello sport, con concetti d’impresa legata alla potenzialità ricettiva, naturalmente in un quadro di riforme sociali e civiche. La vittoria politica non c’è stata, ma nemmeno la sconfitta e nel frattempo Andrea Niccolai, mister 13 miliardi (che non sono finiti in tasca sua) che probabilmente ha investito parte dei suoi guadagni nel basket ha chiesto l’ultimo Time Out. “Complice una situazione di grande crisi che ha colpito aziende importanti – questo il grido d’allarme lanciato da Niccolai sul sito del Tirreno per trovare risorse e fare la DNB – non ci sono certezze per la prossima stagione, per me sono state quattro stagioni di grande impegno personale fisico, mentale ed economico. Per la prima squadra non abbiamo le certezze, vogliamo però mantenere almeno il settore giovanile”.

encampana@alice.it

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