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NBA Recap – Miami degna di LBJ, Celtics vs refs, Saric da R O Y

NBA Recap – Miami degna di LBJ, Celtics vs refs, Saric da R O Y
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10 gare nella notte NBA, ve le racconteremo in modalità rapid fire.

Si inizia con una sorpresa: i 76ers privi di Embiid ancora in bacino di carenaggio e di Noel mandato a Dallas superano senza troppi problemi i lanciatissimi Wizards. Grandi per Philly Covington (25+11) e Darione Saric (20+11, autorevolezza e quintetto base: se il compagno continua a perdere gare, Dario torna in ballo per il Rookie of the Year), mentre la solita coppia Wall+Beal produce 69-12-16. E’ della notte la notizia che Ben Simmons, Prima Scelta Assoluta all’ultimo Draft, resterà fuori per tutta la stagione a curare il piede infortunato. Ad Indianapolis i Pacers in maglia celebrativa di Hickory High-School (cfr “Hoosiers”, con Gene Hackman) battono i Grizzlies con molto più margine (anche +27) di quanto dica il +10 finale, e lo fanno senza per gran parte del tempo PG13, fermato da un crampo o una contrattura: dovrebbe esserci però vs gli Heat. I Celtics sconfessano la tradizione favorevole degli ultimi quarti, ne segnano solo 20 e vengono capovolti nel finale dai Raptors, in cui DeRozan va al career-high con 43; una osservazione è d’obbligo riguardo a questa gara: DeMarre Carroll ha steso da dietro IT4 lanciato in contropiede: a parte la rissa di prammatica che ha fruttato qualche tecnico, al giocatore dei Raptors è stato sanzionato soltanto un flagrant1, quando durante le Finals a Draymond Green è stata mollata una giornata di squalifica per un fallo molto, Molto, MOLTO più leggero di quello di Carroll. In OT i Bulls in casa hanno la meglio sui Suns, dopo che i supplementari erano stati guadagnati da due supergiocate (5 pti totali) di Jimmy-B (22-3-9), ma dopo anche che Booker (27-3-2) aveva avuto i 3 liberi per far vincere i Suns: mancato l’ultimo dei 3, i Suns sono scesi in campo per i 5’ aggiuntivi con il morale sotto i tacchi e i Bulls hanno prevalso, ma non sono certo una squadra in salute e hanno seri punti interrogativi sulle precedenze nelle rotazioni; 10 ass di Bledsoe per i Suns. Mancavano i giudici dello Slam Dunk Contest al Bradley Center per la sfida tra Jazz e Bucks: lo Pterodattilo Greco (4) e Gordon Hayward (3) hanno dato vita ad un duello stratosferico a suon di schiacciate, fossero in alley-hoop, in contropiede, o spezzando le difese: vincono i Jazz, e per GH sono 29-3-4, mentre l’AllStar dei Bucks dice 33-12-3. Giù il cappello davanti a questi Heat, che sono pienamente degni e anzi, fatte le proporzioni, migliori, di quelli dei Big3 e degli Anelli: peggiorati rispetto lo scorso anno, vessati dagli infortuni, protagonisti di una serie perdente di 4-18 tra inizio dicembre e metà Gennaio, avrebbero potuto dedicarsi al tanking più estremo; invece stanno fornendo una lezione a tutta quella parte di NBA (fans compresi) che sta appesa al diploma di ragioniere e di cinismo professionale: hanno dato prova di attributi, amore per il gioco, di essere una franchigia con una tradizione e una cultura vincente alle spalle, e ora sono in piena caccia ai PO grazie (oltre che a Coach Spoelstra) ad una striscia di 15-2 (13 consecutive), inclusi gli scalpi di Golden State, Houston (2volte) e Atlanta stanotte, con 23-5-5 di Tyler Johnson dalla panchina e 14-3-10 di Dion Waiters, che non possiamo più soprannominare “Grandine sulle Vigne”. Tripla doppia #27 per Westbrook nella sfida vs i Lakers: 17-18-17, e 4 di questi assists per il neo arrivato Taj Gibson (12+4 in 21’), che pagherà a RW le cene che a Chicago, per un certo periodo, aveva pagato a RR. Nei Mavs in visita a Minneapolis non ha debuttato Noel, e nonostante i 31 di Seth Curry e il 20+6 di Harrison Barnes, i Mavs perdono segnando solo 84 pti; 27-7-3 per Andrew Wiggins, che pareggia a 15 un record di franchigia per numero di gare consecutive a 20+. I Nuggets rifilano un ventello ai Nets che restano inchodati a 9 W in stagione: Gallinari 20+8, Harris 25, ma la notizia è che la Stella nascente Jokic (2-5-7) sta soffrendo l’arrivo di Plumlee (12-12-8), uno dei pochi lunghi che ha mani da passatore pari, se non migliori, a quelle dello slavo. Infine, per fortuna di ClipperTown, finisce la due giorni terribile: hanno incontrato in back-to-back Warriors e Spurs; hanno perso entrambe le gare, ma in entrambe hanno avuto vantaggi non banali; e stanotte è tornato CP3 (17-6-5); è tornato a SA, invece, Pau Gasol: 17+11 con 3/3 da 3.

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